Pagina 3 di 3 PrimaPrima ... 23
Risultati da 21 a 25 di 25

Discussione: una "perla"

  1. #21
    Zarskoeselo
    Ospite

    Predefinito

    Aggiungo a scanso di equivoci che il mio intervento si inseriva nel contesto della presunta eresia ortodossa nella visione papale. Personalmente, infatti, condivido appieno quanto lei dice, caro Padre Giovanni, soprattutto nel suo ultimo post qui sopra.

  2. #22
    Moderatore
    Data Registrazione
    18 Apr 2010
    Località
    Pistoia fraz.San Felice
    Messaggi
    2,420
     Likes dati
    0
     Like avuti
    3
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Talora un papa sovradimensionato fa proprio questo: mette in ombra Cristo. Come è stato sottolineato .
    Penso alle grandi messe mediatiche tra giovani e non giovani, alle adunate in Piazza san Pietro (che talora ricordano adunate di altre piazze....) o negli stadi....
    Ecco cosa accade quando Cristo risorto e vivo che ha un unico Vicario: l'altro Paraclito che ci ha inviato dal Padre perchè rimanga sempre con noi, il Tuttosanto Spirito che non grida ma che, come la brezza leggera di Elia profeta spira vicino a chi lo attende...
    I Vescovi, di grandi o piccole sedi, sono soli servi inutili senza di Lui, strumenti docili della sua opera, tutti quanti, ed è bene cghe si nascondano perchè l'opera umana senza di Lui è un niente.

    Ogni volta che vedo tread come questo ringrazio Dio onnipotente di avermi chiamato all'Ortodossia ove l'opera umana è velata come dentro alle porte ed ai veli del santuario liturgico, perchè l'opera di Dio non si confonda......

  3. #23
    Iscritto
    Data Registrazione
    20 Dec 2005
    Località
    On ne peut bien écrire que de ce qu'on ignore
    Messaggi
    1,036
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Cosa avrà significato, per uno dei dodici Apostoli, essere ortodosso, o cattolico? Non posso saperlo con certezza: e tuttavia penso che consistesse nel guardare il Signore Gesù, nel seguirlo, nell'amarlo, nel contemplare i suoi gesti e nel custodire le sue parole e i suoi insegnamenti. Conoscenza spirituale, intellettuale, affettiva, tutto questo era unito in un'unica esperienza di prossimità, di vicinanza.

    Definire concettualmente la verità è una necessità, lo riconosco. Ma è una necessità triste. Ogni 'definizione', se da un lato compie il prezioso compito di custodire il mistero di Cristo dall'errore, dall'altro sancisce la nostra incolmabile distanza rispetto a quell'esperienza per la quale era sufficiente aprire gli occhi e guardare. Io non condivido l'entusiasmo del Vescovo Silvano per le definizioni dogmatiche e dottrinali. Sono necessarie, certo, donec venias.

    Perdonate, ma io sono convinto che sia possibile darsi dell'eretico con grande rispetto. Ne sono convinto perché l'ho sperimentato. Un monaco di Mar Saba, nel deserto di Giuda - l'ho raccontato proprio in questo forum - mi ha detto con grande chiarezza e semplicità che a suo avviso io sono un eretico. Eppure, mentre me lo diceva, il suo sguardo era acceso, ed era chiarissimo che aveva una grande passione per me, per la mia anima, per il mio destino terreno ed eterno. Avrebbe potuto perfino - oso dire - diventare mio amico, anche se non poteva pregare con me e farmi pregare nella sua chiesa. Ora, che cos'è che conta? Quello sguardo, o la parola 'eretico'? In realtà contano entrambe, ma la parola prendeva tutto il senso dallo sguardo che la accompagnava. E non mi sono sentito offeso, o ferito. Non mi sono neppure convertito all'ortodossia: ho un'intelletto difficile da convincere e storia e geni romanocattolici. Ma qualcosa in quel dialogo è accaduto: tanto è vero che sono a dialogare qui con voi.

    La mia proposta è continuare - se vogliamo - a darci degli eretici, ma nel rispetto. Un rispetto non filantropico: ma generato dalla nostalgia condivisa di quella esperienza prima degli Apostoli, in cui non c'erano eretici, perché bastava guardare.

    Grazie, B.

  4. #24
    Moderatore
    Data Registrazione
    18 Apr 2010
    Località
    Pistoia fraz.San Felice
    Messaggi
    2,420
     Likes dati
    0
     Like avuti
    3
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Caro B.,
    non sono un monaco di san Saba ma di San Serafino, ma credo di non dire mai a nessuno che è eretico senza soffrire di questo fatto con amore per lui e fervore per lui nella cristallinità del rapporto. Amico? Sai quanti veri amici ho eterodossi, pochi, perchè ho in genere pochi amici se a questa parola si dà un significato profondo, ed io non la spreco, ma tra questi ce ne sono di eterodossi con cui ho un rapporto ottimo e fiducioso.
    Non riesco poi a capire dove trovi il mio grande entusiasmo per le definizioni dogmatiche. Forse ce lo avrà la Chiesa romanocattolica che ne ha fatte qualche centinaio, ma mi pare di aver detto più volte che la definizione dogmatica è un negativum che nasce dalla necessità di combattere l'eresia. Senza eresia non c'è bisogno di nessun dogma. Quindi nessun entusiasmo.
    Semmai l'entusiasmo è per il desiderio continuo di avere esperienza di Cristo nello Spirityo, di far sì che la fede divenga sempre più esperienza vivente. Questo si che mi entusiasma.- Me ne sento sempre troppo vuoto ed ardo dal desiderio che Cristo, nello Spirito, divenga il mio Signore, il mio amato, il mio tutto.

  5. #25
    presbitero cristiano ortodosso
    Data Registrazione
    04 Jan 2005
    Località
    ed eretico perfino di se stesso -contraddisse e si contraddisse
    Messaggi
    2,380
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    L’Identità del dogma come negativum è insieme esperienza liberatoria e di grande tristezza e sofferenza e i due aspetti vivono -com-possibilmente- insieme

    E’ liberatoria proprio perché di fronte all’eresia,cioè di fronte alla legittimità tutta umana, troppo umana di elaborare,dis-correre,di de-finire,di de-limitare,di scegliere appunto uno solo dei componenti le nostre antinomie,dico delle antinomie della nostra professione di fede assolutamente paradossali e di per sé scandalose ,questo negativum si inginocchia,in assoluta e folle(ma anche divertente e ludica) contemplazione delle antinomie ,il cristianesimo come un lungo elenco(salvifico e santificante ovviamente) di antinomie e di scandali .Il negativum canta e danza la fede.il negativum è un inno cherubino nella chiesa e della chiesa(quella tenda a cui abbiamo deciso di aderire perché in essa siamo stati chiamati e trascinati)alla santità di Dio tre volte santo

    Da qui amico Barsanufio potrà ben leggere il mio fastidio l’orticaria che mi devasta quando vede e comprendo che il dogmatizzare (nella tenda della sua scelta) assume invece autonomia propositiva,forza di per sé,arroganza di chiarimento e di esplicitazione.il mito idolatrico contemporaneo per cui quel che dici oggi sulla tua fede è sicuramente migliore di quel che hai detto ieri e di quel che l’altro ieri hanno confessato gli antichi( non più padri,ma antichi e quindi stupidi,primitivi)

    Il mio negativum è un sussurro debole,un canto,una danza,un linguaggio non verbale:l Tri-uno, il Te-antropo,il Morto/il Risorto- l’Assente/il Presente – l’asceso/il ritornante –La Vergine-Madre , la Sposa/non sposata

    E lo dico senza iattanza ma con chiarezza,la chiarezza di un mistero e del mistero.Lo sguardo intenso e penetrante di quel monaco della mia tenda,amico Barsanufio,proprio nel definirla eretico forse non solo è ancora una volta contemplazione dell’evento che ogni respiro loda il Dio Tri-uno ma mi piace (si mi piace) narralo senza riscontri,solo con la fantasia narrante ed affabulante(ma quanto è grandiosamente affabulante l’ortodossia,amico mio !!– Vladyka Silvano dovrebbe offrire a tutti noi una meditazione sul fatto che nella quasi totalità delle feste il tropario inizia sempre con lo schiaffone dell’avverbio OGGI ,oggi è nato,oggi si è trasfigurato,oggi è stato battezzato,oggi è veramente risorto…)di una implorazione,si di una implorazione,di una supplica tutta implicita e tutta rivolta nel silenzio rumoroso di quella speciale forma di collera che è la preghiera affinché l’inginocchiamento del pensiero debole sia tutto in tutti e il negativum esaurisca la sua esistenza perché nessuno più attenta alla straordinaria unità delle antinomie del depostum fidei

    Padre Giovanni Festa

 

 
Pagina 3 di 3 PrimaPrima ... 23

Discussioni Simili

  1. Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 27-06-12, 13:18
  2. Risposte: 20
    Ultimo Messaggio: 16-04-12, 21:36
  3. Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 23-05-04, 11:02
  4. Una "perla" che mi era sfuggita, ma sempre attuale: La Russa e l'intervento in Iraq
    Di Tomás de Torquemada nel forum Comunismo e Comunità
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 08-11-02, 19:48
  5. Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 08-11-02, 00:40

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito