Retroscena/ Berlusconi al Colle, Casini out. Così Fini punta a Palazzo Chigi
Martedí 13.06.2006 11:22
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Non ci sono dubbi, Gianfranco Fini e ambizioso e punta in alto. Molto in alto. Alla guida del Centrodestra e a Palazzo Chigi. Il presidente di Alleanza Nazionale ha messo a punto negli ultimi giorni la sua strategia per conquistare la leadership della Casa delle Libertà ed essere il candidato premier alle prossime elezioni politiche.
Il primo passaggio prevede il tentativo, sottile e non dichiarato, di dividere Forza Italia, indebolirla al suo interno giocando sulle note contrapposizioni fra le varie anime, che soltanto il Cavaliere è riuscito finora a sopire. Ma l'opposizione rende difficile questo compito, anche per l'ex presidente del Consiglio. E così da Via della Scrofa è partita la campagna segreta che mira a blandire l'ala più democristiana degli azzurri, guidata Giuseppe Pisanu, con l'obiettivo di avvicinarla al leader di Alleanza Nazionale in vista della costruzione del partito unico di Centrodestra. Fini punta ad assicurarsi il sostegno di una parte di Forza Italia, scippandola in questo modo al suo principale contendente alla successione, Pierferdinando Casini.
Non solo. Oltre all'appoggio dell'ex ministro dell'Interno, il presidente di An può contare anche su una salda amicizia e su un solido rapporto con Giulio Tremonti, leader indiscusso dell'ala più liberale del partito del Cavaliere. La strategia è quella di restare in disparte per qualche mese, senza strappi o rotture. Assecondare il processo di formazione del partito unico e poi, lentamente, giocarsi le proprie carte, grazie al sostegno di una parte di Forza Italia. Fini ha anche messo a tacere le voci contrarie all'interno del suo partito. Spartito dalla scena Alemanno, recuperati La Russa e Gasparri.
A favore dell'ex responsabile della Farnesina gioca anche il buon legame con Umberto Bossi. La nuova formazione politica non prevede l'ingresso della Lega, ma il rapporto con il Carroccio è fondamentale per poter sperare di battere il Centrosinistra. E Fini ha certamente maggiori chance di Casini di costruire un filo diretto con il Senatur, con il quale scrisse a quattro mani la legge sull'immigrazione.
Nei piani del presidente di Alleanza Nazionale, Berlusconi dovrebbe diventare una sorta di padre nobile del partito unico, con la possibilità di andare al Quirinale tra sette anni in caso di vittoria elettorale. Per Casini sarebbe pronto il ruolo di segretario della nuova formazione politica, in grado di rafforzare i rapporti con il mondo cattolico e con le gerarchie ecclesiastiche. Relazione che comunque lo stesso Fini sta coltivando da tempo, al fine di poter apparire un candidato premier moderato e rassicurante.
E il Cavaliere? Al momento non avrebbe ancora sciolto la riserva. E' chiaro che se Prodi dovesse cadere entro due anni sarà ancora Berlusconi a correre per Palazzo Chigi, ma se il Professore dovesse durare l'intera legislatura, o quasi, allora il numero uno di Forza Italia potrebbe assecondare i progetti dell'alleato. Preferendolo a Casini per il ruolo di candidato premier.
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