"Accordi con l'Unione? Impossibile"
Il Senatùr raddrizza il tiro: non piò esserci dialogo con chi è contrario al federalismo
MILANO, 10 giugno 2006 - Onorevole Bossi, come sta? , un sorriso e il Senatùr ammette: «Non credevo che la malattia e la riabilitazione fossero così lunghe».
Ma continua a fare politica, anzi a fare il segretario. La Lega è ancora Bossi?
«Io sono lucido di testa, non mollo. Ho creato il movimento dal nulla, grazie anche all’impegno e alla dedizione di mia moglie Manuela. E vado avanti».
Se la nominassero senatore a vita?
«Ma per carità, mi sentirei imbalsamato. Non lo vorrei mai fare, io preferisco stare qui, in Lombardia, al mio posto».
Pontida è stata rinviata al 2 luglio. E se vincesse il No al referendum del 25 giugno, che cosa succederebbe?
«Il Nord reagirebbe male, molto male. Ma noi andremmo avanti, comunque, quella del federalismo è una battaglia che dovrò combattere fino alla fine».
Magari cambiando alleati, dalla Cdl all’Unione?
«Io faccio quel che dice il movimento, io appartengo alla Lega. Pur riconoscendo molti meriti a Berlusconi, se il consiglio federale mi desse un’indicazione diversa, la seguirei».
Quindi, potrebbe dialogare con la sinistra?
«Aspetti. Noi non possiamo fare accordi con quelli che sono contro il federalismo».
Mi sembra che ognuno abbia la sua ricetta per una giusta riforma, o no?
«A parole. In realtà, i partiti centralisti sono sia a destra che a sinistra».
Il governo Prodi ha appena sterilizzato la riforma Castelli sulla giustizia.
«Io credo che in realtà Mastella sia molto prudente. Sa bene che è meglio resistere alle richieste dei magistrati. Segua il mio consiglio: faccia eleggere i magistrati dal popolo».
Credo che sia impossibile, onorevole Bossi.
«Beh, è sempre lecito sognare».
Dicono che tra lei e Massimo D’Alema ci sia di nuovo un feeling. Soffia il vento del ’94-’95?
«L’unico che non ha sentito parlare di questo sono io».
Ma lei lo conosce bene, lo stima, si fida di lui?
«L’ho sempre stimato. Fidarmi? Come può farlo un politico, sempre con la rivoltella carica in mano».
Sorride ancora, il Senatùr: «Vede, D’Alema è un furbacchione».
Se il centrosinistra le promettesse di fare una nuova riforma federalista, magari introducendo il federalismo fiscale?
«Mah... Io so solo che il Nord è stanco di pagare. E poi non si può andare contro la storia. Oggi, tutti i Paesi vanno verso il federalismo».
La parola secessione oggi ha ancora un significato per lei?
«È una parola vuota di significato, la gente non ti seguirebbe oggi. Ma se il federalismo non passa, chissà, non bisogna sottovalutare i popoli buoni come quello lombardo. Sì, io spero che ci sia una via democratica al federalismo. Ma spero soprattutto che i lombardi smettano di essere schiavi in questo Paese. Vede, qui da noi, si stava meglio sotto l’Austria che adesso».
C’è una parte della base leghista che si dice scontenta. E c’è un documento, firmato tra gli altri da Giancarlo Pagliarini e Gilberto Oneto, in cui si chiede la convocazione di un congresso straordinario. E la costituzione di un direttorio che la affianchi. La offende?
«No, mi rompe le balle. C’è gente che non era nessuno, che ho creata io dal niente, eppure... Non voglio essere ringraziato, anche perché tutti questi sforzi li ho fatti per il popolo. Però, penso alla gente che in campagna elettorale mi viene a chiedere di essere messa in lista. I posti, i posti, è tutto quello che vogliono».
Ma il congresso?
«Si farà, nei prossimi mesi. Diversi segretari nazionali mi hanno chiesto i congressi. Quindi, prima si faranno i nazionali, poi il federale».
E il direttorio?
«Ripeto. Io ce la faccio. Certo, questa malattia ha creato un sacco di pasticci».
Attorno a lei ci sono Maroni, Castelli, Calderoli, Giorgetti, Reguzzoni. C’è una lotta di potere fra di loro?
«No, lotte di potere non ne vedo. È gente che sta qui per aiutarmi, che non fa caso al posto». Fa una pausa. «Mentre quelli che protestano, beh, li vedremo al congresso, li sbaraccheremo tutti».
Lo dice, ma senza l’irruenza di un tempo.Onorevole Bossi, lei mi sembra addolcito.
«No, mi sono solo ammalato, purtroppo. Ma ci sono, ci sono ancora...».
di Flavia Baldi
http://ilrestodelcarlino.quotidiano...6/10/5419402
Complimenti al Gran Visir per le "velate" minacce in puro stile itagliota a riguardo del Congresso (il che fa già capire come sarà "democraticamente" strutturato)![]()
salucc




6/10/5419402
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centrale che sventolavano disperatamente, cercando nel contempo di gettare giu' dal tetto donne e bambini. 