
Originariamente Scritto da
Nick Rivers
E' vero che al peggio non c'e' mai fine, ma quando ho vist questo articolo di Blondet, su
www.forcesitaly.com, sono rimasto senza parole....
Si apprende[*] che l'occupante americano
ha finanziato nell'Iraq occupato una campagna anti-fumo.
Pubblicità televisiva e pacchetti con le note scritte «Il fumo uccide», «Fumare in gravidanza nuoce al bambino»: nel Paese che gli americani hanno coperto di uranio impoverito, che fa nascere feti mostruosi, e ammalare di cancri plurimi famiglie intere.
E dove la truppaglia americana ammazza a casaccio ai posti di blocco, violenta ragazzine in casa, incarcera e tortura in massa, arbitrariamente; dove migliaia di esseri umani vengono trucidati da indecifrabili attentati e milizie private, da una violenza che l'occupante avrebbe il dovere di sedare, e che non vuole controllare affatto.
LA NOTIZIA NON VUOLE FAR RIDERE; al contrario, segnala il parodistico, il grottesco - ossia il satanico - che reca con sé la civiltà occidentale terminale.
Nessun Oriente è stato mai pari a questo Occidente in ipocrisia omicida. L'orda di Gengis Khan e Tamerlano massacrò a milioni, ma senza pretendere di preoccuparsi della salute delle sue vittime. L'America ha speso per la «ricostruzione» dell'Iraq 22 miliardi di dollari: senza riuscire a garantire nemmeno l'elettricità. I soldi sono finiti nelle tasche dei profittatori amici del regime statunitense, Halliburton in prima fila.
I guerrieri della civiltà superiore hanno lasciato saccheggiare il Museo Nazionale di Baghdad nel 2003, partecipando al saccheggio: «Cose che capitano», commentò Rumsfeld. Mancano tuttora 14 mila opere d'arte. In compenso, soldi venivano dati a «consulenti» americani per esperimenti demenziali e falliti: come fornire l'Iraq, che affondava nel sangue, di una Borsa-valori moderna, tipo Wall Street, ovviamente mai aperta.
-- Maurizio Blondet
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[*] Frank Rich, «Stuff happens again in Baghdad», Herald Tribune, 24 Settembre 2006.