Rilevando un fatto gravissimo mi permetto di portare alla vostra attenzione il seguente;
Articolo di Francesco Perfetti per AltriMondi
Nel primo decennio del nuovo secolo, tra il 2001 e quest’ultimo scorcio del 2009, il ministero dei Beni culturali ha costituto ben 114 comitati nazionali per celebrazioni o ricorrenze varie.
C’è di tutto, da quelli creati per ricordare il bimillenario di Vespasiano o il settimo centenario della Beata Angela da Foligno fino a quelli destinati a commemorare i centenari della nascita di Leo Valiani, di Giulio Carlo Argan, di Franco Gentilini e via dicendo.
Com’è naturale questi comitati – o, per meglio dire, le iniziative delle quali essi sono portatori – costano.
E, spesso, abbastanza.
Qualche milione di euro, più o meno.
Il che, in tempi di vacche magre per il bilancio nazionale, non è davvero poco. Tuttavia, non è detto – malgrado quanto si potrebbe pensare guardando all’eco che tali iniziative hanno avuto presso la pubblica opinione – che si tratti di soldi buttati nel cestino. Ogni manifestazione che in qualche modo possa contribuire a rinsaldare i vincoli identitari del nostro Paese attraverso la memoria storica è benvenuta.
Quel che colpisce, nell’elenco dei comitati nazionali presenti nel sito del Mibac, non è tanto la varietà delle presenze quanto piuttosto una assenza: quella di Camillo Benso conte di Cavour. Il prossimo anno, infatti, il 10 agosto, ricorrerà il bicentenario della sua nascita. E, a quanto sembra, non si ha notizia di celebrazioni ufficiali programmate.
Il vero artefice del Risorgimento – l’uomo che, con il suo realismo liberale e con il suo spessore di statista, seppe dare uno sbocco concreto all’apostolato etico-politico di Mazzini e al romanticismo barricadiero di Garibaldi – fu appunto Cavour.
Egli riuscì a superare le illusioni di chi pensava che l’Italia che si sarebbe potuta fare da sola per via rivoluzionaria e, con grande abilità diplomatica, trasformò la “questione italiana” in una “questione europea” da affrontare e risolvere, indipendentemente dalla partecipazione consapevole delle masse, con il ricorso alla diplomazia, con la stipula delle alleanze, con la partecipazione a guerre internazionali.
Il Risorgimento senza Cavour non esiste. Per questo non è neppure concepibile che non vi siano, per lui, celebrazioni ufficiali.
Mi permetto di chiosare:
Siamo in un momento in cui l’Italia è divisa, conflittuale, arrabbiata, ad un passo dallo sfascio e dall’implosione.
Se questo è quel che vogliamo dimentichiamo pure quel che ha fatto Cavour, altrimenti cerchiamo ancora una volta di unirci sotto una bandiera comune.
La sua e la nostra bandiera.
Ogni manifestazione che in qualche modo contribuisca a rinsaldare i vincoli identitari del nostro Paese attraverso una memoria storica condivisa è benvenuta.
Colpisce negativamente che nell’elenco dei comitati nazionali presenti nel sito del Mibac, una grave assenza: quella di Camillo Benso conte di Cavour.
Il prossimo anno, infatti, il 10 agosto, ricorrerà il bicentenario della sua nascita. E, a quanto sembra, non si ha notizia di celebrazioni ufficiali programmate.
Forse un vero Liberale di Genio, che seppe unire, meglio creare una Nazione, da troppo fastidio di questi tempi in cui tutti sembrano pronto a baciare l'anello ad un secessionismo de noantri, infarcito di populismo becero, incarnato dalla figura di un Borghezio, con le sua sparate nazi-padane.
Maaah........ Iniziamo noi a commemorare, allora:
Onore a Camillo Benso conte di Cavour.
I vostri commenti sono come sempre graditi.






