OMNIA SUNT COMMUNIA
CAMP DARBY - IL RICATTO DEL LAVORO - LE PROSPETTIVE DELLA GUERRA
INFINITA IDEE E PROPOSTE PER UNA RICONVERSIONE CHE INCREMENTI L OCCUPAZIONE E SALVAGUARDI
L' AMBIENTE
Giovedì 15 giugno 2006 ore 21 Biblioteca Comunale di Pisa,
L.no G. Galilei
con Manlio Dinucci, Andrea Licata, Gaetano Ventimiglia, Mauro
Bulgarelli
LETTERA APERTA ED INVITO AI
LAVORATORI DELLA BASE USA DI CAMP DARBY,
ALLE RAPPRESENTANZE SINDACALI DI CGIL CISL UIL, COBAS E RDB/CUB,
ALLE VARIE SOGGETTIVITÀ COLLETTIVE ED INDIVIDUALI DEL MOVIMENTO
PACIFISTA TOSCANO,
AL PRESIDENTE DELLA REGIONE TOSCANA,
AI SINDACI E PRESIDENTI DELLE PROVINCE DI PISA E LIVORNO,
ALLE FORZE POLITICHE DELLE DUE CITTÀ .
per l'iniziativa:
CAMP DARBY - IL RICATTO DEL LAVORO - LE PROSPETTIVE DELLA �GUERRA
INFINITA�
IDEE E PROPOSTE PER UNA RICONVERSIONE CHE INCREMENTI L�OCCUPAZIONE E
SALVAGUARDI L�AMBIENTE
Giovedì 15 giugno 2006 ore 21 Biblioteca Comunale di Pisa, L.no G.
Galilei
Incontro/Dibattito con
Manlio Dinucci (saggista)
IL GRANDE GIOCO DELLE BASI MILITARI IN TERRA EUROPEA
Andrea Licata (Centro Studi e Ricerche per la Pace dell'Università
di
Trieste)
LA RICONVERSIONE DELLE BASI: ESPERIENZE E PROPOSTE
Gaetano Ventimiglia (lavoratore Base USA/NATO Sigonella CUB Trasporti)
DALLA SICILIA UNA ESPERIENZA DI LOTTA E SOLIDARIETA�
Mauro Bulgarelli(Senatore)
POLITICHE DI PACE E SVILUPPO COMPATIBILE DEI TERRITORI
Promuove l�iniziativa
COMITATO UNITARIO PER LO SMANTELLAMENTO E LA RICONVERSIONE A SCOPI
ESCLUSIVAMENTE CIVILI DELLA BASE USA DI CAMP DARBY
Il Comitato Unitario per lo Smantellamento e La Riconversione a
Scopi
Esclusivamente Civili della Base Usa Di Camp Darby invita tutte le
realtà succitate ad un primo confronto sulla grave situazione
venutasi a determinare negli ultimi mesi all�interno della base
militare americana insediata nell�area di Tombolo.
L�ipotesi di licenziamento di 87 lavoratori, preceduta
dall�allontanamento di decine di altri con contratti a termine,
evidenziano la volontà delle gerarchie militari USA nel procedere ad
una profonda ristrutturazione interna alla base stessa, con
l�obiettivo di rafforzarne ruolo e missioni nei fronti di guerra che
si stanno aprendo in Medio Oriente, come l�escalation contro l�Iran
dimostra .
In questi ultimi anni le richieste d�ampliamento estensivo ed
intensivo dell�insediamento da parte dei comandi USA sono state
molte, sino ad arrivare nell�agosto 2005 alle voci di raddoppio
�civile� della base nell�area di Guasticce.
Poi la doccia fredda dei licenziamenti, che contraddice nettamente
tutte le precedenti richieste.
Le ipotesi ventilate sui motivi reali di questa decimazione delle
maestranze sono state molte, mai confermate né smentite dall�interno
del campo militare.
I dati di sostanza intorno ai quali possiamo ragionare per
avvicinarci alla verità sono da ricercarsi nei grandi processi di
trasformazione implementati da alcuni anni attraverso le strategie
del Pentagono e del Segretario alla Difesa Donald Rumsfeld, messi in
atto dalla catena di comando militare ce sovrintende i fronti di
guerra e le basi.
In buona sostanza l�obiettivo è quello di razionalizzare il
mastodontico sistema di basi militari statunitensi nel mondo,
diminuendone drasticamente i costi attraverso l�adozione dei
classici
meccanismi neoliberisti: precarizzazione e flessibilizzazione della
manodopera, allo scopo di diminuirne il peso in termini di salario e
capacità contrattuale, privatizzazione di interi comparti del
settore
della difesa sia nella logistica che nel combattimento (il fronte
iracheno vede l�impiego di oltre 30.000 contractors privati
combattere al fianco delle truppe USA), snellimento dei sistemi di
comunicazione, trasporto e manutenzione attraverso l�uso intensivo
di
macchine sostitutive il lavoro umano, accordi bilaterali per far
ricadere sui contribuenti del paese occupato i costi
dell�occupazione
stessa (!).
Gli effetti di queste politiche di contenimento, privatizzazione e
trasferimento di costi sulle popolazioni locali si possono
riscontrare in tutta la filiera organizzativa che lega le oltre 700
basi USA sparse nel mondo.
In questo quadro generale s�inserisce la vicenda camp Darby, che
vede
dipanarsi uno specifico percorso di ristrutturazione in base sia al
contesto locale, sia al ruolo che questo insediamento logistico
gioca
e giocherà nello scacchiere geopolitico del �SouthCom � Comando
Sud�,
raggio di azione e di intervento regionale del Pentagono nel quale
camp Darby è inserito.
I licenziamenti rispondono quindi a precise esigenze, in primis la
volontà di tagliare drasticamente le spese, utilizzando nel contempo
il classico strumento del ricatto del lavoro per �ammorbidire� le
controparti, che oltre a maestranze e rappresentanze sindacali sono
le amministrazioni locali e la cittadinanza.
In previsione di futuri conflitti che vedranno ulteriormente
interessate le basi del Sud Europa si usa come una clava lo
strumento
occupazionale, per far digerire le �grandi manovre� di cui ci
parlerà
il saggista Manlio Dinucci.
L�annuncio del congelamento di alcuni licenziamenti ed il rinvio a
novembre 2006 per altri 75 lavoratori nulla toglie alla condizione
di
assoluto arbitrio di questo tipo di �controparte� sul destino
dell�area e delle persone che vi lavorano.
Riteniamo urgente quindi rispondere a questa strategia di �ricatto
di
bassa intensità� portato avanti dai militari USA progettando una via
d�uscita strategica, che provenga e maturi a partire dalle
popolazioni, dalle forze sociali, politiche, istituzionali e del
movimento contro la guerra, soggetti comunemente interessati alla
sorte di questa porzione di territorio sottratto alla sovranità
nazionale.
Dobbiamo unire in questo percorso un insieme di risorse umane,
intellettuali, amministrative ed economiche, evitando di cadere
nella
trappola di contrapposizioni e scontri ideologici sul tema.
Ciò significherà nell�immediato rispondere alle esigenze delle
famiglie interessate ai licenziamenti, dando a loro una possibilità
occupazionale consona e stabile . Di questo si dovranno occupare le
amministrazioni locali, in primis la Regione Toscana.
Nello stesso tempo dobbiamo cogliere l�occasione di questa vertenza
per gettare le basi di politiche in grado di sottrarre le nostre
maestranze ed i nostri territori da questo continuo ricatto,
trasformando in progetti concreti di riconversione le annose ma
ancora molto generiche aspirazioni al superamento dell�attuale
presenza militare USA.
Con questo obiettivo abbiamo invitato Andrea Licata, da anni
impegnato nello studio dei piani di riconversione delle basi nell�ex
Germania Ovest e oggi al lavoro per la realizzazione di una
specifica
legge regionale per la regione Friuli Venezia Giulia di
�Riconversione preventiva�.
Altro intervento qualificato sarà quello di Gaetano Ventimiglia,
lavoratore impiegato nella Base USA/NATO di Sigonella, in Sicilia,
portatore dell�esperienza di lotta del �popolo dei cancelli�.
Il Senatore Mauro Bulgarelli, oltre che artefice e testimone oculare
delle battaglie per un più giusto uso dei territori sardi occupati
militarmente da basi e poligoni militari, sarà presente per recepire
le esigenze che emergeranno dall�incontro come parte di un suo
percorso precedentemente intrapreso, in comunione con il movimento
pacifista, atto a trasformare le spinte dal basso in ipotesi di
legge
in grado di dare risposte generali ad una permanente condizione di
subalternità del nostro paese e dei nostri territori a politiche di
guerra, riportandoli nell�alveo e nello spirito costituente, di
quell�articolo 11 divenuto bandiera del movimento pacifista italiano.
Con questo spirito invitiamo tutte le realtà su indicate e la
cittadinanza a partecipare attivamente all'incontro del prossimo
giovedi' 15 giugno, presso la Biblioteca Comuna di Pisa, L.no G.
Galilei, come descritto dal volantino allegato, durante il quale
saranno graditi interventi e contributi.
Per interventi o relazioni da comunicare: info@viacampdarby.org
3479626686 - 3408550434 - 3384014989
TUTTO E' DI TUTTI




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