E’ lo stesso De Gregorio a svelare di avere ricevuto «un pressing da parte di ufficiali delle Forze Armate»: «Ieri notte non potevo dormire, stavo passando una notte insonne. Tutti che mi dicevano preoccupati: “Non possiamo lasciare la commissione Difesa a un’oltranzista pacifista che ci insulta e ci delegittima”. Poi alla fine mi ha chiamato Schifani, mi ha offerto i voti del centrodestra e io ho accettato». Ma per il Prc è gravissimo che ufficiali delle Forze Armate abbiano chiamato De Gregorio. «Se fosse vero - osserva il senatore di Rifondazione Francesco Martone - ci troveremmo dinanzi ad una grave ingerenza, una incursione militare che aprirebbe interrogativi e dubbi sulla democrazia parlamentare». Morale della favola: De Gregorio rimane nell’Idv e anche presidente della Difesa. Ma il caso apre una ferita nell’Unione, fa emergere le profonde le divergenze su certi argomenti e la fragilità della maggioranza al Senato. Ed è soprattutto questo a preoccupare Prodi. Spiega il senatore della Margherita Natale D’Amico: «L’altro giorno abbiamo eletto il presidente della commissione Finanze con il voto di un franco tiratore della Cdl; abbiamo dato la stura alla campagna acquisti: non possiamo gridare al trasformismo quando l’abbiamo fatto noi per primi. Se va avanti così, i provvedimenti in aula passeranno solo a colpi di fiducia».
Solodarietà all'Esercito Italiano


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