Visualizza Risultati Sondaggio: sei favorevole all'eutanasia sui bambini o sugli anzianI?

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22. Non puoi votare in questo sondaggio
  • si

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  • no

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Risultati da 201 a 210 di 738
  1. #201
    ...il resto sono bytes...
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    Siamo realisti, esigiamo l'impossibile!
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    Citazione Originariamente Scritto da I'm Hate
    Tu scusa con chi militi?
    Goicavo nelle giovanili dell'Alcione ma adesso sono fermo perchè non ho piu' i novanta minuti nelle gambe!



    A parte gli scherzi....ti allego il mio post di presentazione in questo forum...

    Augh.


    -----------------------

    A chi gli chiese "a cosa serve l'utopia se essa non esiste nella realta', se e' tanto piu' irraggiungibile, quanto piu' ti avvicini ad essa?" Arturo Schwartz rispose piu' o meno cosi': "serve a camminare...".

    Io penso che...

    Il comunismo non esiste se si guarda in alto....se si guarda in basso essendo capaci o predisposti a percepire solo per un'attimo l'ingiustizia della societa' , lo sfruttamento dei lavoratori e le ostilita' razziali... se si sente sulla pelle la necessita' di uguaglianza e liberta', se la lotta acquista un senso e si scorge un orizzonte di riscatto, vuol dire che si e' iniziato a camminare verso il comunismo.

    Per chi obietta che queste parole uccidono i sacri talenti personali, la propensione ad emergere sugli altri, la sfida selezionatrice per raggiungere obiettivi individuali ed essere premiati dal mercato, il diritto all'autodeterminazione delle singole coscienze...ho solo una risposta.

    Fino a che, in nome di tutto cio', ci sara' qualcuno che paghera' il conto, fino a che ci saranno i senza voce...fino ad allora ci sara' un senso per il comunismo....

    Queste sono forse solo parole che si arrotolano su loro stesse ... "Il capitale" e' dentro una teca di cristallo impolverata, il blocco si e' sgretolato ed il Che e' sbiadito come l'intonaco delle case dell'Havana ...si forse...ma molti cuori battono ancora per una rifondazione nel presente e per il futuro...

    ...sempre guardando in basso per fare il pieno di speranze e di sogni...anche se macchiati di fango, anche se sgrammaticati, anche se poveri e troppo terreni...ogni tanto guardando indietro per non dimenticare gli orrori e gli errori...

    Un ciclo siamo macellati ed un ciclo macellai, un ciclo riempiamo gli arsenali ed un ciclo riempiamo i granai...

  2. #202
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    Citazione Originariamente Scritto da Markus_Wolf
    TU non lo condividi
    Solo io?
    Non sapevo tu potessi leggere nel pensiero degli altri...
    forumisti che non odiano l'islam ce ne sono a decine,
    se poi parliamo di militanti ce ne sono a centinaia

  3. #203
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    Citazione Originariamente Scritto da AVION
    Goicavo nelle giovanili dell'Alcione ma adesso sono fermo perchè non ho piu' i novanta minuti nelle gambe!



    A parte gli scherzi....ti allego il mio post di presentazione in questo forum...

    Augh.


    -----------------------

    A chi gli chiese "a cosa serve l'utopia se essa non esiste nella realta', se e' tanto piu' irraggiungibile, quanto piu' ti avvicini ad essa?" Arturo Schwartz rispose piu' o meno cosi': "serve a camminare...".

    Io penso che...

    Il comunismo non esiste se si guarda in alto....se si guarda in basso essendo capaci o predisposti a percepire solo per un'attimo l'ingiustizia della societa' , lo sfruttamento dei lavoratori e le ostilita' razziali... se si sente sulla pelle la necessita' di uguaglianza e liberta', se la lotta acquista un senso e si scorge un orizzonte di riscatto, vuol dire che si e' iniziato a camminare verso il comunismo.

    Per chi obietta che queste parole uccidono i sacri talenti personali, la propensione ad emergere sugli altri, la sfida selezionatrice per raggiungere obiettivi individuali ed essere premiati dal mercato, il diritto all'autodeterminazione delle singole coscienze...ho solo una risposta.

    Fino a che, in nome di tutto cio', ci sara' qualcuno che paghera' il conto, fino a che ci saranno i senza voce...fino ad allora ci sara' un senso per il comunismo....

    Queste sono forse solo parole che si arrotolano su loro stesse ... "Il capitale" e' dentro una teca di cristallo impolverata, il blocco si e' sgretolato ed il Che e' sbiadito come l'intonaco delle case dell'Havana ...si forse...ma molti cuori battono ancora per una rifondazione nel presente e per il futuro...

    ...sempre guardando in basso per fare il pieno di speranze e di sogni...anche se macchiati di fango, anche se sgrammaticati, anche se poveri e troppo terreni...ogni tanto guardando indietro per non dimenticare gli orrori e gli errori...

    Un ciclo siamo macellati ed un ciclo macellai, un ciclo riempiamo gli arsenali ed un ciclo riempiamo i granai...
    Bene,ma non capisco..con che gruppo stai per poter giudicare?
    Che fate voi di più?

  4. #204
    Markus_Wolf
    Ospite

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    Citazione Originariamente Scritto da I'm Hate
    Solo io?
    Non sapevo tu potessi leggere nel pensiero degli altri...
    forumisti che non odiano l'islam ce ne sono a decine,
    se poi parliamo di militanti ce ne sono a centinaia

  5. #205
    SubZero
    Ospite

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    Citazione Originariamente Scritto da Markus_Wolf
    Dal forum della destra razzista radicale
    http://www.politicaonline.net/forum/...d.php?t=263582

    ...per essersi opposti alla sfilata antifascista dell'11 marzo


    non serve aggiungere altro miei cari reazionari.




    poi che sia uno scandalo che siano ancora in carcere dopo 3 mesi è un altro discorso.

  6. #206
    Markus_Wolf
    Ospite

    Red face Dalla serie: più servi del sistema e razzisti di così non si può


  7. #207
    LokiTorino
    Ospite

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    Citazione Originariamente Scritto da SubZero
    ...per essersi opposti alla sfilata antifascista dell'11 marzo


    non serve aggiungere altro miei cari reazionari.




    poi che sia uno scandalo che siano ancora in carcere dopo 3 mesi è un altro discorso.
    Io non capisco, ma negare agibilità ad un corteo di nemici è per forza essere servi del sistema? Solo perché, TRA L'ALTRO, oltre ad essere un mio nemico è stato bandito dalla vita pubblica da chi ha vinto l'ultima guerra mondiale? Ma io con quella banda di delinquenti (quelli sì veri) non ho nessuna relazione.

    Cioé, per fare un esempio, se io meno uno ricercato perché mi sta sul cazzo sono un servo della repressione?

  8. #208
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    Citazione Originariamente Scritto da I'm Hate
    Bene,ma non capisco..con che gruppo stai per poter giudicare?
    Che fate voi di più?
    ...io non stavo parlando di gruppi politici, stavo parlando di modelli di società...

    ....mettiamola cosi' ... io sento il dovere di difendere ed appoggiare, ad esempio, la rivoluzione cubana contro l'aggressione americana...o le masse dell'America Latina quando non fanno entrare Bush...

    ...voi con chi state, se non con voi stessi e per voi stessi?

    p.s. devo scappare...alla prossima.

  9. #209
    SubZero
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    Citazione Originariamente Scritto da LokiTorino
    Io non capisco, ma negare agibilità ad un corteo di nemici è per forza essere servi del sistema? Solo perché, TRA L'ALTRO, oltre ad essere un mio nemico è stato bandito dalla vita pubblica da chi ha vinto l'ultima guerra mondiale? Ma io con quella banda di delinquenti (quelli sì veri) non ho nessuna relazione.

    Cioé, per fare un esempio, se io meno uno ricercato perché mi sta sul cazzo sono un servo della repressione?

    è proprio questa la mentalità del servo, voi vi scagliate contro chi cerca di distruggere questo sistema(che voi avete contribuito a costruire), siete ridicoli...

    manifestate contro Prodi, contro Berlusconi, contro il servo delle banche Padoa Schioppa....niente di tutto questo vero?

  10. #210
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    Solo per informazione, se avrete la bontà di leggere quanto segue, questo è quel movimento a cui ci rifacciamo e non altro.
    Quello che segue è stato definito da qualcuno il "male assoluto", ed è a chi ha dato questa definizione che dovete, forse, fare qualche rimprovero di servi del sistema unitamente ai vostri compagni di merende di Goldman Sachs.

    “Tutela lavoro Donne e Fanciulli”, legge promulgata il 26.4.1923, Regio Decreto n° 653: <E’ una delle prime leggi sociali del Fascismo: nasce solo sei mesi dopo la Marcia su Roma del 22 Ottobre 1922, ed è chiaramente indicatrice di quella che sarà la politica sociale degli anni futuri del regime. Negli anni e nei secoli precedenti né la Chiesa, né la borghesia, né i socialisti ed i sindacati erano riusciti a migliorare ed a rendere umana la condizione delle donne e dei fanciulli, che erano costretti a lavorare nelle fabbriche, nelle miniere o come braccianti nelle campagne>.
    “Assistenza ospedaliera per i poveri, legge promulgata il 30.12.23, Regio Decreto n° 2841.
    <Questa legge trasforma in diritto alle cure gratuite la discrezionalità caritatevole di associazioni benefiche, per lo più religiose, che fino ad allora aveva condizionato la vita o la morte delle persone che non disponevano di mezzi propri per accedere alle cure ospedaliere>.
    Che il lettore provi ad ammalarsi nella “culla della più grande democrazia: negli Usa” e compari l’attuale stato sociale vigente in quel Paese con quello di“quell’Italia” di ben ottanta anni fa.
    “Assicurazione Invalidità e Vecchiaia”. Legge promulgata il 30.12.1923, Regio Decreto n° 3184.
    <La legge decreta il diritto alla pensione d’invalidità e vecchiaia tramite un’assicurazione obbligatorie, al cui pagamento concorrono sia i lavoratori che i datori di lavoro. Il lavoro, componente fondamentale del nuovo Stato fascista, è un dovere (altro che “diritto”, come si ciancia oggi, nda) per ogni cittadino, ma che lo riscatta da quella posizione di servitù in cui lo Stato liberale aveva messo il lavoratore, per trarlo in una posizione di libertà e di dignità che lo investe in quanto uomo, e non solo in quanto lavoratore, e per questo gli assicura la certezza del sostentamento alla fine di una carriera di lavoro>.
    “Riforma della Scuola (Gentile)”. R.D.L. n° 1054 del 6.5.1923.
    <La volontà di modernizzazione, che fin dalle origini pervade il movimento fascista, spinge il nuovo governo a progettare la creazione di una numerosa e preparata classe dirigente, in grado di sostenere un vasto disegno di sviluppo nazionale: obiettivo, questo, non realizzabile senza una scuola moderna, razionale, dinamica, produttiva ed accessibile a tutti>.
    La scuola non doveva fare distinzioni tra le classi sociali, ma garantire il diritto di studio a tutti, anche ai figli appartenenti alle classi meno abbienti. Questa riforma poneva le basi per una scuola più moderna. A quest’opera di risanamento culturale e morale ha fatto seguito, dalla fine della guerra, un rilassamento disgregativo fino a giungere - e i lettori lo ricorderanno - al demagogico assioma del “sei politico”, senza che i governi del tempo fossero in condizione di arrestare la conseguente “avanzata dei somari”. La riforma di Gentile poneva in evidenza la preoccupazione del legislatore a ravvivare una tradizione pedagogica nazionale con i maestri e i professori perno della vita della scuola: “La riforma vivrà, se i maestri la sapranno far vivere”. E con questo spirito veniva valorizzata,, di fronte allo studente, la personalità dei maestri e dei professori, ad ogni livello, dalle elementari all’università. Oggi il maestro e il professore sono privi di ogni autorità e lo studente si sente autorizzato anche a deriderli e a declassificarli. Questo nel nome di una presunta uguaglianza di intenti.

    “Riduzione dell’orario di lavoro a 8 ore giornaliere, R.D.L. n° 1955 del 10.9.1923
    <Prima del Fascismo quasi tutto era lasciato all’arbitrio del datore di lavoro, che spesso, con il ricatto psicologico della disoccupazione, costringeva i lavoratori a orari massacranti e in ambienti di lavoro malsani e insicuri>.
    E’ facilmente comprensibile come questa serie di leggi sociali, se da un lato proteggevano i lavoratori dallo sfruttamento, dall’altra danneggiavano gli industriali, il grande capitale, gli speculatori: e questi divennero gli oppositori del regime. Tuttavia il cammino intrapreso dal Fascismo non si fermerà sino a quando le potenze plutocratiche mondiali non si coalizzeranno per abbattere un regime che stava diventando, per esse, pericoloso.

    “Opera Nazionale Maternità e Infanzia, RD n° 718 del 15.4.1926.
    <Nella nuova società la cura e l’importanza delle donne e dei fanciulli, implicita nella dottrina fascista, assume l’importanza di istituzione mediante la fondazione dell’”Opera Nazionale Maternità e Infanzia”. L’ONMI vuole dare e darà un concreto supporto a quella fondamentale cellula umana e sociale che è la famiglia, intesa non quale generatrice di forza di lavoro e di consumo, come è nella concezione materialistica del capitalismo e del marxismo, ma quale culla e nucleo vitale delle tradizioni, della storia e del futuro della Nazione e dello Stato. Centro vitale della famiglia è, per il Regime fascista, la madre (…)>.
    Con questa legge lo Stato si fece carico dell’assistenza e dell’aiuto alle madri, volgendo particolare attenzione alle cure per le madri-lavoratrici. Questa legge, anticipatrice dei tempi è, quindi, una delle innovazioni più prestigiose del regime fascista. Furono istituite in ogni provincia le “Case della madre e del bambino”, gli asili nido, i dispensari del latte: tutte organizzazioni che giunsero ad accogliere circa 2 milioni di assistiti. Tutto questo era integrato da una assistenza medica e da una propaganda igienica. L’”Ente Opera Assistenza” curava la gestione delle Colonie estive e invernali, istituite per assistere soprattutto i bambini di famiglie meno abbienti. Gestiva, inoltre, speciali scuole e Colonie per la terapia dei colpiti dalla tbc”, i convalescenziari e centri per la cura dell’anemia mediterranea. Oggi tutti possono vedere in che stato si trovano gli ospedali per la cura della talassemia e quelli pediatrici che furono costruiti sul litorale da Rimini a Riccione.
    “Assistenza agli illegittimi, abbandonati o esposti, legge dell’8.5.1927, RDL n° 798.
    <Con questa legge lo Stato si assume la responsabilità di provvedere a quei bambini non desiderati che erano prima senza tutela ed alla mercé della carità privata e quindi considerati persone di seconda categoria>.
    Oggi, in “regime democratico”, molti fanciulli vengono abbandonati ai pedofili e alla droga. Le donne reclamano la libertà sessuale e il “diritto all’aborto”, sanzionato e garantito addirittura dallo Stato. E quando lo Stato non interviene il povero lattante viene abbandonato come immondizia, in un cassonetto. D’altra parte, come disse Luciano Violante, “Questo è lo Stato dei diritti e della libertà”.
    “La Carta del Lavoro, Pubblicazione sulla “Gazzetta Ufficiale” n° 100 del 30.4.1927.
    <Puntualizza il rapporto fondamentale tra Fascismo e mondo del lavoro. Dichiara, istituzionandoli, i principi basilari a tutela dei lavoratori, nonché la preminenza, nello Stato Fascista, dell’interesse prioritario che lega gli obiettivi dello Stato a quelli del lavoro e dei lavoratori>. La “Carta del Lavoro” intendeva portare a confronto, su uno stato di parità, secondo un progetto di collaborazione e solidarietà che superasse la rovinosa filosofia materialistica della lotta di classe, due tradizionali antagonisti sociali: il capitalismo e il lavoro. Sarebbe troppo lungo elencare tutti i vantaggi per i lavoratori previsti in questa legge rivoluzionaria. Ne elenco solo alcuni: obbligatorietà della stipula di Contratti collettivi di categoria; istituzione della Magistratura del Lavoro; diritto alle ferie annuali; istituzione della indennità di fine rapporto; istituzione degli uffici di collocamento statali; assicurazione sugli infortuni sul lavoro; assicurazione per la maternità; assicurazione contro le malattie professionali; assicurazione contro la disoccupazione; Casse mutue per le malattie eccetera.
    L’antifascista Gaetano Salvemini scrisse: <L’Italia è diventata la Mecca degli studiosi della scienza politica, di economisti, di sociologi, i quali vi si affollano per vedere con i loro occhi com’è organizzato e come funziona lo Stato corporativo fascista (…)>. Oggi, invece, quotati giornali stranieri si affollano per denunciare la mafia politica e la pletora di deputati e senatori che siedono in Parlamento, pur essendo stati condannati dalla giustizia per reati vari. Non c’è che dire, anche oggi, siamo “studiati”.
    “Esenzioni tributarie per le famiglie numerose RDL n° 1312 del 14.1.1928 e
    “Assegni familiariRDL n° 1048 del 17.6.1937.
    <In coerenza con la dichiarata importanza che il Fascismo attribuiva alla famiglia come cellula fondamentale della società, era importantissimo sgravare dalle spese fiscali quelle famiglie che già avevano impegni finanziari onerosi a causa dell’elevato numero dei componenti>.

    “Legge sull’assicurazione obbligatoria contro le malattie professionali e legge istitutiva dell’INAIL, RD. n° 928 del 13.5.1929 e RD. n°264 del 23.3.1933, “Legge istitutiva dell’INPS (Istituto Nazionale Previdenza Sociale)”, RDL n° 1827 del 4.10 1935.
    <Nel quadro della ristrutturazione del mondo del lavoro e nei rapporti tra i lavoratori e lo Stato, queste due leggi risolvono l’annoso problema delle conseguenze negative che situazioni accidentali potevano procurare a chi lavorava in particolari settori>.
    Il Regime fascista nel suo “programma politico e sociale per l’ammodernamento e l’industrializzazione del Paese”, come osservato anche da James Gregor, non poteva eludere una globale politica previdenziale. La competenza dell’INPS andava dall’invalidità e vecchiaia alla disoccupazione, dalla maternità alle malattie. Altre assicurazioni coprivano, praticamente, la totalità dei prestatori d’opera, garantendo così all’Italia un altro primato mondiale.
    “Istituzione del Libretto di Lavoro”.
    <Proseguendo nel perfezionamento delle norme a tutela dei lavoratori, per contrastare fenomeni come il lavoro nero, lo sfruttamento illecito di categorie deboli come donne e fanciulli, gli abusi sull’orario di lavoro e l’evasione dei contributi lavorativi e previdenziali e per far sì che, in generale, fossero rispettatetutte le leggi emanate a difesa del mondo del lavoro, viene istituito il Libretto di Lavoro>.

    “Riduzione dell’orario di lavoro a quaranta ore settimanali” RD. n°1768 del 29.5.1937.


    Mussolini e i suoi seguaci realizzarono uno Stato sociale, nonostante le difficoltà create lungo il loro cammino, decisamente all’avanguardia coi tempi, e questo senza aver avuto la possibilità di alcun esempio precedente. La validità di “quel sistema” è convalidata dal fatto che “quelle innovazioni”, come ha scritto Vittorio Feltri: <durano fino ad oggi, e sarebbero durate ancor più se l’inefficienza, l’incapacità e la disonestà dei Governi dei giorni nostri non le avessero distrutte>.






 

 
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