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  1. #1
    VELTRONI DIMETTITI!
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    A proposito di laicità...

    Laicità..laicità dove sei finita?
    Se ne parla molto, è attaccata da tanti e dileggiata da molti, ma quello che più "schifa" è vedere che i detrattori della laicitò (dello stato anche) siano i finti destri che militano nella Casa delle Illibertà mentre un vero destro moderno e laico, soprattutto un politico, dovrebbe sempre portare avanti i principi della laicità.
    Propongo uno dei tanti articoli di Massimo Teodori. Io non apprezzo più di tanto il Professor Teodori, ma mi accorgo che sul tema laicità è veramente avanti e si sta svegliando e sta portando contributi significativi alla causa. Forse è un vero destro..
    __________________________________________________ ____________
    PERCHE’ IL LAICISMO NON E’ SPECULARE AL CLERICALISMO

    Lettera al “Foglio”, 13 giugno 2006


    Signor direttore - E’ singolare che un “cattolico democratico” come Franco Monaco della Margherita utilizzi rispetto al laicismo gli stressi strumenti concettuali della sua avversaria, la “cattolico clericale” Paola Binetti, anch’essa della Margherita. In un’intervista a Repubblica, ripercorrendo le classiche posizioni che guardano all’Ulivo come forza plurale di laici e cattolici, Monaco polemizza con l’intergruppo parlamentare che sostiene il tradizionalismo e l’anti-liberalismo etico del “comitato Scienza e Vita”. Se però è nota la contrapposizione tra fondamentalisti dottrinari che seguono il cardinale Ruini, e cattolici liberali disponibili alle mediazioni della democrazia pluralista, sorprende il loro comune atteggiamento verso il laicismo.
    Ciò che rivela in Monaco la permanenza di un’ambigua diffidenza verso il metodo liberale e laico, è la seguente enunciazione: “Non esiste una questione cattolica ma il rischio è che si apra se non ci si adopera per contrastare la coppia clericalismo-laicismo che si alimenta a vicenda…”. Ecco la sorpresa: davvero il clericalismo è alimentato dal laicismo? Davvero il laicismo è lo specchio del clericalismo? Finora risultava che la connotazione negativa di laicismo (così come del termine “laicista”) non apparteneva al lessico usuale ma a quello dei dottrinari cattolici che inventarono a loro uso e consumo la distinzione tra “laicità” e “laicismo” e tra i “buoni laici” e i “cattivi laicisti”, secondo una formula di recente rilanciata da Benedetto XVI e fatta propria dai suoi seguaci, gli atei devoti, i laici pentiti e i liberali bigotti, militanti della nuova destra clerico-tradizionalista.
    Il laicismo non è, come sembra pensare Monaco, di conserva con la vulgata clericale, un’ideologia che vuole imporre i valori anti-cattolici o anti-clericali. E’ il metodo del dubbio che ispira lo Stato neutrale che consente a tutti i punti di vista di esprimersi senza imporre una visione morale all’intera comunità, e auspica una società in cui ogni persona abbia il diritto di vivere la propria vita a proprio piacimento fin quando non nuoccia ad altri. De Gasperi e Sturzo, in tema di laicismo, non la pensavano come Gedda e Dossetti. Un saluto
    Massimo Teodori

  2. #2
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    la chiesa negli anni passati ha capito che l'italia dal punto di vista contenutistico era persa (basta vedere i dati dell'aflflusso nelle chiese).

    Negli anni '50, '60 le chiese erano talmente piene che i singoli preti ricordavano sempre i "valori" da inculcare nei fedeli che poi votavano di conseguenze

    Ora le chiese sono vuote e quindi la Chiesa preferisce la visibilità mediatica in cui il complice stato italiano (e privati) che gestiscono l'informazione danno uno spazio talmente ampio alla Chiesa da essere sconosciuto a qualsiasi stato moderno laico. Quindi l'indottrinamento ora è a livello mediatico, la differenza è che ancor più ipocrita di prima, perchè prima si preicava in un modo e poi privatamente si faceva il contrario oggi ci si riconosce in certi "valori" in certi "principi" (pezzi della morale cattolica) e poi si fa il contrario anche in pubblico.
    Ma evidentemente la chiesa preferisce così piuttosto che l'annientamento

  3. #3
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    Ma evidentemente la chiesa preferisce così piuttosto che l'annientamento
    ===========
    è l'unico metodo che le sia rimasto per continuare ad avere visibilità e privilegi...... oltre ad adoperarsi costantemente per mettere i suoi uomini di paglia ai vertici di tutti i partiti di tutte le istituzioni e in tutte le stanze dei bottoni........ anche le più infime......
    e i risultati si vedono.............
    su questo forum è meglio non rispondere ai fessi!
    PURTROPPO GLI ITALIANI SI BEVONO QUALSIASI MINCHIATA, DA SEMPRE (CETTO LA QUALUNQUE)

  4. #4
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    Che siano di destra o di sinistra, che sia la faccia di rutelli o quella di buttiglione e casini.
    Non li reggo piu...

  5. #5
    VELTRONI DIMETTITI!
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    Ancora...
    __________________________________________________ ______________

    FALSI LAICI: l’imbroglio intellettuale. Risposta a Pierluigi Battista del Corriere della Sera
    “il Giornale”, 25 aprile 2004

    Il vicedirettore del Corriere della Sera, Pierluigi Battista, che è intellettuale di buone letture, segnalando il mio recente libro Laici. L’imbroglio italiano edito da Marsilio (“I fondamentalisti laici alle crociate”, Corriere della sera, 24 aprile) dà l’impressione di non essere andato molto avanti nella lettura oltre la quarta di copertina, così preso dalla foga di dimostrare il teorena che “la cultura laica è finita, esausta” e “Laico è ormai un’etichetta vuota”.
    So bene che il recensito non replica al recensore. Ma in questo caso, avendo il privilegio di essere ospitato dal mio Giornale, mi permetto di segnalare che Battista propone notazioni che hanno poco a che fare con le idee, i concetti e le parole contenuti nel mio libro. Si comincia col dire che “in nessun altro paese del mondo libero (meno la Francia) esistono i laici”. L’osservazione mi pare inesatta sotto molti aspetti. Basta ricordare che da duecento anni negli Stati Uniti si discute molto di secularism (termine inglese per laicismo), un nodo etico e politico da sempre al centro delle sentenze della Corte suprema, ragion per cui specialmente negli ultimi anni si è inasprita la divisione tra i fondamentalisti religiosi e laici liberali sia nella battaglia delle idee che nelle soluzioni politiche. Se volessi peccare di saccenteria, a Battista consiglierei un recentissimo bestseller del “New York Times” A history of American secularism della “Pulitzer” Susan Jacob.
    Ma è davvero così obsoleta la questione laica in Italia? Non mi soffermo banalmente sulla storia nazionale e sul peso della sede della cattolicità in Italia. Vorrei piuttosto riferirmi all’ultima stagione in cui hanno assunto centralità, anche e soprattutto politica, i cosiddetti temi “eticamente sensibili” con la contrapposizione dei punti di vista, per l’appunto laico-liberali e religioso-tradizionalisti. Il vicedirettore consulti la collezione del suo giornale dell’ultimo biennio e si interroghi se i contrapposti punti di vista sia nella dimensione filosofico-morale che in quella politico-legislativa, non siano tornati ad essere centrali sulla scena pubblica.
    Di tutto questo, vale a dire di radici cristiane, embrione, pacs, procreazione assistita, scienza, religione e politica, Chiesa e Stato, mi sono occupato nel mio libro, tentando di rappresentare accuratamente le diverse posizioni tra cui quella che ho chiamata “neo-tradizionalista” con radici profonde che possono essere fatte risalire al de Maistre. L’imbroglio che denunzio riguarda alcuni intellettuali con idee storicamente anti-liberali e anti-laiche, i quali insistono nel volere seguitare ad essere considerati laici e liberali.
    Per comprendere che la questione laica non ha nulla di ottocentesco, basta sfogliare il Corriere della sera e leggere i contributi di alcuni dei più autorevoli editorialisti e collaboratori culturali. Leggendo quel che scrive Battista viene il sospetto che gli anacronistici laicisti (a cui sono assimilato) abbiano infiltrato anche il Corrierone assediando il vicedirettore che vuole farsi custode, anch’egli come gli alti esponenti della Chiesa, della verità di chi è e chi non deve essere considerato un “sano laico” e un “vero liberale”. Da parte mia non faccio crociate (come quella intrapresa dagli epigoni di Lepanto) ma ripercorro la riflessione secondo cui in una democrazia liberale le leggi di uno Stato non possono ricalcare le impostazioni morali o religiose di una parte per quanto ampia della popolazione. La cultura liberale avrebbe dovuto insegnare che lo Stato neutrale non assume un determinato sistema valoriale ma favorisce il libero confronto tra le componenti religiose e culturali della società.
    E’ ben strano che Battista mi accusi di non coltivare il dubbio dal momento che la mia riflessione è, per così dire, tutta dubitante: a me viceversa pare che sia proprio lui a emettere verdetti definitivi sulla morte della cultura laica. L’aspetto più preoccupante di questa tesi dei neotradizionalisti e dei loro supporter è però la corrosione del dialogo tra cattolici e laici che si è potuto sviluppare in Italia a due condizioni. Che laici e cattolici facessero ognuno la loro parte, e che i cattolici (così come i laici) mettessero da parte gli integralismi identitari accettando in politica il pluralismo etico ed i compromessi propri della democrazia liberale.
    Gli atei devoti, i laici pentiti e i liberali bigotti stanno invece lavorando sul versante opposto per distruggere con il loro integralismo questo dialogo politico che può svilupparsi solo su basi liberali. Dispiace che il colto Battista che ha dedicato tante belle pagine agli “irregolari” laici che hanno tenuto in piedi la libertà intellettuale nell’era del conformismo (Rosario Romeo, Nicola Chiaromonte, Giuseppe Maranini, Mario Soldati, Ennio Flaiano) sia finito nel cul de sac del neo-tradizionalismo per dare addosso alla grande tradizione laica e liberale che non poco ha contribuito a rendere civile e moderno il mostro paese.

  6. #6
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    questa frase andrebbe affissa ai muri, nelle scuole, negli ospedali e nelle chiese

    Il laicismo non è, come sembra pensare Monaco, di conserva con la vulgata clericale, un’ideologia che vuole imporre i valori anti-cattolici o anti-clericali. E’ il metodo del dubbio che ispira lo Stato neutrale che consente a tutti i punti di vista di esprimersi senza imporre una visione morale all’intera comunità, e auspica una società in cui ogni persona abbia il diritto di vivere la propria vita a proprio piacimento fin quando non nuoccia ad altri.

  7. #7
    VELTRONI DIMETTITI!
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    Citazione Originariamente Scritto da AnnoZero
    questa frase andrebbe affissa ai muri, nelle scuole, negli ospedali e nelle chiese

    Il laicismo non è, come sembra pensare Monaco, di conserva con la vulgata clericale, un’ideologia che vuole imporre i valori anti-cattolici o anti-clericali. E’ il metodo del dubbio che ispira lo Stato neutrale che consente a tutti i punti di vista di esprimersi senza imporre una visione morale all’intera comunità, e auspica una società in cui ogni persona abbia il diritto di vivere la propria vita a proprio piacimento fin quando non nuoccia ad altri.
    e per le strade...

  8. #8
    VELTRONI DIMETTITI!
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    Ancora il nostro dimostra grande lucidità mentale ultimamente:

    Massimo Teodori
    REPLICA ALL’OSSERVATORE ROMANO: Se la Chiesa dà patenti di laicità, siamo a un passo dallo Stato etico
    “il Riformista”, 16 giugno 2006

    La “questione laica” è tornata ad essere centrale nella vita pubblica dell’Italia. Non perché vi sia un riflusso di quei sentimenti che la vulgata clericale definisce “ottocenteschi” e “anticlericali”. Niente di tutto ciò. Ma perché è in corso un’offensiva neotradizionalista che ripropone un vecchio modo di porsi del Vaticano di fronte alle sfide del nostro tempo, seguito pedissequamente da settori politici clericali non solo nel centrodestra ma anche nel centrosinistra. A me pare che il piglio integralista con cui alcuni esponenti cattolici ed ex-laici affrontano i temi eticamente sensibili sulla scorta delle indicazioni dottrinarie della Chiesa è difficilmente compatibile con le regole della democrazia liberale e dello Stato laico.
    Basta leggere la polemica de L’Osservatore romano contro il ministro Mussi per la vicenda europea felicemente conclusasi ieri. L’autorevole organo del Vaticano ripropone, direi in maniera ovvia, le verità dottrinali della Chiesa che però divengono intolleranti paradigmi ideologici quando sono trasferiti dal terreno religioso a quello politico. Si afferma per esempio che le legittime decisioni del governo italiano o di alcuni ministri sarebbero espressioni di una “malintesa laicità”, riproponendo concetti quali “lo Stato sanamente laico” e “la legittima laicità dello Stato” che, indirizzati da Benedetto XVI al presidente Ciampi, furono respinti opportunamente al mittente.
    Dunque sono le autorità della Chiesa a pretendere di stabilire quel che sarebbe e non sarebbe laico. D’altronde la volontà di pervadere le istituzioni civili con verità dogmatiche religiose (e che religione sarebbe se non avesse dogmi?) sembra essere ormai un’abitudine di quel potere ecclesiastico che non trova argine nell’autonomia della politica. I neotradizionalisti insistono in questi giorni su due concetti che la Chiesa ha certo il diritto di proclamare ma che, in politica, danno chiaramente il segno del tradizionalismo anti-liberale e anti-moderno. A loro avviso le istituzioni dello Stato, governo, parlamento e corti, eserciterebbe una “indebita intrusione nell’ambito dei valori etici” che, invece dovrebbero restare terreno esclusivo della Chiesa. Inoltre, a detta dei fondamentalisti, per esempio l’onorevole Buttiglione o il senatore Mantovano per non parlare dell’ex presidente del senato Pera, “i valori etici non sono negoziabili” e “la politica deve fare un passo indietro”.
    La Chiesa, lo ripeto per la ennesima volta, ha tutto il diritto di proclamare le sue direttive che dovrebbero essere indirizzate alle coscienze dei credenti e non fatte passare, come ormai si fa, per verità naturali e razionali. Invece da qualche tempo, in particolare nell’ultimo periodo, ci si trova di fronte ai leader tradizionalisti che chiedono alla politica di non fare quel che è suo compito precipuo, vale a dire mediare con gli strumenti della democrazia e nel rispetto dei diritti individuali i diversi punti di vista etici senza imporre determinate visioni morali o religiose a tutta la comunità nazionale. La democrazia pluralistica è di per sé mediazione e lo Stato laico permette a tutte le credenze di esprimersi senza che alcuna dottrina o ideologia venga assunta a fondamento dello Stato. Ma se la politica deve fare un passo indietro, e i valori etici non sono negoziabili, dove va a finire quel tanto di democrazia liberale che garantisce la civile convivenza?
    I liberali e i laici non possono accettare che vi siano materie, specialmente di carattere etico, che non possano essere negoziate quando sono tradotte in leggi dello Stato. I credenti hanno tutto il diritto di vivere secondo la loro coscienza e di ascoltare i precetti della Chiesa, ma non possono imporre agli altri le loro scelte di fede. Non solo nelle parole del Pontefice, che fa egregiamente il suo mestiere, ma anche in quelle di esponenti neotradizionalisti e neoclericali si proclama con arroganza la superiorità della sensibilità cattolica in quanto unica portatrice di una visione etica contro i pluralismi e i relativismi. Ebbene tutto ciò confligge con la civiltà liberale che pensavamo fosse la comune civiltà da quando sono state separate fede e ragione, Stato e Chiesa. E apre la strada allo Stato etico, anticamera d’ogni autoritarismo.

  9. #9
    Ashmael
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    Citazione Originariamente Scritto da AnnoZero
    questa frase andrebbe affissa ai muri, nelle scuole, negli ospedali e nelle chiese

    Il laicismo non è, come sembra pensare Monaco, di conserva con la vulgata clericale, un’ideologia che vuole imporre i valori anti-cattolici o anti-clericali. E’ il metodo del dubbio che ispira lo Stato neutrale che consente a tutti i punti di vista di esprimersi senza imporre una visione morale all’intera comunità, e auspica una società in cui ogni persona abbia il diritto di vivere la propria vita a proprio piacimento fin quando non nuoccia ad altri.
    Quoto e condivido.Il vero arrogante relativista è il Vaticano!

  10. #10
    Ashmael
    Ospite

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    A proposito...RIVOGLIAMO IL FORUM LAICI!!!

 

 
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