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    vae victis
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    Predefinito Riforme Costiruzionali:Cosa c'è scritto sul Programma dell'Unione.

    In difesa dei valori
    della Costituzione
    In ogni democrazia le istituzioni sono lo strumento fondamentale
    per garantire i principali valori costituzionali: libertà,
    partecipazione, pluralismo, equilibrio dei poteri.
    Per questo le istituzioni sono di tutti: non possono essere
    modificate in base a contingenze politiche o diventare oggetto
    di patteggiamenti strumentali di una parte politica. Ogni progetto
    di riforma istituzionale deve salvaguardare questi valori
    e promuovere la lungimiranza delle scelte che si compiono,
    prevedendone le conseguenze di medio e lungo periodo.
    Sono principi basilari che non bisognerebbe neppure ricordare,
    poiché fanno parte del DNA originario di ogni democrazia.
    L’attuale maggioranza, però, li ha ripetutamente e consapevolmente
    calpestati. Le istituzioni sono sempre più in conflitto
    tra loro e piegate a fini egoistici. A questo si aggiunge una
    riforma costituzionale incoerente che lacera il paese e contrappone
    i territori con la cosiddetta devolution. L’interesse
    nazionale viene affermato solo formalmente, ma manca qualunque
    meccanismo che ne renda effettiva la tutela.
    Una riforma, insomma, che non nasce da un patto costituzionale
    tra tutte le rappresentanze politiche, come è nella tradizione
    delle democrazie, ma da un accordo tra le sole componenti
    della maggioranza. Il risultato sarebbe un sistema contraddittorio
    che produrrebbe il caos istituzionale.
    Ci siamo opposti in Parlamento a questa riforma e chiederemo a
    tutti i cittadini di pronunciarsi contro di essa mediante il
    referendum costituzionale. Ci opponiamo però non solo al merito
    della riforma: anche il metodo di realizzazione l’ha trasformata
    in una delle tante leggi ad personam, unico risultato
    di cinque anni di governo.
    Ci impegniamo innanzitutto ad assicurare e rispettare la
    stabilità e la supremazia dei valori fondamentali della
    Costituzione che sono alla base di una democrazia rappresentativa
    che sia trasparente, solidale, efficace, in grado di
    guardare al futuro. Noi affermiamo la laicità dello Stato.
    Non proponiamo quindi una “grande riforma costituzionale”,
    semplicemente perché non ce n’è bisogno, e perché ogni modifica
    della Carta Fondamentale deve essere frutto del coinvolgimento
    di tutte le parti politiche e sociali.
    Vogliamo invece tutelare i valori e diritti fondamentali e
    il migliore funzionamento delle istituzioni. Queste proposte
    si possono realizzare in larga parte con legge ordinaria, e
    la modifica di alcune disposizioni costituzionali solo con
    riferimento ad innovazioni specifiche.
    9
    Il valore delle Istituzioni Repubblicane
    Non vogliamo riscrivere la Costituzione ma tutelarla, anche
    elevando il quorum necessario per modificarla, così da scongiurare
    future riforme a colpi di maggioranza. Puntiamo
    soprattutto a svilupparne i valori di fondo, arricchendo
    la partecipazione dei cittadini, migliorando la trasparenza
    dell’azione di governo, assicurando il pluralismo sociale
    e istituzionale.
    La Costituzione
    si cambia insieme
    "Sono d'accordo,ho forti dubbi che sarà possibile farlo".
    L’attuale maggioranza di governo ha applicato alle istituzioni
    una logica “proprietaria”. Proprio in scadenza di legislatura
    il governo di Berlusconi ha inflitto due gravi colpi al sistema
    costituzionale: il progetto di riforma della legge elettorale
    e il disegno di riforma costituzionale.
    Sono entrambi progetti elaborati senza alcun coinvolgimento dell’opposizione,
    ma anzi contro di essa. La Costituzione e le istituzioni
    sono diventate merce di scambio, usata per tenere insieme
    una coalizione politica ormai priva di ogni collante ideale e progetto
    politico.
    La legge costituzionale di riforma del Titolo V approvata nel
    2001, pur con le sue criticità, riprendeva le proposte elaborate
    in seno alla Commissione Bicamerale istituita nel 1997 con lo
    scopo di redigere un progetto di riforma per una parte circoscritta
    della Costituzione.
    Un progetto su cui maggioranza e opposizione avevano trovato un
    largo accordo, venuto meno solo all’ultimo momento per responsabilità
    dell’allora leader dell’opposizione e attuale Presidente
    del Consiglio : una larga parte delle forze politiche aveva partecipato
    alla elaborazione del testo di riforma, approvandolo nel
    suo primo passaggio parlamentare, e una larghissima parte delle
    istituzioni territoriali, di ogni colore politico, ha fino
    all’ultimo condiviso l’opportunità della sua approvazione.
    Lo stravolgimento della Costituzione imposto dal centrodestra
    è una somma di strumenti di propaganda che permettono ad ogni
    forza politica di presentarsi al proprio elettorato con un cavallo
    di battaglia senza alcun interesse per i rischi che corrono le
    garanzie democratiche e l'universalità dei diritti di cittadinanza
    , specialmente nelle aree più esposte del Paese
    E’ quindi prioritario ristabilire il principio della supremazia,
    certezza e stabilità della Costituzione.
    Lo stravolgimento della Costituzione imposto dal centrodestra
    è una somma di strumenti di propaganda che permettono ad ogni
    forza politica di presentarsi al proprio elettorato con un cavallo
    di battaglia senza alcun interesse per i rischi che corrono le
    garanzie democratiche e l'universalità dei diritti di cittadinanza
    , specialmente nelle aree più esposte del Paese
    È quindi prioritario ristabilire il principio della supremazia,
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    Il valore delle Istituzioni Repubblicane
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    certezza e stabilità della Costituzione.
    Crediamo innanzitutto che la Costituzione sia fonte di
    legittimazione e limitazione di tutti i poteri, e ci impegniamo
    a ristabilirne la supremazia, a presidio delle regole
    e dei valori fondamentali della collettività.
    A questa tutela uniamo precise garanzie per il futuro,
    per evitare che future maggioranze di governo realizzino
    riforme costituzionali senza ottenere un ampio consenso
    in Parlamento e nella società.
    Modificheremo il quorum previsto dall’art. 138 della
    Costituzione elevando la maggioranza necessaria per
    l’approvazione, in seconda lettura, di leggi di revisione
    costituzionale. "Questo punto direi che è fondamentale".Questo garantirà il raggiungimento di
    un ampio consenso, evitando per il futuro riforme costituzionali
    approvate a colpi di maggioranza evitando ogni
    confronto democratico.
    Manterremo inoltre la facoltà di sottoporre a referendum
    la legge di revisione costituzionale nel caso in cui lo
    chiedano un quinto dei componenti di una Camera, o cinque
    consigli regionali, o cinquecentomila elettori.
    Tale proposta avrà carattere di priorità, e richiederà un
    ampio accordo in Parlamento.
    Partecipazione,
    rappresentanza e governabilità
    Un sistema istituzionale democratico deve garantire, insieme,
    la partecipazione dei cittadini alla vita pubblica, l’effettiva
    rappresentatività delle istituzioni che prendono le decisioni
    fondamentali per la vita associata, l’efficacia dell’azione
    di governo per la tutela dei diritti dei cittadini
    e per la realizzazione del programma sul quale ha ottenuto
    il consenso e l’adesione della maggioranza degli elettori.
    Il centrodestra non è riuscito ad assicurare, negli anni in
    cui è stato al governo, nessuno di questi tre elementi fondamentali.
    La partecipazione dei cittadini è stata ridotta negli
    spazi e nei modi; la riforma elettorale potrebbe finire per
    premiare la coalizione che prende meno voti, comprimendo il
    rapporto tra elettore ed eletto e aumentando l'ingovernabilità
    nella prossima legislatura.
    Crediamo invece che partecipazione, rappresentanza e
    governabilità siano valori fondamentali da preservare
    e garantire. Puntiamo ad ampliare ed arricchire le occasioni
    di partecipazione, anche rivitalizzando il referendum
    abrogativo: proponiamo per questo di aumentare
    da 500.000 a 750.000 il numero di firme necessarie per
    Il valore delle Istituzioni Repubblicane
    indire un referendum e di ridurre il quorum previsto per
    la validità della consultazione alla metà dei voti
    espressi nelle precedenti elezioni per la Camera dei
    Deputati.
    Dovremo attivare anche strumenti nuovi che rispondano
    alla diffusa esigenza di partecipazione, dimostrata dal
    successo delle Primarie dell’Unione. Moltiplicheremo
    le occasioni di consultazione, promuovendo la partecipazione
    dei giovani e favorendo la formazione di un’opinione
    pubblica informata.
    Incentiveremo e diffonderemo le esperienza di democrazia
    partecipata a livello locale, favorendo il dialogo tra le
    istituzioni e i soggetti della società civile.
    Crediamo che lo strumento fondamentale per la rappresentanza
    sia un sistema elettorale che consenta una scelta chiara
    e consapevole, e che assicuri insieme la rappresentanza e la
    governabilità: due valori che devono coesistere perché la
    prima senza la seconda non assicura effettività alla scelta
    degli elettori e la seconda senza la prima si trasforma in
    puro esercizio di comando.
    Non seguiremo l’esempio del centrodestra imponendo un
    “nostro” sistema elettorale, ma lavoreremo per un sistema
    elettorale che assicuri tutti questi valori.
    Proponiamo inoltre di introdurre le necessarie modifiche
    all'ordinamento vigente per superare l'attuale eccessiva
    frammentazione dei sistemi elettorali regionali, che ha
    l'effetto di disorientare i cittadini e di non assicurare in
    modo omogeneo su tutto il territorio nazionale la coniugazione
    tra le esigenze democratiche di rappresentanza e
    quelle di governabilità.
    E' necessario inoltre procedere alla razionalizzazione
    delle scadenze elettorali, attraverso l'accorpamento delle
    elezioni politiche e amministrative ravvicinate . Questa
    soluzione, oltre a far conseguire risparmi non trascurabili,
    avrebbe anche l'effetto di ridurre l'incentivo
    all'astensionismo rappresentato dal fatto che troppo spesso
    i cittadini si vedono chiamati alle urne a breve distanza
    dalle ultime consultazioni , evitando anche che l'azione
    di governo ai vari livelli sia condizionata negativamente
    da una campagna elettorale continua.
    Oltre al sistema elettorale, per assicurare una connessione
    tra rappresentanza e governabilità riteniamo indispensabili
    alcune misure che rafforzino il Parlamento e rendano,
    al contempo, più efficace l’azione di governo:
    - l’attribuzione al Primo Ministro del potere di propor re
    al Presidente della Repubblica la nomina e revoca di
    ministri, viceministri e sottosegretari;
    - una migliore regolamentazione della questione di fiducia,
    12
    Il valore delle Istituzioni Repubblicane
    con la previsione di specifici limiti al suo esercizio;
    - la possibilità di sfiduciare il Primo Ministro
    solo attraverso una mozione di sfiducia costruttiva,
    con l’esplicita indicazione di un candidato successore.
    Le garanzie istituzionali
    In un sistema parlamentare, maggioranza ed opposizione
    hanno ruoli distinti: la prima ha la responsabilità di
    governare, la seconda di controllare l’azione di Governo
    e proporre politiche alternative.
    Per questo una Costituzione democratica deve definire nettamente
    i limiti dei poteri del governo e della maggioranza,
    per tutelare l’inviolabilità dei diritti e delle libertà
    dei cittadini.
    Il rafforzamento dell’esecutivo, che riguarda oggi tutte le
    democrazie occidentali, richiede un parallelo rafforzamento
    delle garanzie costituzionali e del ruolo del Parlamento.
    Il centrodestra, in questi anni, non ha solo svolto un’azione
    di governo inefficace, ma ha spesso aggirato o cancellato
    gli strumenti posti a garanzia delle opposizioni, e quindi
    del confronto e del pluralismo.
    Il rischio è quello di uno squilibrio che porti alla "dittatura
    della maggioranza". Questo rischio deve essere combattuto
    riaffermando la necessità di equilibrio tra i poteri
    istituzionali attraverso appositi checks and balances.
    Tale "dittatura della maggioranza" sarebbe il naturale
    risultato della riforma costituzionale presentata dal centrodestra:
    essa esautora completamente il Parlamento, e
    sancisce il dominio assoluto del Premier su tutti gli altri
    organi costituzionali.
    In questo modo non si adegua il sistema delle garanzie
    costituzionali ai mutamenti prodotti dall’introduzione del
    maggioritario, ma se ne accentuano addirittura le disfunzioni,
    sacrificando i diritti delle minoranze.
    Per rafforzare le garanzie istituzionali eleveremo la maggioranza
    necessaria per l’approvazione delle leggi di revisione
    costituzionale, ammettendo in ogni caso la facoltà di
    sottoporre la legge di revisione a referendum.
    Prevedremo espressamente che il referendum si svolga con
    distinte votazioni se la legge concerne diverse parti della
    Costituzione o istituti tra loro distinti.
    Eleveremo elevare la maggioranza necessaria per l’elezione
    del Presidente della Repubblica, garante imparziale della
    Costituzione e rappresentante dell’unità nazionale, e la
    maggioranza necessaria per l’elezione dei presidenti delle
    Camere, in modo da tornare alla convenzione che prevedeva
    una larga intesa sulla designazione dei presidenti, tutelandone
    il ruolo di garanti imparziali.
    13
    Il valore delle Istituzioni Repubblicane
    Eleveremo anche la maggioranza necessaria per l’approvazione
    dei regolamenti alle camere.
    Attribuiremo alla Corte costituzionale la potestà di decidere,
    in ultima istanza, sulle controversie relative alla
    elezione dei membri del Parlamento, sulla cause sopraggiunte
    di ineleggibilità e sulla incompatibilità dei parlamentari
    e sulla incompatibilità dei membri del Governo Dovremo
    inoltre assicurare strumenti per tutelare le minoranze parlamentari,
    legittimandole a ricorrere alla Corte costituzionale
    in caso di violazioni delle norme sul procedimento
    legislativo.
    Alle opposizioni spetterà la presidenza delle Commissioni
    parlamentari cui sono attribuiti compiti ispettivi, di
    inchiesta, di controllo o di garanzia, disciplinando con
    legge costituzionale i limiti già imposti con legge ordinaria
    al potere di decretazione d'urgenza del governo
    Intendiamo poi riformare l’art. 79 della Costituzione in
    materia di amnistia e indulto, per modificare l'attuale
    quorum troppo alto e la sua applicazione ad ogni articolo
    della legge relativa."Bella cagat*"
    Respinta la riforma costituzionale del centrodestra, proporremo
    nuove modifiche costituzionale solo dopo la modifica
    dell’art. 138 della Costituzione, in modo da avere la
    certezza di una larga intesa di tutte le forze rappresentate
    in Parlamento.
    Un nuovo Senato
    per Regioni e autonomie
    La riforma del Titolo V realizzata nel 2001 dal governo di centrosinistra
    ha ristrutturato profondamente lo Stato in senso
    autonomistico e pluralistico. La riforma federale, però, non si
    è compiuta: il centrodestra non le ha fatto infatti seguire la
    predisposizione degli strumenti necessari."Non per colpa LORO,ma del Cdx"... Bisogna coinvolgere
    le autonomie territoriali nella definizione dell’indirizzo politico
    nazionale.
    Per fare questo è necessario completare la riforma superando
    l’attuale bicameralismo paritario, ovvero istituendo un Senato
    che sia camera di effettiva rappresentanza delle regioni e delle
    autonomie.
    Su questo punto la riforma costituzionale del centrodestra
    imbroglia e complica le cose, appesantendo il procedimento legislativo
    sul piano procedurale e creando un Senato “doppione”
    della Camera dei Deputati, "ma quando mai?" che consente l’eleggibilità di candidati
    sradicati dal territorio di riferimento e non realizza
    alcuna concreta rappresentanza degli enti locali
    14
    Il valore delle Istituzioni Repubblicane
    Noi intendiamo invece realizzare un efficace bicameralismo
    differenziato, attraverso un Senato che sia luogo di effettiva
    rappresentanza delle autonomie territoriali, titolare di
    competenze legislative differenziate rispetto alla Camera
    dei Deputati.
    Crediamo che i senatori debbano essere effettivi rappresentanti
    degli interessi del proprio territorio. Il numero dei
    senatori sarà ridotto a 150.
    Migliorare la riforma
    del Titolo V
    L’azione del centrodestra sul federalismo è stata contraddittoria:
    da un lato la propagandata ed imposta devolution, dall’altro l’affossamento
    della riforma del 2001. Quest’ultima è infatti rimasta
    inattuata nonostante la pressante richiesta da parte delle Regioni
    e dei Comuni.
    Lo Stato ha continuato a legiferare a tutto campo, come se la
    riforma del 2001 non esistesse, ma senza svolgere i compiti che
    davvero gli spettavano. I meccanismi di finanziamento, così come i
    livelli delle prestazioni dei diritti sociali e civili, non hanno
    avuto alcuna definizione.
    Accanto a questa colpevole inerzia si è assistito a comportamenti
    di un centralismo soffocante ed invadente. Il governo ha posto
    tagli e vincoli alle risorse delle autonomie, negato il dialogo tra
    livelli territoriali, impugnato con frequenza le leggi regionali,
    spesso contro le regioni governate dal centrosinistra.
    Per costruire un sistema che assicuri una Repubblica unitaria
    e pluralista servono un importante investimento politico
    e organizzativo ed un forte impegno a semplificare duplicazioni
    e sovrapposizioni.
    Saranno necessarie anche alcune correzioni ed integrazioni alla
    riforma approvata nel 2001, per una chiara attribuzione di funzioni
    normative e amministrative e di risorse finanziarie.
    Agiremo su due livelli:
    - interventi normativi costituzionali, ordinari e di modifica
    dei regolamenti parlamentari;
    - piani d’azione amministrativi, per l’adattamento degli
    apparati pubblici.
    Intendiamo così giungere, entro la legislatura, ad un sistema
    istituzionale autenticamente pluralista.
    Come interventi di legge costituzionale proponiamo:
    - una migliore definizione delle materie di esclusiva competenza
    statale, che ricomprenda la disciplina dei rapporti
    di lavoro, la tutela e la sicurezza del lavoro,
    15
    Il valore delle Istituzioni Repubblicane
    fatta salva la competenza delle Regioni in tema di mercato
    del lavoro e formazione professionale, l’ordinamento
    delle professioni e delle comunicazioni, le norme generali
    sulle grandi reti di trasporto e navigazione, il trasporto
    e la distribuzione dell’energia nonché una strategia
    nazionale per il turismo;
    - la previsione di una clausola generale che consenta al
    Parlamento di intervenire con legge per tutelare l'interesse
    della Repubblica anche in materie di competenza
    regionale "Ma non dicono in continuo che NON va bene?"Mah.. quando siano in gioco superiori interessi della
    collettività, quando si debba garantire l’unità giuridica
    o economica del Paese o garantire l’uguaglianza dei cittadini
    nell’esercizio dei diritti costituzionali;
    - un Senato che sia espressione delle autonomie territoriali.
    Come interventi di legge ordinaria proponiamo:
    - l’adozione delle leggi di individuazione dei principi
    fondamentali;
    - la definizione dei livelli delle prestazioni per l’omogenea
    garanzia dei diritti sociali e civili su tutto il
    territorio nazionale;
    - il perfezionamento del sistema delle Conferenze attraverso
    il potenziamento del ruolo della Conferenza unificata,
    per superare l’attuale logica binaria;
    - l’adeguamento del modello organizzativo dell’amministrazione
    centrale, eliminando apparati che duplicano funzioni
    regionalizzate.
    Per i regolamenti parlamentari proponiamo invece una modica
    che miri all’integrazione della Commissione per le questioni
    regionali prevedendo la partecipazione di Regioni ed enti
    locali, nelle more dell’istituzione del Senato federale.
    Come interventi di azione amministrativa proponiamo:
    - l’introduzione di meccanismi di conciliazione
    tra i vari livelli di governo;
    - lo sviluppo della funzione di monitoraggio
    delle politiche e l’implementazione dei grandi sistemi
    informativi, incentivando la nascita dei sistemi regionali
    - il completamento della riconversione dell’amministrazione
    centrale che invece di ridursi è cresciuta.
    La tutela delle minoranze
    linguistiche e delle autonomie
    speciali
    In continuità con quanto attuato con i precedenti governi di
    centrosinistra si riconferma una attenzione particolare per
    le minoranze linguistiche e per le autonomie speciali,
    favorendone una evoluzione in senso dinamico.

  2. #2
    vae victis
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    Predefinito

    Arriviamo al dunque:Come fa un povero elettore a capirci qualcosa?
    -Alla televisione viene detto tutto e il contrario di tutto.
    -Sul programma dell'Unione,molto fumosamente si riprendono le linee generali della Riforma approvata dal Cdx:Senato federale,tutela interesse della Repubblica,premier più forte.

    Io che è qualche settimana sto cercando di capirci qualcosa,sono d'accordo su alcune riforme(dimunizione dei parlamentari,mozione di sfiducia più difficile,norma anti-ribaltone,eliminazione dell'iter camera-senato) non sono d'accordo su altre(elezione da parte del parlamento di 7 membri del CSM,premier che scioglie le camere).
    Ma su una cosa sono sicuro:
    Sul federalismo NON ci si capisce NIENTE,perchè anche volendo ascoltare le ragioni del Csx che critica la riforma,non viene MAI proposta un alternativa,e leggendo il programma dell'Unione si "suppone" che un eventuale riforma fatta da loro sia per l'80-90% identica a quella del Cdx.

    L'unica "garanzia" per i cittadini che non vengano fatti pastrocchi,è che ci si sieda a un tavolo e se ne discuta insieme,maggioranza e opposizione,non come è stato fatto dal Csx e dal Cdx nella passate legislaturE.
    In queste condizioni è impensabile che i cittadini scelgano con cognizione di causa.

  3. #3
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    Predefinito

    Ovviamente mi associo ed aggiungo :

    Occorre chiarire .
    Se la riforma della CDL è sbagliata di principio, allora l'Unione deve fare campagna per il no, ma non può in alcun caso riprendere gli stessi principi nel suo programma di riforme costituzionali.

    Se invece i principi sono buoni, ma è il modo in cui è scritta ad essre sbagliato, fare propaganda per il No è un controsenso. La strada deve essere il SI seguito da una commissione parlamentare per le riforme incaricata di ritoccare la forma e le parti controverse (20% massimo) per ricavarne un testo comune da votare a maggioranza dei 2/3 (senza quindi bisogno del referendum.

    La terza via non esiste. Dire che la riforma è una "Porcata" e poi riprenderne l'80 % dei contenuti nel proprio programma è incomprendibile !!!!

  4. #4
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    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Marco Piccinini
    Ovviamente mi associo ed aggiungo :

    Occorre chiarire .
    Se la riforma della CDL è sbagliata di principio, allora l'Unione deve fare campagna per il no, ma non può in alcun caso riprendere gli stessi principi nel suo programma di riforme costituzionali.

    Se invece i principi sono buoni, ma è il modo in cui è scritta ad essre sbagliato, fare propaganda per il No è un controsenso. La strada deve essere il SI seguito da una commissione parlamentare per le riforme incaricata di ritoccare la forma e le parti controverse (20% massimo) per ricavarne un testo comune da votare a maggioranza dei 2/3 (senza quindi bisogno del referendum.

    La terza via non esiste. Dire che la riforma è una "Porcata" e poi riprenderne l'80 % dei contenuti nel proprio programma è incomprendibile !!!!
    Giusto votare per un testo di legge che non entrerà mai in vigore in quella versione. Questo è indubbiamente sensatissimo...

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da azerty
    Giusto votare per un testo di legge che non entrerà mai in vigore in quella versione. Questo è indubbiamente sensatissimo...
    E' forse più giusto votare contro una costituzione che contiene gli stessi principi che si desidera introdurre solo perchè è scritta male ?

    E soprattutto è giusto :
    a) Dire che la devolution costerà moltissimo, quando i costi sono già stati introdotti (anche se non ancora attuati) dalla riforma Bassanini ?
    b) Dire che il senato Federale bloccherà l'iter legislativo e poi proporre una riforma che istituirebbe lo stesso senato federale ?
    c) Dire che la riforma da troppi poteri al premier e poi proporre nel proprio programma una riforma che assegna gli stessi poteri tranne lo scioglimento delle camere ?

    Ma siamo seri una volta tanto !!!!

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Marco Piccinini
    E' forse più giusto votare contro una costituzione che contiene gli stessi principi che si desidera introdurre solo perchè è scritta male ?

    E soprattutto è giusto :
    a) Dire che la devolution costerà moltissimo, quando i costi sono già stati introdotti (anche se non ancora attuati) dalla riforma Bassanini ?
    b) Dire che il senato Federale bloccherà l'iter legislativo e poi proporre una riforma che istituirebbe lo stesso senato federale ?
    c) Dire che la riforma da troppi poteri al premier e poi proporre nel proprio programma una riforma che assegna gli stessi poteri tranne lo scioglimento delle camere ?

    Ma siamo seri una volta tanto !!!!
    il punto c mi pare una cosa seria sulla quale scherzarci poco...

  7. #7
    Basileus ton Romaion
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    Infatti il punto C è il punto fondamentale... Fra avere un premier con la facoltà di sciogliere le camere e uno che non può ci passa tutta la differenza di questo mondo...

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da ubik966
    il punto c mi pare una cosa seria sulla quale scherzarci poco...
    E chi ci scherza ? Io non condivido le paure (Nella più vecchia democrazia del mondo l'Inghilterra questo potere il premier lo esercita regolarmente, in Germania Schroeder lo ha fatto pochi mesi fa:: ma non per questo svilisco le obiezioni
    Inoltre non per nulla dico che è modificabile, realizzando quel dibatti che la scorsa legislatura non è stato possibile.

    Il problema è serio. Non riesco a capire come si possa dire che l'Italia ha bisogno di maggiori poteri al premier, affermarlo in un programma e promettere una riforma che glieli assegnerà e poi chiedere di bocciare la stessa riforma per un solo punto non condiviso che entrerà in vigore dopo il 2001 e che quindi c'è tutto il tempo di modificare !!!!

  9. #9
    Basileus ton Romaion
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    Eh no caro mio, il Bundeskanzellieren deve chiedere al Bundesprezidenten della Repubblica di sciogliere le camere.

    E in Inghilterra, dove pure il Prime Minister ha questo potere, non esistono però le norme anti-ribaltone. Blair è un normale deputato eletto nel collegio di vattelapesca: se domani il Labour cambia idea lo può sostituire con chiunque. In Inghilterra non si possono cambiare le maggioranze in parlamento per una questione di legge elettorale (chi vince ha la maggioranza assoluta dei seggi, non ci sono mai stati governi di "minoranza".).

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da Marco Piccinini
    E chi ci scherza ? Io non condivido le paure (Nella più vecchia democrazia del mondo l'Inghilterra questo potere il premier lo esercita regolarmente, in Germania Schroeder lo ha fatto pochi mesi fa:: ma non per questo svilisco le obiezioni
    Inoltre non per nulla dico che è modificabile, realizzando quel dibatti che la scorsa legislatura non è stato possibile.

    Il problema è serio. Non riesco a capire come si possa dire che l'Italia ha bisogno di maggiori poteri al premier, affermarlo in un programma e promettere una riforma che glieli assegnerà e poi chiedere di bocciare la stessa riforma per un solo punto non condiviso che entrerà in vigore dopo il 2001 e che quindi c'è tutto il tempo di modificare !!!!
    Io non mi fido, dopo 5 anni di porcate varie, pensa se il signor "tutto mio" avesse in mano anche il ricatto dello scioglimento delle camere cosa avrebbe fatto!
    Ma siamo matti veramente?

 

 
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