15 Giugno 1906-15 Giugno 2006
La storia di quell’uomo superiore, straordinario, travolgente di Léon Degrelle è troppo nota per raccontarla ancora. Dalla costituzione di Rex ai successi politici, dagli scioperi generali vinti alle persecuzioni, dalla partenza da volontario sul Fronte dell’Est come soldato semplice alla conquista sul campo dei gradi di generale. Dai combattimenti epici di un vero e proprio Aiace moderno alle decorazioni con Fronde di Quercia. Dai diciassette corpo a corpo vinti in una sola giornata riportando tre ferite, alcune gravi, alla degenza presso il Cancelliere Tedesco che gli disse “se avessi un figlio, vorrei che fosse come Lei”. Dal rocambolesco volo in Spagna ai quarantacinque anni di testimonianza pugnace. Il Leone ruggente è troppo grande per poter essere semplicemente raccontato. E stagliano sullo sfondo, a suo contraltare, i troppo piccoli. A Buglione, sua cittadina natale, i liberatori hanno distrutto la casa di famiglia dopo avere assassinato il fratello e i genitori dell’eroe. Al cimitero riposa il primogenito, nato nel 1901 e morto nel 1902 per polmonite. Ebbene, quei grandi uomini che ci vorrebbero insegnare a vivere stanno brigando per distruggerne la tomba nella speranza, vana, di condannare all’oblio un nome così illustre. Questa è la “pietas”, questa l’etica dei liberatori e dei loro discendenti. Anche di questo dobbiamo ricordarci nel centenario della nascita di Degrelle: si trattò sei decenni fa e si tratta ancora di uno “scontro di civiltà” tra i Kaloi kai Agathoi (belli e di buona natura) e gli aborti di sciacallo che ululano alla luna rosicchiando le ossa dei caduti.
Degrelle, bello e di buona natura, ebbe ed onorò il nome di Leone. Quant’altri mai!
tratto da www.noreporter.org





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