<SPAN style="FONT-SIZE: 16pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt"><FONT size=5>Una pen(n)a malriuscita (su L'Unità, 15 giugno 2006)


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<SPAN style="FONT-SIZE: 16pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt"><FONT size=5>Una pen(n)a malriuscita (su L'Unità, 15 giugno 2006)


Una pen(n)a malriuscita (su L’Unità, 15 giugno 2006)
Sul quotidiano dei risentiti - dove ogni spunto è buono per protestare la purezza ‘mariagorettiana’ della sinistra e la belluinità insidiosa della destra - una firma che non merita menzione approfitta per arringare i lettori su Piazza Fontana. Dice, costei:
‘La strage del 12 dicembre fu inequivocabilmente opera degli ordinovisti veneti e [...] era storicamente provata la responsabilità di Franco Freda e Giovanni Ventura. Peccato che entrambi fossero stati definitivamente assolti dai giudici di Bari e non potessero essere giudicati. Una giustizia tardiva non poteva rimediare agli errori e alle colpe del passato, ma almeno ha potuto dare un nome ai colpevoli.’
Lo desiderano così tanto, poverini, che darebbero, in cambio di quei due nomi intrisi di ideologia costretti a una irresistibile gogna, in cambio di una croce celtica al fianco destro della Madunina di Milano (inspiegabilmente cieca - e muta... - in quell’inverno che fu), la loro intellighenzia pronta ai prodigi della sottigliezza, il loro umanitarismo fradicio, il loro garantismo da armenti, il loro sguaiato populismo. Freda e Ventura vennero, infatti, assolti (con sentenza divenuta definitiva nel 1987) da ben due corti giudiziarie - Catanzaro e Bari - e chi decise del loro proscioglimento fu proprio la giuria popolare, che li sentì respirare dalla gabbia e ne poté fiutare l’odore di ferina innocenza. Magistrati e uomini così selvatici da non voler conoscere pressione politica o condiscendenza di comodo a ciò che, con l’agio di una guerra vinta, si chiedeva: mortificare il fascista. Uomini al cospetto di uomini - non astratti funzionari della parola periodica, arroccati dietro a una falce (sempre più opaca) e un martello (sempre più parossistico).
E magari si potesse rimproverare costoro così: Per non degradarsi il ribelle deve ammirare l’ordine che combatte!
Si è costretti, purtroppo, a constatare: ‘Un lessico di dieci parole è sufficiente al marxista per spiegare la storia’.


sarebbe ora di denunciare chi usa la penna per scrivere solo stronzate, dal momento che la diffamazione è un reato......
.......e poi spero che decidano di rimuovere quella squallida targhetta "strage fascista" a bologna una volta concluse le indagini, visto che nella piazzetta intitolata a di nella non c'è scritto "vittima del comunismo" ma "vittima della violenza"


Concordo.Originariamente Scritto da etnia salentina


No, non sarebbe ora di denunciare costoro: sarebbe ora di smettere le guerriglie e le faide tra affini e adoperarsi, una buona volta, per avere gli stessi loro mezzi, la stessa loro potestà. In modo da controbilanciare.Originariamente Scritto da etnia salentina
Nel buon nome della... democrazia!


e come una ciliegina sulla torta ............mi permetto di rilanciare la lettua di "PIAZZA FONTANA - UNA VENDETTA IDEOLOGICA" - Edizioni di Ar.
"La Verità vi farà liberi"


La casella del non accettava il font del testo... poi ho risoltoOriginariamente Scritto da salerno


Concordo anche su questo... bisognerebbe far 'partorire' dal caos di questo ambiente una gerarchia di priorità... una 'rivoluzione culturale', come Freda auspica da quarant'anni, e come qualcun altro, se non sbaglio Metapolis, auspicava qualche giorno fa su questo forum...Originariamente Scritto da Anna K. Valerio


Proprio così, gentile Hellsan!Originariamente Scritto da Hellsan