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Discussione: Oltre la propaganda

  1. #1
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    Predefinito Oltre la propaganda

    Qualche annotazione, senza assolutamente pretesa di comppletezza, sulla riforma che andiamo a votare.

    a) a torto il dibattito politico si sta incentrando in larghissima parte sulla questione della "devolution". Sfuggone le ragioni di ciò: la riforma che siamo chiamati a votare, sul punto, apporta modifiche decisamente marginali alla riforma del titolo V varata dal csx. In definitiva la modifica più significativa è solo la diversa enumerazione delle competenze statali e concorrenti (a favore dello Stati, peraltro).

    b) le riflessioni sulla forma di governo si incentrano, per lo più, sulla presunta onnipotenza del premier. In effetti forse sarebbe opportuno parlare di più e meglio delle norme "antiribaltone". Primo, ci sarà sicuramente un possibile potere di ricatto del premier contro il parlamento, ma ci sarà anche il contrario: qualsiasi partito necessario per la maggioranza avrà in mano il destino della coalizione. Secondo, i parlamentari non saranno più tutti uguali, ce ne saranno alcuni con più prerogative, altri con meno prerogative. Terzo, risolvere i problemi politici con regole e regolette è ben difficile.

    c) la grande enfasi sulla diminuzione dei parlamentari, oltre ad essere pura demagogia, generalmente non considera un fatto: il senato non sarà composto da 252 membri, ma sarà composto da 252 membri elettivi. A questi se ne aggiungeranno 42 nominati da Regioni e consigli delle autonomie, anche se non avranno diritto di voto.

    d) si tende a sottacere la questione del nuovo iter di formazione delle leggi, che, invece, è la vera incognita della riforma.

    e) permettere a qualsiasi ente locale di adire direttamente alla Corte costituzionale può anche essere buona cosa, ma se non sarà ben regolamentata rischia di ingorgare definitivamente la Corte, soprattutto in un paese con più di 100 province e 8000 comuni.

    f) il nuovo procedimento di revisione Costituzionale renderà di fatto inutile cercare larghe convergenze in materia di riforme.

  2. #2
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    Predefinito sottoscrivo

    e apprezzo l'iniziativa di Alberich degna dello sforzo che deve ispirare i principi dell'azione politica dei repubblicani: votiamo si, votiamo no, i problemi restano tutti. Sotto il profilo costituzionale il si riordina la devoluzione dell'articolo v della riforma amato, ma complica tutto il resto. Votando no ci ritroviamo non il vecchio testo della carta del '48, ma quello del 2001. In entrambi i casi bisognerà rimetterci le mani dentro e non so con che esiti. Sono scettico che con il no si dica poi: ora non si tocca più la costituzione - , anche se possiamo confidare a proposito, in Bertinotti.

  3. #3
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    Predefinito

    Mi associo anch'io alle vostre considerazioni.
    Dobbiamo votare NO, comunque, non per non cambiare, ma per non avallare le proposte della nuova legge messa in campo, che sicuramente, con la Lega e Forza Italia in prima fila, diventerebbe la Bibbia.
    Poi, certamente il referendum ha un limite di espressività. Si/No non esaurisce un tema che ben più complesso, e che va ripresa da capo.

    A mio avviso, la Costituzione del '46 è ottima e necessita solo di qualche ritocco. E' stata già deturpata a sufficienza, a cominciare dalla riforma del titolo V imbastita in fretta e furia nel 2001. Se si vuole rimettere mano a questa materia, così come alla legge elettorale, occorre una commissione a parte che ne elabori la proposta. Un'Assemblea Costituente snella (non più di quindici-venti persone), per metà a composizione politico-parlamentare, per metà tecnica. Uno strumento che non intralci i lavori e le dinamiche dell'attuale parlamento, e che riesca a produrre una proposta organica e ben definita, il più possibile estranea alle influenze dirette e agli interessi particolari di questo o quell'altro gruppo. Niente Bicamerali, niente pastrocchi dalemiani e berlusconiani, niente baratti, niente strumenti di pressione.
    Un pensatoio propositivo, che lavori nell'empireo in santa pace e per tutto il tempo che occorre. Quando ha finito, espone al Parlamento e al popolo italiano.

  4. #4
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    Predefinito a scanso di equivoci

    io apprezzo nel merito l'iniziativa e le considerazioni di alberich ma avrei evitato come fa lui del resto, di dire cosa votare in questo trehad, caro Paolo, perchè io voto si, per quanto con scarsa soddisfazione, ma per la semplice ragione che se rinforzo l'attuale maggioranza questa si sentirà autorizzata con uno disprezzato 0,percentuale ed i senatori a vita ,a fare come gli pare sulla materia costituzionale, così come fece con numeri poco più consistenti nel 2001. Altro che lavoro nell'empireo!

  5. #5
    laico progressista
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    Predefinito

    Ma io lo so che queste materie delicate finiranno a puttane, nel caso della destra come della sinistra. Lo so, e mi difendo. Oggi mi difendo con un NO a una riforma pasticciata. Domani mi difenderò con un NO ad un'altra schifezza. Mi chiedo piuttosto come faccia tu a difenderti votando un SI, cioè praticamente dicendo che approvi la riforma.

  6. #6
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    Predefinito

    guarda l'argomento sensibile di la malfa è che se noi diciamo no, si chiude il problema costituzionale nel senso che nessuno ci mette più bocca. Ahimè non sono d'accordo. Prima perchè la riforma costituzionale c'è stata è già approvata ed è una schifezza che bisognerà cambiare, soprattutto se ora il centrosinistra ha scoperto di essere contrario alla devolution. Poi perchè tornerà la prospettiva secessionista al nord che la lega ha saputo assorbire con la promessa del federalismo. E questo è un fenomeno che non possiamo ancora valutare ma che darà certo dei nuovi scossoni come ne ha dati in questi anni. Per cui il no secondo me non mi difende affatto: autorizza un centrosinistra a rimetter le mani nella riforma come riterrà più opportuno e visto che hanno fatto tutte le parti in commedia, non so cosa sosterranno. Tiene presente, paolo, che la vituperata riforma del premierato, raccoglie un'istanza programmatica del centrosinistra del 2001 e che in commissione affari costituzionali è stata discussa con l'opposizione che ha ottenuto di emendare il testo in più capitoli e sostanziali. Poi in aula si urlava al golpe. Il centrodestra sa che la riforma approvata non va bene, sono molti gli esponenti della coalizione che la contestano, sarà più facile convincere la maggioranza sulla base di un sì a ridiscutere il testo comunemente. E' la proposta di Bossi: voi siete la maggioranza, noi vinciamo il referendum, discutiamo. Ma se loro sono la maggioranza e vincono pure il referendum, perchè dovrebbero discutere, quando non l'hanno mai fatto? Faranno come gli pare e gli conviene.

  7. #7
    laico progressista
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    Predefinito

    Ma qui non di tratta di decidere se a mettere mano sulle riforme debba essere la fazione di destra, di sinistra, o entrambe. Per conto mio, una qualsiasi di queste opzioni mi terrorizza. Forse mi terrorizza di più quella più corretta, cioè che la riforma si faccia assieme, visti i precedenti della bicamerale.
    Giustamente dici, e si dice, urge cambiare la Costituzione. Sì, è vero che urge, ma non ci sono i presupposti affinché questo cambiamento si faccia. Manca una seria coscienza e responsabilità nella classe politica.
    E allora preferisco che non arrechino danni ulteriori. Preferisco che prima di operare in materia, si creino le condizioni politiche, che passano anzitutto per il superamento del bipolarismo, cioè per la sparizione (tra cent'anni, magari) della dicotomia Prodi-Berlusconi, e per la sparizione degli stessi.
    In questo casino non si deve alzare un dito.

    Tra l'altro, per dimostrarti quanto sia disincantato circa le false promesse e i falsi propositi del centrosinistra, basta guardare le voci sulle nomine e sui programmi RAI. Si parlava tanto di servizio pubblico, si gridava tanto allo scandalo per l'occupazione partitica, poi adesso si comincia a vociferare di Bianca Berlinguer per la direzione del Tg3, dello schierato De Bortoli per il Tg1 (ottima persona, peraltro) e si continuerà a mandare in onda una trasmissione indecente come Ballarò, degna del peggior Socci e del peggior Masotti. (Poi bisogna dire che resterà pure Vespa, ma quello è un discorso più articolato).

  8. #8
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    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da calvin
    E' la proposta di Bossi: voi siete la maggioranza, noi vinciamo il referendum, discutiamo. Ma se loro sono la maggioranza e vincono pure il referendum, perchè dovrebbero discutere, quando non l'hanno mai fatto? Faranno come gli pare e gli conviene.
    Lo stesso discorso vale per la destra.

    Quando avevano la maggioranza, loro erano la maggioranza e magari avrebbero pure vinto il referendum.

    Hanno fatto una riforma sbagliata, che per di più, a differenza di quella fatta dalla sinistra (sbagliata pure quella) abbraccia molti aspetti dell'assetto costituzionale.

    Non si può procedere così. Il senso di un No è anche questo: basta con le dittature delle maggioranze, siano esse di destra o di sinistra.

  9. #9
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    Predefinito

    IO VOTO NO PERCHE QUESTA COSTITUZIONE MI SEMBRA ANCORA MOLTO VALIDA CHE POI QUALCHE MODIFICA SI DEVE FARE SONO D'ACCORDO MA NON BUTTIAMO TUTTA COSTITUZIONE NEL CESSO E UNO SCHIAFFO ALLA NAZIONE

  10. #10
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    Predefinito paolo tu hai ragione

    quando dici che questa classe politica non è in grado di mettere mano alla riforma costituzionale, non ne è all'altezza. Non sai nemmeno quanto hai ragione perdinci. Il punto è che l'hanno fatto e il la malfa che io ho ammirato è quello che era andato da Veltroni, da Rutelli. da D'Alema nel 2001, scongiurandoli di fermare Bassanini. E alloranon ci fu nessun altro a dire, ma come cambiano la costituzione che vergogna. Tutto è lecito per la sinistra. Invece Bossi, Berlusconi, Fini se vincono, vengono crocifissi. Io sto con i crocifissi, almeno gliele si cantano.

 

 
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