Dunque, gli USA si preparano a bombardare Iran, Siria e Corea del Nord.
Ovviamente Cina e Russia staranno a guardare l'Imperatore George mentre fa i comodi suoi?![]()
Dunque, gli USA si preparano a bombardare Iran, Siria e Corea del Nord.
Ovviamente Cina e Russia staranno a guardare l'Imperatore George mentre fa i comodi suoi?![]()
E' tornato Shalom/Audace!Originariamente Scritto da audace12
![]()


Guarda che sono d'accordo,anche a loro stan sul cazzo terroristi islamici e il pazzo coreanoOriginariamente Scritto da stellarossa1959


quotoOriginariamente Scritto da Ragioniamo!
Addio Tomàs
siamo fatti della stessa materia di cui sono fatti i 5 stelle


Corriere della SeraOriginariamente Scritto da antoninus
20 giu 226 Corea del Nord: gli Usa confermano attivazione difese antimissile
WASHINGTON - Gli Stati Uniti confermano di avere attivato le proprie difese antimissile in vista di un possibile lancio sperimentale da parte della Corea del Nord. Il Paese asiatico avrebbe infatti intenzione di lanciare un missile balistico intercontinentale. Secondo quanto si apprende, due navi da guerra Usa di tipo "Aegis" sarebbero gia' state inviate nell'area, pronte a segnalare qualsiasi movimento sospetto. L'amministrazione Bush ha definito una provocazione l'eventuale lancio, da parte di Pyongyang, di un missile che, secondo gli esperti, potrebbe essere in grado di raggiungere l'Alaska. (Agr)
Addio Tomàs
siamo fatti della stessa materia di cui sono fatti i 5 stelle


swissinfo
20 giugno 2006 - 21.56
TOKYO - I ministri degli Esteri di Giappone e Corea del sud hanno concordato oggi di cooperare al fine di impedire alla Corea del nord di procedere al lancio sperimentale di un missile a lunga gittata. Lo ha annunciato l'agenzia giapponese Kyodo.
I ministri, il giapponese Taro Aso e il sudcoreano Ban Ki Moon - precisa la Kyodo - hanno preso tale decisione nel corso di una conversazione telefonica.
Pyongyang, secondo informazioni insistenti, si appresterebbe a sperimentare un missile di tipo Taepodong 2, la cui gittata stimata - 6700 km - gli permetterebbe di raggiungere nel Pacifico le isole Hawaii, Stato degli Usa.
--------------------
domandina, le kazzo gliene frega a Corea del sud e Giappone dei missili a lungo raggio?
ke gliene frega agli usa se l'alaska è raggiungibile????
![]()
Addio Tomàs
siamo fatti della stessa materia di cui sono fatti i 5 stelle


il giornale
Avviso Usa alla Nord Corea: non ci provocate
- di Alberto Pasolini Zanelli -
Il nuovo missile intercontinentale viene definito una sfida. Il Giappone minaccia ritorsioni. Australia e Nuova Zelanda in allarme
da Washington
I giapponesi sono furibondi, gli australiani pure. Gli americani sono fermi ma calmi. I cinesi enigmatici, i sudcoreani ambigui, i russi assenti. E, naturalmente, non si capisce molto delle intenzioni nordcoreane. Questo il quadro, prevalentemente diplomatico, nel terzo giorno della «crisi del missile», il Taepodong 2, che potrebbe, secondo le «indiscrezioni» stratosferiche dei satelliti artificiali, essere lanciato in ogni momento ma che, secondo le indiscrezioni dei diplomatici, potrebbe anche non partire affatto.
E la cui gittata viene precisata, aumentata e al tempo stesso un po' sdrammatizzata. Il Taepodong 1 non superava i 2mila chilometri, il suo successore non soltanto passa i 6mila, ma sfiora i 6.700; però i tecnici spiegano che esso potrebbe sì colpire del «territorio americano», ma che nel suo raggio ricadrebbe al massimo «un pezzo di Alaska». La California continua ad essere al sicuro.
Forse questo contribuisce a spiegare la differenza di tono fra le reazioni di Tokyo e quelle di Washington.
Il governo giapponese continua ad alzare il tiro della propria preoccupazione. Poche ore dopo che il ministro degli Esteri Taro Aso ha messo in guardia i dirigenti di Pyongyang che «se anche un solo pezzetto dell'ordigno cadrà sull'arcipelago, anche per errore, il Giappone lo considererebbe un atto militare», è intervenuto il premier Junichiro Koizumi: «Abbiamo chiesto con urgenza alla Corea del Nord di rinunciare a lanciare quel missile. Facciamo ogni sforzo per convincerla ad agire in modo razionale.
Se non ci ascolta e va avanti con l'esperimento, dovremo consultarci con gli Stati Uniti e prendere misure severe». E il suo braccio destro Shinzo Abe ha precisato che si ricorrerà a «dure azioni di ritorsione».
Con il Giappone si sono subito schierate Australia e Nuova Zelanda. A Canberra il ministro degli Esteri Alexander Downer ha parlato di «iniziative altamente provocatorie». A Washington il segretario di Stato Condoleezza Rice ha usato, una volta tanto, le stesse parole precise del Pentagono: «Provocazione».
L'ambasciatore Usa all'Onu John Bolton, da anni considerato il massimo «falco» per quanto riguarda la Corea del Nord, si è riferito a «passi molto decisi» che potranno essere intrapresi «perché si tratta di una situazione molto seria»; ma poi ha aggiunto che «la soluzione preferita dagli Usa sarebbe che i nordcoreani rinunciassero a lanciare il missile».
E il portavoce della Casa Bianca Tony Snow ha auspicato che «prosegua la moratoria attuale». La dichiarò unilateralmente il governo nordcoreano otto anni fa, poco dopo che il Taepodong 1 aveva sorvolato il Giappone. Le reazioni dell'Occidente indussero Pyongyang alla sospensione del programma, in cambio però di trattative con gli Stati Uniti. Il presidente allora era Bill Clinton e l'attuale amministrazione avverte che i nordcoreani farebbero bene a non illudersi che la storia possa ripetersi: «Sono altri tempi, questa è un'altra amministrazione e la reazione sarebbe altra».
Cosa dice Pyongyang? Nulla di intelligibile. Nessuna notizia sul nuovo missile, ma una rivendicazione del diritto a possederlo come «arma difensiva contro l'irresponsabile spionaggio dall'aria praticato dagli Stati Uniti, che comporta il pericolo di un confronto militare che avrebbe il significato di una provocazione infernale contro la Repubblica Popolare di Corea». I preparativi intanto sono praticamente conclusi nella base di Masudan-ri, il che significa che, secondo gli esperti occidentali (o estremo-orientali), la Corea del Nord dispone adesso di una «finestra di lancio» di circa un mese.
In questo periodo potrebbe però maturare una mediazione, che secondo esperti americani sarebbe già in corso e avrebbe anzi già portato a un primo rinvio. L'iniziativa diplomatica sarebbe condotta congiuntamente dalla Corea del Sud e dalla Cina.
Addio Tomàs
siamo fatti della stessa materia di cui sono fatti i 5 stelle


Come detto l'america è fuori tiro, ma non così la Cina, che potrebbe occupare tutta la Corea del Nord in poche ore...![]()
La Cina già possiede missili balistici di raggio ben maggiore, e la Corea non potrebbe dotarsi di questo missile 'semibalistico' senza il consenso Cinese.
Conclusione. è tutta una presa per il culo, condotta,male come al solito, dall'amministrazione bush.
Addio Tomàs
siamo fatti della stessa materia di cui sono fatti i 5 stelle


figurate se i cinesi sono contenti che gli usa si impiccino dei cazzi della corea che sta appiccicata alla Cina e distante 10.000km dagli usa....Originariamente Scritto da audace12
![]()
Per l'urss la Corea è un alleato tradizionale,
ambedue preferiscono la loro presenza in Iran al posto degli usa,
mentre sono stati esclusi dall'iraq a solo vantaggio usa...
Ricordiamoci della crisi dei missili cubani del 62 fra usa e urss, tanta tensione e non successe un cazzo, se non un rafforzamento di usa e urss...
Mi pare che i missili della filosovietica corea minaccino più la Cina, la quale potrebbe polverizzare la Cd N in pochi minuti, specie con l'aiuto della Corea del sud, ancora meglio col giappone.
Conclusione, la CdN farà tutto ciò che Cina e CdS le chiedono,
quindi bushe non è alla CdN che deve rivolgersi, ma ai suoi potenti vicini.
Se dotarsi di atomiche e missili balistici(ma pare che la CdN non abbia ancora l'atomica, ke ci mettono sul missile?) è così facile, per chè il ben più ricco iraq non lo fece prima di attaccare?
Addio Tomàs
siamo fatti della stessa materia di cui sono fatti i 5 stelle