COSA DICEVA FIDEL CASTRO:
Trincee di idee furono più potenti delle trincee di pietra.
Fidel Castro, dalla prefazione
Analisi del testo "La Storia mi assolverà" di Fidel Castro.[con confronti]
La Storia mi assolverà è il titolo del lungo discorso di autodifesa pronunciato da Fidel Castro il 16 ottobre 1953, durante il processo tenuto a Santiago di Cuba contro gli accusati di aver partecipato all'assalto delle caserme Moncada e Carlos Manuel de Cespedes il 26 luglio dello stesso anno.
Innanzitutto è quanto meno singolare che nel testo di 108 pagine mai si pronuncia la parola COMUNISMO, mai la parola MARXISMO, mai MARX, mai LENIN, mai PROLETARIATO, mai uno dei leader del comunismo mondiale.
Molto frequente è l'uso della parola PATRIA
["comuni interessi del proletariato tutto intero, che sono appunto indipendenti dalla nazione" "Gli operai non hanno patria" K.Marx-F.Engels, Manifesto del partito comunista].
I riferimento culturali di Castro, oltre a quelli specificatamente giuridici (Castro era un avvocato) sono solo i padri dell'indipendenza cubana: "Cespedes, Agramonte, Maceo, Gomez, Mariti furono i primi nomi che si impressero nella nostra mente".
pag. 23:"Si, siamo venuti a combattere per la libertà di Cuba e non ci pentiamo di averlo fatto"
pag. 29:"Se voi nei vostri animi resta un palpito d'amore per la patria, di amore per l'umanità, di amore per la giustizia, ascoltatemi con attenzione"
pag. 32: "Tutti avevamo l'istruzione molto precisa di essere prima di tutto, umani nella lotta"
"il PM (...) ebbe il senso di giustizia di riconoscere (...) l'altissimo senso di nobiltà che osservammo nella lotta"
["Solo le guerra rivoluzionaria, è per Lenin, vera guerra, perchè nasce dall'inimicizia assoluta" Carl Schmitt, La teoria del partigiano]
pag. 35: "Con dieci uomini soltanto io avrei potuto prendere un emittente radiofonica e incitare il popolo alla lotta. delle sue disponibilità di spirito non era possibile dubitare (...) e non volli farne uso malgrado la nostra situazione fosse disperata"
["Nella nostra guerriglia la popolazione armata e la guerriglia partigiana da un lato e l'Armata Rossa dall'altro si possono paragonare alle due braccia di un uomo: (...) la morale è quella della nazione in armi" Mao Tse Tung]
pag. 36: "andare uniti verso l'unico ideale bello e per il quale sia degno sacrificare la vita, che è la grandezza e la felicità della Patria"
["Lavoriamo tutti con spirito fervido e con cuore alacre per il trionfo per le maggiori fortune della Patria" Benito Mussolini]
pag. 41: "Nessuna arma, nessuna forza è capace di vincere su un popolo che si decida a lottare per i propri diritti"
["l'usura ed il pugno noi vincerem" Compagnia dell'Anello, Il domani appartiene a noi]
pag. 43: "Così lottano i popoli quando vogliono conquistare la loro libertà: lanciano pietre contro gli aerei e capovolgono i carri armati!"
[vedi Trieste, 5-6 novembre 1953]
pag. 43: "Ho detto che la seconda ragione sulla quale si basava la nostra possibilità di successo era di ordine sociale"
["Ve un solo modo di raggiungere le mete sociali: combattere, lavorare, vincere" Manifesto programmatico della Repubblica Sociale Italiana]
pag. 44 "La condizione primaria della sincerità e della buona fede in un proposito è di fare , appunto, quello che nessuno fa , vale a dire, di parlare con tutta franchezza e senza paura."
"i rivoluzionari devono proclamare le loro idee coraggiosamente, definire i loro principi esprimere le loro intenzioni perchè non si inganni nessuno, né amici né nemici."
["La menzogna non è soltanto un mezzo che è permesso utilizzare, ma è il mezzo più provato della lotta bolscevica" Vladimir Lenin
"Una menzogna in bocca a un comunista è una verità rivoluzionaria" Antonio Gramsci]
pag. 46-47: in queste due pagine compaiono le 5 leggi rivoluzionarie che sarebbero state proclamate dopo la presa della Moncada. Le riassumo brevemente:
1-restituire al popolo la "sovranità nazionale" e proclamare "la costituzione del 1940 quale vera legge suprema dello Stato"
2-concedere "la proprietà incofiscabile e inalienabile della terra a tutti i coloni, i subcoloni, i fittavoli, i mezzadrie gli abusivi che occupassero appezzamenti di cinque caballerias o meno di terra"
["La rivoluzione comunistica è la più radicale rottura con tutti i tradizionali rapporti di proprietà" K.Marx-F.Engels, Manifesto del partito comunista].
3-accordare "agli operai e agli impiegati il diritto di partecipare al trenta percento degli utili in tutte le grandi imprese industriali"
["In ogni azienda le rappresentanze dei tecnici e degli operai coopereranno (...) all'equa ripartizione degli utili"Manifesto programmatico della Repubblica Sociale Italiana]
4-accordare "a tutti i coloni il diritto di partecipare agli utili della raccolta della canna da zucchero"
[vedi sopra]
5-ordinare "la confisca dei beni di tutti coloro che avevano commesso peculato con tutti i governi e dei loro aventi causa"
["Quando dunque la proprietà non viene usata in modo utile per la società e per la Nazione, lo Stato ha il diritto di intervenire" Roberto Farinacci]
pag. 48: "Lo Stato può usare tutti i mezzi alla sua portata per fornire un'occupazione a chiunque ne sia privo e per assicurare a ogni lavoratore manuale o intellettuale un'esistenza decorosa."
pag. 49: "Si esporta zucchero per importare caramelle, si esporta cuoi per importare scarpe, si esporta ferro per importare aratri..."
["Non meno che in quello delle persone, nell'ambito delle nazioni uno dei beni maggiori è la libertà, l'autonomia.(...)Si sa che il concetto di autarchia proviene dall'antichità classica, dalle scuole stoiche, ove esso vale come un imperativo dell'etica dell'indipendenza e dell'autosovranità." Julius Evola]
pag. 50: "Altrettanto grave o peggiore è la tragedia della casa"
["Quello della casa non è solo un diritto di proprietà, è anche un diritto alla proprietà" Manifesto programmatico della Repubblica Sociale Italiana]
pag. 54: "Favorire le famiglie numerose"
pag. 56: "Cuba potrebbe ospitare splendidamente una popolazione tre volte maggiore"
["Il numero è potenza" Benito Mussolini]
pag. 56: citazione di Martì: "Il vero uomo non guarda da quale parte si vive meglio, ma da quale parte si trova il dovere"
["La grande parola che il Fascismo ha detto agli Italiani è questa: non v'è diritto senza che prima sia compiuto un dovere" Benito Mussolini]
pag. 67: citazione di Haydee Santamaria (vedova di un caduto): "Lui non è morto, perchè morire per la Patria è vivere"
["...per noi fascisti morire non è morire, quando si muore per l'Italia" Benito Mussolini]
pag. 76: citata una poesia di Martì:
...quando si muore
In braccio alla Patria grata,
La morte cessa, la prigione si rompe:
Cominci, alfine, con il morir, la vita!
pag. 92:"Il diritto di ribellarsi al dispotismo, signori magistrati, è stato riconosciuto, fin dall'antichità più remota a tutt'oggi, da uomini di qualsiasi dottrina, di qualsiasi idea, di qualsiasi credo"
pag. 97: "Siamo cubani e l'essere cubani implica un dovere, non adempire a esso è un crimine ed un tradimento. Siamo orgogliosi della storia e della nostra patria, l'apprendemmo a scuola e siamo cresciuti sentendo parlare di libertà, di giustizia e di diritti. Ci insegnarono ben presto a venerare l'esempio glorioso dei nostri eroi e dei nostri martiri"
pag. 98: "Ci insegnarono ad amare e a difendere la bella bandiera dalla stella solitaria e a cantare ogni giorno un inno i cui versi dicono che vivere in catene è come vivere sommersi dal disonore e dalla vergogna e che morie per la Patria è vivere"
pag. 99: "Condannatemi, non importa, la storia mi assolverà"
["Brasillach disse una cosa sola: ogni possibile difesa, tranne la viltà. Chiarire tutto, rispondere a tutto e di tutto, ma non rinnegare nulla" tratto da Giorgio Almirante, Robert Brasillach
"La Storia mi darà ragione"Benito Mussolini
"Tiochfaid ar là" "Il domani appartiene a noi”]
"In un modo o nell'altro, lo abbiamo amato tutti, Fidel. Posso testimoniarlo appieno, personalmente, perché allora io ero un ragazzo che militava nelle formazioni dell'estrema destra: e, contro il parere dei nostri padri e dei nostri fratelli maggiori per i quali era solo un "comunista", anche noi andavamo pazzi per lui. Era l'uomo della politica tradotta nelle dimensioni della generosità e dell'avventura… Fidel, allievo dei gesuiti, giovane cattolico irrequieto che leggeva Bernanos e si ispirava ai primi eroici e puri falangisti spagnoli, quelli sacrificati dalla furia repubblicana e dal cinismo di Franco, quel Fidel ci piaceva, ci incantava."
Franco Cardini
"Castro è un promotore della liberazione. Egli si è dovuto appoggiare ad un imperialismo perché la vicinanza dell’altro imperialismo minacciava di schiacciarlo. Ma l’obiettivo dei Cubani è la liberazione dei popoli dell’America Latina. Essi non hanno altra intenzione se non quella di costituire una testa di ponte per la liberazione dei paesi continentali. Che Guevara è un simbolo di questa liberazione. Egli è stato grande perché ha servito una grande causa, finché ha finito per incarnarla. È l’uomo di un ideale"
Juan Domingo Peròn


Rispondi Citando




