La partita è ancora aperta. Forse apertissima. A pochi giorni dal referendum costituzionale sulla riforma voluta dalla Casa delle Libertà, i sostenitori del 'sì' trovano motivi di speranza. In base alle indiscrezioni raccolte da Affari tra le principali segreterie dei partiti, negli ultimi giorni si registra un incremento della probabile affluenza alle urne, che a questo punto domenica e lunedì potrebbe anche avvicinarsi, se non raggiungere, la soglia del 50%. E a detta degli esperti di sondaggi, una maggiore partecipazione al voto favorirebbe il fronte del 'sì', perché starebbe a significare che la mobilitazione e l'impegno profuso dal Centrodestra riesce a fare breccia in quella parte dell'elettorato che lo scorso 9-10 aprile ha votato Casa delle Libertà.
Attualmente il 'no' alla devolution e alla riforma della seconda parte della Costituzione appare in vantaggio di 3-4 punti. Un margine però troppo esiguo per consentire al governo e al Centrosinistra di cantare vittoria. Tanto che nella sede di Forza Italia si parla chiaramente di un 30-40% di possibilità di vincere la sfida referendaria. La maggior consapevolezza da parte degli elettori di Centrodestra è legata a doppio filo alla strategia di Berlusconi.La decisione di politicizzare il voto del 25-26 giugno da parte del Cavaliere pare aver fatto breccia in molti cittadini moderati, in particolare in quel bacino del 24% circa che alle Politiche ha scelto gli azzurri. Insomma, in secondo piano il federalismo, il premierato forte e lo specifico delle modifiche costituzionali: la CdL punta sulla spallata al governo, sulla partita di ritorno e sull'occasione ghiotta di prendersi una rivincita nei confronti di Prodi e dell'Unione.
Non a caso - fanno sapere da entrambi gli schieramenti - la stima sull'affluenza alle urne è maggiore, addirittura oltre il 60%, in Lombardia e in Veneto. Ovvero proprio nelle regioni dove il Centrodestra ha vinto con ampio margine in aprile. E, naturalmente, dove la presenza e la forza del Carroccio sono più evidenti. Anche in Sicilia, però, grazie all'apporto dell'Mpa di Lombardo, alleato con la Lega alle Politiche, il 'sì' alla riforma viaggia attorno al 50%. Il 'no' sembra invece prevalere nelle altre aree del Mezzogiorno, ma con una partecipazione molto bassa, e, ovviamente nelle storiche regioni rosse. Insomma, la sfida vede in vantaggio il fronte contrario alla devolution, ma il 'sì' può ancora farcela.(http://canali.libero.it/affaritalian...endum2106.html) Sono molto d'accordo con questo articolo.La mia fiducia aumenta: speriamo!![]()




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