
Originariamente Scritto da
stuart mill
a una replica così idiota, intrisa di sinistrismo ed egualitarismo, non si dovrebbe rispondere, ma oggi sono particolarmente buono:
1)la casta non la deciderei io, ma la mia nascita. Poi è previsto che se una persona ha qualità migliori rispetto alla casta, salga, altrimenti scenda o resti in quella.
2)sinceramente preferirei essere fra gli ultimi in un simile sistema politico, che uno dei primi in questo sistema
3)un tale sistema, si basa sui tre guna (elementi costituenti)che agiscono su ogni essere: sattwa(virtù), rajas(passione) e tamas (ignoranza):
un bramhana (sacerdote/letterato) è stoo l'influenza principale del primo e secondariamente del secondo, uno kshatrya (guerriero/amministratore) viceversa, un vasya (mercante/contadino) principalmente del rajas e secondariamente del tamas, un sudra (servo) viceversa. Quindi, su tali basi, chi è portato per l'azione, è dominato dalla passione pur avendo virtù, sarebbe assurdo farlo sacerdote, specie sannyasin (rinunciatario, un pò come i monaci itineranti), non sarebbe la sua natura (come dice Krishna: meglio fallire, seguendo il propro dharma, che seguire ottimamente quello degli altri), così come assurdo sarebbe mettere qualcuno dominato dall'ignoranza, a insegnare (bramhana) o a combattere, senza essere capaci, o ad amministrare. per un sannyasn, uno che possiede solo il proprio vestito, pur essendo la prima casta (poi le caste si suddividono a loro volta) non avrebbe senso fare il mercante, dato che lui non può gestire denaro, mentere il mercante DEVE gestirlo