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    35 - Storia Della Consulta Dei Senatori Del Regno

    Dal sito del MMI

    STORIA DELLA CONSULTA DEI SENATORI DEL REGNO

    Il Senato del Regno fu soppresso dall'Assemblea Costituente alla vigilia dell'entrata in vigore della Costituzione Repubblicana il 1° gennaio 1948.

    La rinascita del Senato, come Associazione Privata, avvenne nel 1955 a seguito del proclama di Re Umberto II che, il 13 giugno 1946, affermò l'illegittimità dell'istituzione della Repubblica e che si considerò sempre come un Sovrano non abdicatario, allorché Egli inviò ai Senatori del Regno un messaggio invitandoli a riprendere la loro attività sotto forma “consultiva” verso la Nazione.

    Doveva rappresentare una sorta di “antenna” del Sovrano in Italia.
    A questo messaggio aderirono quasi tutti i Senatori del disciolto Senato che si costituirono in associazione (Gruppo Vitalizio dei Senatori del Regno) nominando Presidente il Sen. Adolfo Giaquinto.

    Il 3 febbraio 1955 si riunirono in assemblea 92 Senatori del Regno ai quali il Sovrano inviò un messaggio letto dal Ministro della Real Casa Falcone Lucifero.

    Il 18 ottobre 1958 l’U.M.I. (Unione Monarchica Italiana), che riuniva personalità di tutti i partiti di sentimenti monarchici (democristiani, liberali e socialdemocratici), decise di costituire nel proprio seno, una Consulta Monarchica composta da membri a vita, i quali dovevano avere i requisiti previsti dall'art. 33 dello Statuto del Regno, così come i Senatori a vita del Senato Monarchico.

    Poiché per legge di natura i Senatori del Regno originari andavano scomparendo, l’11 novembre 1965 i due gruppi, Gruppo Vitalizio dei Senatori del Regno, costituiti in associazione, ed i membri della Consulta Monarchica, si fusero in un unico corpo vitalizio che fu denominato “Consulta dei Senatori del Regno”.

    Questa decisione fu immediatamente approvata da Re Umberto II.

    Per la nomina dei componenti, si procedeva con il concetto della “cooptazione”.

    Le prime nomine furono di altissimo prestigio: l’economista Alberto De Stefani, il giurista Alfredo de Marsico, l'Ambasciatore Raffaele Guariglia, tra altri.
    Successivamente, furono inclusi, come membri di diritto, i Cavalieri della SS. Annunziata.

    Il 20 maggio 1972 furono stabilite le procedure per l’ammissione che, in sintesi, prevedevano la proposta di candidatura da parte del Presidente, con l’indicazione di una delle 21 categorie dello Statuto Albertino nelle quali rientrasse il candidato, la delibera del Consiglio di Presidenza, poi dell’Assemblea con l'alto assenso del Capo di Casa Savoia.

    Il 4 gennaio1993, Presidente della Consulta l’On. Covelli, S.A.R. il Principe Vittorio Emanuele di Savoia, dopo un periodo, di riorganizzazione affidato al Conte Avv. Carlo d’Amelio, decise di riempire di nuovi contenuti l’attività della Consulta, riorganizzando meglio le procedure di ammissione e di cooptazione, affermando la necessità della Sua approvazione per la cooptazione dei nuovi membri e avocando alla Sua Persona la nomina dei Presidenti e Vicepresidenti.

    Dopo la nomina alla presidenza del Duca di Santaseverina (Collare della SS. Annunziata) in sostituzione dell’On. Covelli, nel 1999 il Capo di Casa Savoia istituì un “Gruppo di lavoro” con il compito di analizzare l’operato e proporre idee per il futuro.

    Il gruppo consegnò al Principe il suo rapporto nel Novembre 1999, proponendo tra l’altro l’istituzione di “Commissioni” per agevolare il lavoro informativo e per assegnare allla testa delle varie commissioni, persone competenti di grande prestigio ed alta caratura, nonché la pubblicazione del bollettino mensile che esisteva fino al 1981, sotto la presidenza del Prof. Paratore.

    Nell'anno 2001, il Capo di Casa Savoia ritenne opportuno, in seguito al suggerimento di un suo consigliere personale, un ulteriore affinamento delle attività istituzionali determinandosi ad un periodo di “sospensione” dell'Istituzione allo scopo di rinnovare i compiti della stessa ed il rinnovo delle cariche.

    Nel Maggio 2002 il Consultore Boetti-Villanis informò tutti i Consultori che erano membri di diritto della Consulta, creata in seno all’Istituto della Reale Casa di Savoia (Associazione che esiste tuttora sulla carta ma che al momento non ha più attività).

    Giova ricordare che per tutti i Consultori vige il principio ed il giuramento di lealtà e fedeltà al Capo di Casa Savoia, rappresentato da S.A.R. il Principe Vittorio Emanuele.

    Successivamente S.A.R. il Principe Vittorio Emanuele chiese la chiusura dell’ente, chiusura che non avvenne poiché i membri sono a vita, venne quindi messa in uno stato di sospensione.

    Immediatamente il gruppo di consultori che sostenevano il ramo Aosta, circa nove persone, si riunì e costituì un’associazione nominata Consulta dei Senatori del Regno in cui entrarono 9 dei 60 membri esistenti nella autentica Consulta. Nominò Presidente il Prof. Aldo Mola.

    Il 12 agosto 2002 moriva il Presidente della vera consulta, Duca di Santaseverina che, su richiesta del Principe Vittorio Emanuele, depositò tutto all'Archivio Centrale dello Stato.

    Il Principe Vittorio Emanuele nominò un nuovo Presidente nella persona del Barone di Culcasi, Prof. Emmanuele Emanuele.

    Il 27 giugno 2003, tre mesi dopo il ritorno in Patria, si riunì un’assemblea dei consultori nell’ufficio di del Barone Emanuele; presenti personalmente, o per delega, la maggioranza dei 51 membri (compresi i nove che avevano dato vita all’Associazione Consulta).

    Questa riunione fu il frutto del lavoro congiunto del Presidente Barone Emanuele, del grande sforzo organizzativo del Segretario Nazionale Dr. Domenico Jannetta e del Vice Presidente Dr. Sergio Pellecchi, dimostrò che la Consulta autentica non era morta poiché mai nessun atto di cessazione delle attività e scioglimento era stato firmato dai 51 membri.

    Ecco la situazione, l’Associazione Consulta dei Sentori del Regno è nata solo nel 2002 e non è in alcun modo legata alla Consulta dei Senatori del Regno benedetta da S.M. il Re Umberto II nel 1965. E’ stato usato un nome per trarre in inganno le persone in buona fede.

    Gli atti sono presso l’Archivio di Stato di Roma e sono consultabili,
    Filippo Bruno di Tornaforte

  2. #2
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    Va bene, ma la Consulta dei Senatori del Regno, nel 1955, venne ideata con una struttura "autogovernativa" per fare in modo che essa potesse essere perfettamente indipendente da tutto e da tutti, anche dal Re, dal Capo di Casa Savoia o dal sedicente tale. Vittorio Emanuele, dunque, non aveva alcun potere per scioglierla o per sospenderla. E poi, nel testo si parla di persone "innominabili", gente che da quando è morto Umberto II ha arrecato solo danno all'immagine della Monarchia...

  3. #3
    Zarskoeselo
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    l'essere indipendente non la mette assolutamente in condizione di deporre il Sovrano. Non ne ha alcun titolo. E non era certo creata per essere indipendente dal Re, ma per mantenere vivi i valori che Esso incarnava. Quanto agli innominabili, sono giudizi tuoi.
    Grazie Eolo.

  4. #4
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    Sì, ma Vittorio Emanuele non è un Sovrano, e la Consulta ha solo chiarito che non è lui il Capo di Casa Savoia...

  5. #5
    Zarskoeselo
    Ospite

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    Citazione Originariamente Scritto da Serendipity
    Sì, ma Vittorio Emanuele non è un Sovrano, e la Consulta ha solo chiarito che non è lui il Capo di Casa Savoia...
    E' inutile che dici "chiarito" invece di deposto. Da qualunque parte la guardi è sempre lo stesso. Il Fatto è che la Consulta, tre anni fa come oggi ha DEPOSTO illegalmente Vittorio Emanuele che non è Sovrano ma è comunque Capo della Casa. Ancor meno questo può fare, e cioè, entrare nei meccanismi di una famiglia reale. Sia essa regnante o meno. Non ha alcun diritto di indicare il capo della casa, come non ha alcun diritto di intervenire nella successione. Capo della Casa è il figlio del Re. Il figlio di un Re che mai abdicò è Vittorio Emanuele. Chiaro e semplice come l'acqua.
    Dopo se tu , Mola o chiunque altro volete vedere in Bocassa I, Amedeo d'Aosta, Ligabue o la Regina Elisabetta come continuatori della tradizione monarchica italiana, liberi di farlo; ma non ha alcun valore legale.

  6. #6
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    Bene, allora usiamo il verbo che utilizzi tu... La Consulta ha DEPOSTO una persona impresentabile, uno che vuole essere Re e che dice che i sardi "puzzano e si fanno le capre", uno che da anni è nella serie A dei gaffeur... Ma che Sovrano sarebbe uno così?!

  7. #7
    Zarskoeselo
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    Io non entro nel merito della del valore dei personaggi in questione - ma la Consulta non ha alcun titolo di deporre alcuno, neppure uno che sodomizza le capre. Quanto alle gaffes, tre quarti sono state inventate. Il resto, fanno capo anche all'irresponsabilità di chi doveva aver cura del Principe e della sua immagine anziché volerlo divorare o maneggiarlo come una marionetta.

  8. #8
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    davvero strano Zarsko....

    anche stavolta quoto...

  9. #9
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    Io l'unico danno che vedo è che la famiglia reale non è unita. E il Duca d'Aosta non aiuta affatto.

  10. #10
    Sono ateo! grazie a Dio Bunel
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    Qui a Roma si dice che le chiacchiere stanno a zero, nel senso che non servono a niente. Continueremo una parte a dire che l'atto di questa Consulta è legittimo e un'altra parte a dire che non lo è e quindi non ha alcun valore.

    Ci siamo ri-divisi fra Vittoriani e Aostiani, questo non va bene, ma la colpa, Zarkojeselo, non è solo di Amedeo Duca D'Aosta.

    Ci auguriamo tutti che Vittorio Emanuele lasci in favore del figlio ed erede e che questi riesca a coagulare di nuovo i consensi come ha già fatto qualche anno fa quando lo stesso problema s'era proposto negli stessi termini.

    Nel frattempo aspettiamo. Tutti

    Il partito di Alternativa Monarchica ha dato un interessante parere, in proposito, che ho pubblicato qui:

    http://www.politicaonline.net/forum/...d.php?t=270658
    lupocattivo

 

 
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