(ANSA) - BOLOGNA, 25 GIU - Ennesimo rinvio fra organizzatori e prefettura per la definizione dei dettagli della Street rave parade. All'incontro di oggi per la parata antiproibizionista in programma sabato a Bologna hanno partecipato anche il sindaco Cofferati, il parlamentare del Prc Caruso e le forze dell'ordine. Rimarrebbero ancora da limare alcuni punti. Domani alle 11 nuovo incontro che dovrebbe essere quello della definizione dell'accordo. KTR (Riproduzione Riservata)
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Rave party: l'80% di chi vi partecipa si ubriaca almeno una volta a settimana; su un'età media di 24 anni, tutti usano droghe da 8 anni; il 50% ha avuto problemi a causa della droga. I dati dell'Osservatorio epidemiologico di Bologna.
BOLOGNA - Quasi l'80% si ubriaca almeno una volta alla settimana. A un’età media di 24 anni, tutti hanno dichiarato di usare droghe da circa 8 anni. Il 50% ha avuto problemi, negli ultimi tre anni, a causa del consumo di droghe. I dati arrivano dall’Osservatorio epidemiologico metropolitano dell’Azienda Usl di Bologna, che ha condotto una ricerca sul “popolo” dei raver, in occasione dello Street Rave Parade dello scorso 21 giugno. Le interviste ai giovani – in tutto 375 - sono state raccolte durante i giorni della manifestazione, in collaborazione con il centro sociale Livello 57 che ogni anno organizza la parata antiproibizionista: “si tratta quindi – precisano dall’Osservatorio – di un campione del tutto particolare, e non rappresentativo dell’intero mondo giovanile né dei consumatori occasionali”. Il campione è formato da una minoranza di ragazze (33,9%), mentre l’età media è di 24,2 anni, la metà dei ragazzi non abita in provincia di Bologna, il 7,5% è straniero e il 61% lavora.
La principale riflessione emersa, analizzando i dati, è che il raver mescola alcol e sostanze in maniera “acritica”, e negli ultimi tre anni ha avuto problemi (arresti, denunce, ricoveri, incidenti), legati al consumo di queste sostanze. Un consumo “acritico”, sottolineano dall’Osservatorio, perché nella maggior parte dei casi regna l’ignoranza sugli effetti di ciò che si assume. “Se si guarda alle droghe che vengono consumate in relazione all’età – spiegano i ricercatori - sembra che vi sia una ricerca dei diversi effetti delle sostanze: si comincia dai cannabinoidi, a 15 anni, e nel giro di cinque anni si passa a sperimentare sostanze che danno allucinazioni (Lsd, funghi, salvia divinorum), fino ad arrivare a sostanze che aumentano le performance psicofisiche (anfetamina, cocaina), per finire a sostanze che alterano o hanno effetti sedativi (alcol, oppio, eroina e morfina, per esempio)”. I ragazzi, poi, comprano e assumono sostanze di cui non sanno nulla, che associano ad alcol o a psicofarmaci, oppure usano droghe per contrastare o amplificare gli effetti di altre droghe. Ed è proprio la curiosità, secondo la ricerca, a spiegare il fenomeno del policonsumo: se infatti il 30% degli intervistati si ferma all’uso dei cannabinoidi, il 15% aggiunge allo spinello un’altra sostanza e il 55% più di una sostanza. I profili più preoccupanti sono quelli di chi mischia alcol e droga, consuma più sostanze, è inesperto e mosso dalla “voglia di provare”. La dimensione dell’abuso tra i giovani, e soprattutto le modalità e i significati attribuiti all’esperienza del consumo (curiosità, divertimento, socializzazione) non consentono più di considerare l’abuso di droghe un comportamento esclusivamente deviante, ma inducono a vederlo come parte dello scenario della società giovanile.


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