1982, papa polacco: ai mondiali, in semifinale l'Italia batte la Polonia 2-0 e poi vince il titolo.
2006, papa tedesco: ai mondiali, in semifinale l'Italia batte la Germania 2-0.
Santi subito?
(Luciano Comida)
www.italialaica.it


1982, papa polacco: ai mondiali, in semifinale l'Italia batte la Polonia 2-0 e poi vince il titolo.
2006, papa tedesco: ai mondiali, in semifinale l'Italia batte la Germania 2-0.
Santi subito?
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Anche la cabala con l'Italia
Papa, Rolling Stones e i conti tornano
Non solo questioni di tecnica o di tattica saranno esaminate nel tentativo di trovare il modo di battere la Francia nella finale di Berlino. Ciò che induce l'Italia all'ottimismo è anche la cabala e le tante analogie con il cammino trionfale dell'82 tra le quali il Papa, allora era polacco e battemmo la Polonia in semifinale, ora è tedesco; e i Rolling Stones che furono a Torino l'11 luglio ed ora a saranno a Milano.
Ci si fa forza in tutti i modi, non solo ci si appiglia al talento di Totti, alla qualità di Del Piero, alla freddezza di Toni o Gilardino, alla grinta di Gattuso, le questioni di campo per ora vanno bene e di questo si è consapevoli e pienamente fiduciosi. Ma il timore per essere giunti ad un passo dal traguardo e non riuscire a tagliarlo per primi incombe, non foss'altro perchè ci sarà la Francia di fronte nella finale di Berlino, la nostra bestia nera, che puntualmente riesce a beffarci nelle occasioni importanti. Ed allora dicevamo ci si fa forza in tutti i modi andando a scomodare la cabala e a scovare analogie sconcertanti con il cammino trionfale dell'82, per essere più tranquilli, per controllare che tutto sia in ordine, perchè siamo fatti così.
Ed allora emergono numeri ed affinità che sembrano dover necessariamente portare all'obiettivo. Come nell'anno trionfale, si partì con lo scetticismo generale su una nazionale che, travolta dallo scandalo calcio, aveva da ripulirsi la faccia. Il nervosismo di Lippi come quello di Bearzot è storia che si ripete, come quando Gentile si fece crescere i baffi e non se li tagliò; a Duisburg c'è Oddo che taglia i capelli. E come se non bastasse, Zaccardo fu come Collovati: autogol alla seconda partita, primo gol incassato dall'Italia, ora è anche l'unico. E poi la storia che si ripete attraverso numeri ed affini: il 12 come gli anni di intervallo tra una finale e l'altra dell'Italia, così fu nel '70, nell''82, nel '94 e ora nel 2006 con un'alternanza sistematica di sconfitta e vittoria, l'ultima fu una sconfitta, per la legge dei grandi numeri dovrebbe essere vittoria proprio a Berlino.
E poi le coincidenze che sembrano avere davvero quell'alone di mistero dei fenomeni inspiegabili, dei segni del destino: nell''82 il papa era polacco, Wojtyla e battemmo la Polonia in semifinale, ora con Ratzinger abbiamo battuto la Germania e sempre per 2-0. E tanto per mescolare sacro e profano, come allora, l'11 luglio i Rolling Stones si esibirono in Italia, a Torino, ed esattamente 24 anni dopo (multiplo di 12) saranno a Milano. E poi le semifinaliste: in Spagna erano tutte europee e tre sono le stesse di oggi (Italia, Francia, Germania), mentre la quarta fu la Polonia che inizia per Po come Portogallo. C'era il Brasile degli extra-terresti crollato miseramente come l'Argentina, c'era Martellini, oggi ci sono Caressa o Civoli. La storia si ripete è vero e da buoni e superstiziosi italiani, per quanto lo si voglia negare, diciamo "non è vero, ma noi ci crediamo".
tgcom 6/7/2006