Di fronte al decreto sulle liberalizzazioni ideato dal ministro Bersani mi tornano in mente le ricette di Berlusconi. "L'Italia spende troppo in medicinali, compratene meno". Questo il bonario consiglio, divulgato con 16 milioni di opuscoli inviati a nostre spese, per alleggerire le tasche degli italiani e dello Stato.
Oggi il governo Prodi gli ride in faccia. Con una mossa che apre il mercato dei farmaci da banco, prende tre piccioni con una fava: stronca l'odioso monopolio delle farmacie su una fetta di medicinali di largo consumo, favorisce la concorrenza e la ripresa di un segmento dell'economia, innesca un forte abbassamento dei prezzi. Il tutto senza togliere un soldo agli italiani, che per leggere in carta patinata lo stupidario del Cavaliere, qualche centesimo dalle tasche l'hanno dovuto cacciare.
Ecco i fatti concreti dei "comunisti che seminano morte e miseria" contro il dilettantismo e le pagliacciate da quattro soldi di un sedicente liberale (da strapazzo). Ecco la differenza che passa tra il ghe pensi mi e l'impegno serio e competente.




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