Il fascismo è stata una moderna dittatura giacobina


Il fascismo è stata una moderna dittatura giacobina
Originariamente Scritto da Saloth Sâr
Pseudo-rivoluzionario? Mah, sta li a combattere...se fossero tutti pseudo-rivoluzionari com lui!
Il testo non lo ho letto, provvederò al più presto.
Però ti consiglio Marcos.La dignità ribelle. Illuminante!
Non esageriamo...Originariamente Scritto da Wolf 86
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forse ti contraddici?Originariamente Scritto da kalashnikov47
Bravo Saloth!Originariamente Scritto da Saloth Sâr
Tratte dal libro:Marcos. La dignità ribelle.
Conversazioni con il subcomandante Marcos di Igancio Ramonet , edizioni Asterios, Trieste,2001
Non è più una potenza imperialista, nel significato classico del termine, che domina il resto del mondo, ma è un nuovo potere che si impone, un potere sovranazionale, il potere del capitale finanziario.
L'avversario principale della globalizzazione è lo stato-nazione e, più specificamente, sono tutte quelle decisioni dello stato-nazione in grado di elevare delle barriere, degli ostacoli che impediscano la libera circolazione del denaro.
Non penso soltanto ai diritti doganali, ma a misure in grado di limitare la libertà dei flussi finanziari, come il controllo delle transazioni finanziarie, o a misure di carattere protezionistico volte a proteggere le industrie e le imprese nazionali.
E' evidente a tutti che, nel suo furore egemonico, la globalizzazione si appropria di elementi culturali e pretende di omogeneizzare culturalmente il mondo. In base a cosa, fino ad oggi, si giudica una società, una civiltà? In base ai cuoi criteri di bellezza, di creatività, di saggezza, di etica, di giustizia, di morale, di onesta…
Ma ormai, purtroppo i valori del mercato- il rendimento, il profitto, l'efficienza- s'impongo dovunque e rimpiazzano tutto il resto.
Vogliamo far parte del Messico, ma senza perdere le nostre specificità, senza essere costretti a rinunciare alla nostra cultura: in breve, senza cessare di essere indigeni.Le regole del mercato eliminano quella parte dell'umanità la cui modernizzazione non rappresenta un investimento redditizio, come è appunto il caso della popolazione indigena di tutta l'America Latina.
Tra gli esempi di resistenza (…)mi riferisco (…) anche al bilancio partecipativo, cioè a un'iniziativa che prevede un meccanismo molto singolare e profondamente democratico di amministrare una comunità.
(…)il tradizionale limite della sinistra, che in genere dice soltanto no, non e no, ma non propone nulla e non offre alternative.
Non vogliamo trasformarci in soggetti il cui valore sulla scala sociale sarebbe determinato soltanto dal potere d'acquisto e dalla capacità di produzione.
L'EZLN è organizzato come un esercito e rispetta tutte le leggi internzionali per essere riconosciuto come tale.
L'EZLN dispone di armi, ha una gerarchia e una disciplina di tipo militare, ma non pratica il terrorismo e non ha mai compiuto attentati.
Per essere felici basta soltanto veder chiaro e lottare. Si può allora decidere anche di assaltare il cielo.
L'EZLN è un movimento insurrezionale senza un'ideologia precisamente definita. Non si inquadra in nessuna delle categorie politiche classiche: marxismo, leninismo, socialcomunismo, castrismo, guevarismo, ecc..
I veri criminali di oggi, quelli che controllano davvero il traffico di droga, portano la cravatta, si vestono da Armani e lavorano in uffici arredati da illustri designer in palazzi firmati dai più grandi architetti.
Si vuole che la gente rinneghi le proprie peculiarità, il colore della pelle, l'origine o il paese in cui e nata. Si vuole far capire alla gente che essere nati così, con quel dato colore o in quel dato posto è una colpa. E che per questo si deve essere puniti.Noi vogliamo che lo stato ammetta che il Messico è costituito da popoli diversi.
Che i popoli indigeni possiedano la loro propria organizzazione politica, sociale ed economica. E che intrattengano una relazione forte con la loro terra, la loro comunità, le loro radici e la loro storia.
IO, MARCOS
Il nuovo Zapata racconta
La commercializzazione della mia immagine mi diverte, mi fa ridere. Ai compagni certe cose danno fastidio, per me è indifferente, non mi cambia di una vrgola, non ci guadagno niente, non ho il copyright della mia immagine, nè tantomeno mi passano una percentuale o cose del genere.
Durante le trattative, dopo l'omicidio del candidato alla prsidenza Colosio, era saltata fuori la storia che io fossi gay. "Ecco", mi dicevano, "ormai hanno scritto che sei gay, devi fare qualcosa perchè smettano". "Perchè", ho risposto io, "visto che già si stanno organizzando brigate di donne per riabilitarmi".
Per i compagni l'argomento più importante, e di fatto il detonatore della nostra guerra, è il rispetto per le comunità indigene, per le loro forme di governo, i loro sistemi di amministrare la giustizia, la loro cultura, così come la lotta contro le discriminazioni, e le gravi condizioni oggettive in cui vivono.
Gli indios non dimenticano mai i loro morti: i vivi continueranno a conservarne la memoria e a proteggerli. Anche i morti si inacricano di proteggere i vivi.
Il referente della resistenza dei compagni sta nei loro morti. Per esempio, ciò che la montagna significa per i compagni è che lassù riposano i loro morti.
Quando commettono adulterio vengono multati, devono pagare una multa al marito, in queste cose sono molto rigidi.
Quando siamo scesi dlle montagne portando in spalla i nostri zaini, i nostri morti e la nostra storia, siamo venuti in città a cercare la Patria.
La Patria deve ascere un'altra volta. Dalle nostre spoglie, dai nostri corpi spezzati. Dovrà sollevarsi ancora una volta, questa Patria.
Siamo venuti in città e abbiamo trovato questa bandiera, la nostra bandiera.
Questo abbiamo trovato: non abbiamo trovato soldi, non abbiamo trovato ricchezze, non abbiamo trovato nessuno che ci ascoltasse. Abbiamo trovato soltanto questa bandiera.
La democrazia nelle comunità è molto semplice se qualcuno non compie il suo dovere viene rimosso e al suo posto ne mettono un altro.
Noi non ci preoccupiamo di essere simpatici, non dobbiamo preoccuparci di piacere o meno.
Il Tratado de Libre Comerciorappresenta per noi un problema perchè non vi figura nessuna clausola che parli degli indios.
Quale parte del tratado de Libre Comercio dice che gli indios sono così e così, esiste forse un progetto del genere? Assolutamente no.
Entrando nel nuovo ordine mondiale il paese deve tenere conto dei suoi abiotanti più poveri, non abbandonarli a una condanna a morte.
Noi non vogliamo il potere, non vogliamo invadere nè conquistare la casa Bianca, nè farla finita con la razza bianca, nè coi gringo. Quello che vogliamo è che ci lascino vivere in pace secondo le nostre forme di governo.
Pensiamo che il nostro messaggio debba essere inteso così dal governo Nordamericano e dal popolo degli Stati Uniti. Nessuno si sta misurando con una minaccia manovrata dai fili di Mosca o di Cuba o della Cina o di qualsiasi altra forza del male tipo Saddam Hussein, o Ghedaffi, tutto questo riamne troppo lontano da noi.
Non è questione di sistema comunista contro quello capitalista. Si tratta di: o vita o morte, per noi questo è il problema.


Perchè?Originariamente Scritto da Saloth Sâr
Perchè il tuo non è un giudizio serio e completoOriginariamente Scritto da Wolf 86
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Perchè fu, pur tra errori e contradizioni, il superamento del modus vivendi giacobino e borghese.Originariamente Scritto da Wolf 86
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