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  1. #1
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    Predefinito Dalla parte di Pessotto

    "L’uomo coraggioso non è quegli che ha compiuto un atto di coraggio o condotto un’impresa temeraria; ma quegli deliberato a concludere coraggiosamente la sua vita che fu coraggiosa in tutto il suo corso, in tutto il suo corso magnanimo".

    Così Gabriele D'Annuzio fa l'elogio del suicidio.
    A lui poi mancò questo coraggio, visto che morì di una banale emorragia cerebrale.
    Per gli antichi, una morte dignitosa procurata di propria mano era spesso preferita ai compromessi o alla fuga; il suicidio, lungi dall'essere un peccato, era considerato una virtù.
    Ma poi la morale cattolica ha provveduto a condannare ogni forma di soppressione della vita umana, anche volontariamente esercitata su noi stessi: e così nessuno oggi si rammarica che Pessotto non sia riuscito a portare a termine il suo proposito suicida.
    Tutti pensano che fosse mezzo matto, in depressione o comunque non in sè: insomma, dalla parte di Pessotto non vedo proprio nessuno...

  2. #2
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    Predefinito

    bah...io un gesto del genere non lo capirò mai....in modo particolare da persone che "hanno tutto"....posto l'intervista rilasciata dalla moglie ieri




    REANA: «ERA DIVENTATO MOLTO FRAGILE, IL NUOVO RUOLO DI TEAM MANAGER NON GLI PIACEVA»
    La moglie di Pessotto: avevamo appena litigato
    «Mi ha chiamato poco prima delle 12 e mi ha detto che il nostro
    week-end sarebbe saltato. Ho perso la pazienza»

    28/6/2006
    di Grazia Longo




    TORINO. Parla a fatica Reana Pessotto. Il marito ha appena cercato di togliersi la vita dopo aver litigato con lei al telefono. È salvo, ma Reana sa bene che la sua anima è ferita ancora più del corpo, torturata da una malattia invisibile che può arrivare ad uccidere. Un peso difficile da gestire, anche per una coppia che sta insieme da 18 anni. Che desidera una vita normale come tutte le altre famiglie, e che precipita nel buio assurdo di un tentato suicidio dopo una una scenata al telefono.

    Cos’è successo stamattina (ieri per chi legge, ndr) in quella telefonata tra lei e Gianluca?

    «Mi ha chiamato poco prima di mezzogiorno per dirmi che il nostro week end a Laigueglia con le bambine e alcuni amici sarebbe saltato perché doveva andare fare un sopralluogo per un ritiro della Juventus. E io ho perso la pazienza. “Ma com’è possibile? - gli ho chiesto - l’abbiamo già rinviato altre volte per colpa del tuo lavoro e adesso di nuovo. Federica e Benedetta hanno già quasi la borsa pronta, cosa gli racconto adesso?”».

    E lui si è offeso perché lei si è indispettita?

    «Probabilmente sì, ma la verità è che lui da tempo soffriva di depressione. Era diventato molto fragile: una depressione nera per il nuovo ruolo che ha nella Juventus, in fondo non gli piaceva veramente come aveva creduto all’inizio».

    Come si è accorta che suo suo marito soffriva di depressione?

    «Da un mese e mezzo, Gianluca la mattina faceva fatica ad andare in ufficio: la proposta di diventare Team manager della Juventus lo aveva allettato solo i primi tempi, ma poi si era reso conto che quella non era la vita adatta a lui. Certo, ha 35 anni, ma forse per lui era comunque presto per appendere le scarpette al chiodo».

    Eppure si tratta di un incarico di grande prestigio.

    «Lo so, ma nonostante lui sia un tipo introverso, tranquillo, appassionato alla lettura, e probabilmente più predisposto di altri a un’attività di quel tipo, il calcio resta la sua grande passione. Il calcio vero, però, non quello gestito dietro una scrivania».

    Possibile che questo passaggio professionale abbia scatenato una tale crisi esistenziale, tanto da indurlo a fare quello che ha fatto?

    «Fatico a capirlo anch’io, ma non trovo un’altra spiegazione».

    Circolano con insistenza voci su una vostra presunta crisi, su un possibile allontanamento.

    «Non c’è niente di più falso. Problemi ce ne sono in tutte le coppie. Ma noi siamo sempre stati e siamo ancora una coppia molto unita, profondamente legata. Siamo sposati da 12 anni, ma ci amiamo da 18: abbiamo sempre condiviso tutto, amicizie e tempo libero. A Laigueglia saremmo proprio dovuti andare con una coppia di amici carissimi, Mario e Cinzia Firriolo e i loro due figli».

    Lo avevate deciso insieme?

    «Sì, avevamo concordato tutto lunedì sera, poi stamattina Gianluca e Mario hanno fatto colazione insieme e nessun cambiamento era trapelato. A mezzoggiorno la telefonata a me e al suo amico per disdire il viaggio al mare. L’anno scorso non abbiamo fatto le vacanze, per i troppi impegni con la squadra. Ma almeno allora era soddisfatto, adesso, invece, Gianluca era in crisi per il nuovo impegno».

    Non aveva ipotizzato una psicoterapia per vincere la depressione?

    «Per ironia della sorte, Gianluca avrebbe dovuto incontrare uno psicologo proprio oggi. Si è negato quest’opportunità e io sono disperata».

    Suo marito è molto religioso, ma perché secondo lei aveva un rosario in mano?

    «Non lo so, e tra l’altro la polizia non me l’ha dato: mi hanno restituito solo la fede, il bracciale e la collana di Gianluca».

    http://www.lastampa.it/redazione/cms...6962girata.asp

  3. #3
    a.k.a. tolomeo
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    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da pcosta
    "L’uomo coraggioso non è quegli che ha compiuto un atto di coraggio o condotto un’impresa temeraria; ma quegli deliberato a concludere coraggiosamente la sua vita che fu coraggiosa in tutto il suo corso, in tutto il suo corso magnanimo".

    Così Gabriele D'Annuzio fa l'elogio del suicidio.
    A lui poi mancò questo coraggio, visto che morì di una banale emorragia cerebrale.
    Per gli antichi, una morte dignitosa procurata di propria mano era spesso preferita ai compromessi o alla fuga; il suicidio, lungi dall'essere un peccato, era considerato una virtù.
    Ma poi la morale cattolica ha provveduto a condannare ogni forma di soppressione della vita umana, anche volontariamente esercitata su noi stessi: e così nessuno oggi si rammarica che Pessotto non sia riuscito a portare a termine il suo proposito suicida.
    Tutti pensano che fosse mezzo matto, in depressione o comunque non in sè: insomma, dalla parte di Pessotto non vedo proprio nessuno...
    non vero...
    io concordo.
    aggiungerei
    勇, Yu: Eroico Coraggio
    Elevati al di sopra delle masse che hanno paura di agire, nascondersi come una tartaruga nel guscio non è vivere.
    da I sette principi del Bushidō
    .

    A fool and his money can throw one hell of a party.

  4. #4
    Super Troll
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    Predefinito

    Sono andato una sera di dicembre
    per una stradicciuola di campagna
    tutta deserta, col tumulto in cuore.
    Avevo dietro me una rivoltella.
    Quando fui certo d'essere ben lontano
    d'ogni abitato, l'ho rivolta a terra
    ed ho premuto. Ha sussultato al rombo,
    d'un rapido sussulto che mi è parso
    scuoterla come viva in quel silenzio.
    Davvero mi ha tremato tra le dita
    alla luce improvvisa ch'è sprizzata
    fuor dalla canna. Fu come lo spasimo,
    l'ultimo strappo atroce di chi muore
    di una morte violenta. L'ho riposta
    allora, ancora calda, entro la tasca
    e ho ripreso la via. Così, andando,
    tra gli alberi spogliati, immaginavo
    il sussulto tremendo che darà
    nella notte che l'ultima illusione
    e i timori mi avranno abbandonato
    e me l'appoggerò contro una tempia
    per spaccarmi il cervello.
    9 gennaio 1927

    cesare pavese

  5. #5
    a.k.a. tolomeo
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    Predefinito

    Scena III
    Seneca, Famigliari.
    Seneca consola i suoi famigliari,
    quali lo dissuadono a morire,
    e ordina a quelli di prepararli
    il bagno per ricever la morte.

    SENECA
    Amici è giunta l'ora
    Di praticare in fatti
    Quella virtù, che tanto celebrai.
    Breve angoscia è la morte;
    Un sospir peregrino esce dal core,
    Ov'è stato molt'anni,
    Quasi in ospizio, come forastiero,
    E se ne vola all'Olimpo,
    Della felicità soggiorno vero
    .


    FAMIGLIARI
    Non morir, Seneca, no.
    Io per me morir non vo'.

    RITORNELLO
    I°: Questa vita è dolce troppo,
    II°: Questo ciel troppo è sereno,
    III°: Ogni amar, ogni veleno

    I TRE
    Finalmente è lieve intoppo.

    RITORNELLO
    I°: Se mi corco al sonno lieve,
    II°: Mi risveglio in sul mattino,
    III°: Ma un avel di marmo fino,

    I TRE
    Mai no dà quel che riceve.
    Io per me morir non vo'.
    Non morir, Seneca.

    RITORNELLO

    SENECA
    Supprimete i singulti,
    Rimandate quei pianti
    Dai canali degl'occhi
    Alle fonti dell'anime, o miei cari.
    Vada quell'acqua omai
    A lavarvi dai cori
    Dell'incostanza vil le macchie indegne.
    Altr'esequie ricerca,
    Ch'un gemito dolente
    Seneca moriente.
    Itene tutti, a prepararmi il bagno,
    Che se la vita corre
    Come il rivo fluente,
    In un tepido rivo
    Questo sangue innocente io vo' che vada
    A imporporarmi del morir la strada.

    Scena Quarta
    Seneca, Coro di Virtù

    CHORO di Virtù
    Lieto, e ridente
    Al fin t'affretta,
    Che il ciel t'aspetta.

    SENECA
    Breve coltello,
    Ferro minuto
    Sarà la chiave
    Che m'aprirà
    Le vene in terra,
    E in Ciel le porte dell'eternità.

    CHORO
    Lieto, e ridente...ecc.

    SENECA
    A Dio grandezze,
    Pompe di vetro
    Glorie di polve
    Larve d' error
    Che in un momento
    Affascinate, assassinate il cor.


    CHORO
    Lieto, e ridente...ecc.

    SENECA
    Già, già dispiego il volo
    Da questa mia decrepita mortale
    E verso il choro vostro,
    Adorate virtudi, inalzo l' ale.




    Ma la vita continua...



    Scena IV
    Si muta la scena nella città di Roma.
    Valletto, Damigella.
    Valletto, paggio, e Damigella dell'imperatrice
    scherzano amorosamente insieme.





    VALLETTO
    Sento un certo non so che,
    Che mi pizzica, e diletta,
    Dimmi tu che cosa egli è,
    Damigella amorosetta.
    Ti farei, ti direi,
    Ma non so quel ch'io vorrei.

    RITORNELLO
    Se sto teco il cor mi batte,
    Se tu parti, io sto melenso,
    Al tuo sen di vivo latte,
    Sempre aspiro e sempre penso.
    Ti farei, ti direi,
    Ma non so quel ch'io vorrei.

    RITORNELLO

    DAMIGELLA
    Astutello, garzoncello,
    Bamboleggia amor in te.
    Se divieni amante, affè,
    Perderai tosto il cervello.
    Ma sete amor, e tu due malandrini.

    VALLETTO
    Dunque Amor così comincia ?
    È una cosa molto dolce ?
    Io darei per godere il tuo diletto
    I cireggi, le pera, ed il confetto.
    Ma se amaro divenisse
    Questo miel, che sì mi piace,
    L'addolciresti tu ?
    Dimmelo vita mia, dimmelo, di' ?

    DAMIGELLA
    L'addolcirei, sì, sì.

    DAMIGELLA e VALLETTO
    O caro, godiamo! / O cara, cantiamo!
    Godiamo, cantiamo,
    Andiamo a godere.
    Allunga il morire
    Chi tarda il piacere.

    Godiamo, cantiamo,
    Andiamo a godere.
    O caro, godiamo! / O cara, cantiamo!

    VALLETTO
    Ma se amaro divenisse
    Questo miel che sì mi piace, l'addolciresti tu ?
    Dimmelo vita mia, dimmelo di'!

    DAMIGELLA
    S'a te piace così
    L' addolcirei, sì, sì.

    VALLETTO
    Ma come, come poi faresti ?

    DAMIGELLA
    Che, che, dunque non lo sai ?

    VALLETTO
    Dimmelo, dimmelo dunque, o cara, cara
    E se vivo mi vuoi, non dir di no.

    DAMIGELLA
    T'amo caro, caro Valletto,
    E nel mezzo del cor sempre t'avrò.

    VALLETTO
    Io vorrei, che'l mio cor facesse nido
    Nelle fossette belle, e delicate,
    Che stan poco discoste, alla tua bocca.

    DAMIGELLA
    Se ti mordessi poi ?

    DAMIGELLA
    Ti lagneresti in pianti tutt'un dì.

    VALLETTO
    Mordimi quanto sai, mordimi sì.
    Main mai non mi lagnarò;
    Morditure sì dolci
    Vorrei, goderle sempre,
    Purché baciat'io sia da tuoi rubini
    Mi mordan pur le perle.
    Mordimi quanto sai, mordimi sì.


    Da L'incoronazione di Poppea.
    Claudio Monteverdi (1567-1643)
    Libretto di Giovanni Francesco Busenello (1598-1659)
    .

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  6. #6
    Alessandra
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    Ma perché prendersela tanto coi poveri suicidi?
    Li trattate da stupidi, da imbecilli, da vili, come se ciascuno di essi non avesse le sue ragioni terribili ed immense. [...] Ebbene io vi dico che il suicida è un martire, martire tanto degno quanto i martiri di tutte le religioni. [...]
    Se martire è colui che testimonia colle sue sofferenze e il suo sangue la sincerità del suo pensiero e dei suoi sentimenti, fusi, la sincerità della sua anima non più volgare, perché non ha da essere un martire anche un suicida che, piuttosto di mentire (a se stesso e quindi agli altri), di costringersi con uno sforzo che sente inutile, a un assestamento diverso che tanto sente inutile e non suo, preferisce uccidersi, darsi quel grande dolore, il supremo di tutti i dolori?


    Cesare Pavese

    Siamo proprio sicuri che il supremo di tutti i dolori, da gesto eroico, sia divenuto peccato solo a causa della morale cattolica? Credo che oggi come oggi, il suicida, più che stupido, imbecille o vile, sia considerato un egoista...perchè, dunque, un tempo, la propria vita era talmente la propria da essere il suicida un eroe, e adesso la propria vita va vissuta per gli altri al punto da ritenere il suicida un enorme egoista perchè fa soffrire chi rimane?

  7. #7
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    Talvolta uno si suicida proprio perché gli altri, con il loro egoismo, gli hanno davvero reso la vita impossibile.
    Forse sono gli stessi altri che poi deprecano il fatto come una forma di egoismo del suicida: col suo insano gesto li priva di qualcosa - la vita del suicida - che credevano a loro disposizione.

  8. #8
    Alessandra
    Ospite

    Predefinito

    Talvolta uno si suicida proprio perché gli altri, esaltandolo, gli hanno davvero reso la vita inebriante.
    Forse sono gli stessi altri che poi descrivono il fatto come una forma di altruismo del suicida: col suo eroico gesto dà loro qualcosa - quella che è stata la vita del suicida - che hanno sempre creduto, e che continuano a credere, a loro disposizione.

  9. #9
    .
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    Chissà cosa succede nella testa di una persona nell'attimo esatto in cui capisce che non si torna indietro, non prima, non durante e nemmeno subito dopo, ma proprio nell'esatto momento in cui la vita defluisce...se c'è accettazione, o panico, o rimpianto...

  10. #10
    a.k.a. tolomeo
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    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Isabella
    Chissà cosa succede nella testa di una persona nell'attimo esatto in cui capisce che non si torna indietro, non prima, non durante e nemmeno subito dopo, ma proprio nell'esatto momento in cui la vita defluisce...se c'è accettazione, o panico, o rimpianto...

    solitamente una sequenza in scala maggiore di ciò che i francesi chiamano la petite mort , l'orgasmo
    .

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