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Sgiar
(27/06/2006) Le magliette della nazionale svizzera sono vendute a 100 franchi. Le operaie rumene che le cuciono guadagnano su ogni pezzo 30 centesimi.
Berna. Secondo l’organizzazione indipendente “Dichiarazione di Berna” un’operaia rumena, per ogni maglia della nazionale svizzera che cuce per la Puma (marca a cui è stata affidata la produzione delle magliette), guadagna circa 30 centesimi.
Dei 100 franchi (cinrca 67 euro) ricavati dalle vendita della maglietta, secondo quanto scoperto dall’organizzazione svizzera, 50 finiscono nelle tasche del negoziante mentre la Puma ne ricava 35; la Federcalcio svizzera guadagna su ogni pezzo 5 franchi (il resto va ovviamente la produttore).
“Le cucitrici che lavorano nelle fabbriche di calzature o vestiti sportivi sono le perdenti del mercato dei Mondiali”, sostiene Stefan Indermühle, della Dichiarazione di Berna.
“Malgrado lavorino duramente, prosegue Indermühle, quelle donne continuano a vivere nella miseria e si espongono spesso ad alti rischi per la loro salute”.
La nazionale svizzera non è l’unica squadra di calcio che si è affidata alla Puma per le proprie divise. Anche l’Italia veste la grande multinazionale che per l’occasione si è avvalsa del designer inglese Neal Barrett.
Fonte: promiseland.it