non sono(Sia benedetto il Signore)un metafisico
Non sono assolutamente uno specialista e sopratutto non voglio esserlo:le mie praterie di fede (dico fede perchè spero di essere una persona di fede e non dico di religione perchè sicuramente so di non essere un uomo religioso-forse in questa assoluta contrapposizione si potrebbe già vedere un primo mio discernimento all'interno della questione)galoppano per altri lidi e mi ritrovo nella professione di fede che ha già postato Vladyka Silvano. E la stessa professione di fede (io non sono un metafisico) è tale,cioè confessione di fede erga omnes et erga omnia,in quanto assolutamente ludica,assolutamente certa solo di se stessa e dell'essere stata depositata in modo assolutamente autoreferenziale da generazioni e generazioni di uomini e donne che pensano di essere(avendo abolito con gli occhi della fede e l'assoluta scema ingenuità della speranza la tirannia del tempo e la tirannia dello spazio) i testimoni oculari della resurrezione del Signore,Gesù Cristo il Teantropo,il Misericordioso,l'ultima definitiva parola di salvezza per ogni respiro e di fronte al quale ogni ginocchio si piega in cielo in terra e sottoterra e ogni lingua proclama nello e per lo Spirito che Gesù Cristo è il Signore a lode e gloria di Dio Padre
Ora la professione di fede è certa ed è certa nella vita di chi la canta e cerca -nonostante il peccato( o forse grazie al peccato-ma questa è altra storia) di viverla e realizzarla per la propria e altrui santificazione,per la propria e altrui salvezza,per la propria e altrui divinizzazione-proprio perchè assolutamente debole,assolutamente faziosa,assolutamente canto di un soggetto personale e congregazionale già credente,che ha deciso di vivere -nonostante il peccato o grazie al peccato?- l'esperienza dell'abbandono,della fiducia nella realizzazione delle promesse annunciate e predicate ed infatti continua ad invocare(in quella particolare forma di collera contro Dio che è la preghiera) Signore non tardare
L'esclusivismo,ma certo,ma ovvio e mi sembra una pericolosa tentazione,seducente,lussuriosa,la tentazione adulterina per una (perdonate,ora si dirà che sono troppo diretto,quasi volgare,ma l'ho detto prima non sono un uomo pio,spero sempre di essere in Cristo Signore un uomo empio) stra-figa ( o per un super bonazzo visto dalla parte delle sorelle) questa dell'unificazione o dell'unità comunque letta e comunque denominata( i logoi spermatikoi ci sono stati ora basta,Cristo è venuto ed è la pietra di inciampo):
Mi sembra anche un'ennesima fregatura da pensiero forte ,estremamente razionale,concreto e positivo, lucido che par che dica ai cristiani(infatti l'invito è ovviamente rivolto solo a loro,giacchè le altre tradizioni sapienziali sono già di per sè coniugate nell'ottica dell'unità trascendentale) Ragazzi il gioco è finito,la vacanza pure,basta ,suvvia finitela con questa fissa e con questa fissazione. Ciascuna religione(si badi religione e non fede)è epifania particolare,storica,cromosomica dell'afflato divino,della grande Tradizione Primordiale(magari iperborea) ,quindi e insieme una sana contaminatio o suvvia amici cristiani si predicate annunciate dite del vostro esclusivismo ma dite che è solo metodologico,provvisorio,una figura,una filigrana,suvvia un pò di decenza metafisica
Ripeto non ho strumenti culturali per un confronto del genere,ho solo la mia modesta esperienza pastorale(Palermo è uno dei luoghi più caldi della presenza della cultura diciamo così unificazionista o unitaria o tradizionale come più correttamente va definita e con questa cultura e con alcuni di questi gruppi la congregazione in passato si è confrontata anche duramente e siamo riusciti a strappare(si avete letto bene strappare) a tale brodo(si avete letto bene brodo) alcuni cuori
Questa della tradizione primordiale ( e mi resta sempre il probelma di sapere cosa siano da considerare oggi le tradizioni sapienzialie religiose prime cristiane ora post-cristo.Una qualche idea credo di averla...)mi sembra(ed ecco perchè qui barsanufio a mio avviso entra in contraddzione) pensiero forte,metafisica allo stato puro ,forse l'unico discorso metafisicamente possibile in quanto e perchè tale con la particolare notazione che il cristianesimo è anti-metafisico( e qui Valdyka Silvano sta già alzandosi dalla sedia pronto a infervorarsi....)
Padre Giovanni Festa
Pensieri fortemente deboli
Quando penso all'iniziazione, mi viene in mente un esempio, credo abbastanza classico. Lo dedico al padre Giovanni dal momento che si ispira al teatro dei Pupi.
Dunque. Un papà conduce tre bambini (Andrea, Bernardo e Carlo; nessun riferimento, solo A,B,C; ma avrei potuto chiamarli Dmitrij, Ivan e Alesa) al teatro dei Pupi: danno 'Carlomagno e i suoi Paladini a Roncisvalle'. Ecco, lo spettacolo inizia: i cavalieri e le damigelle svolgono le loro azioni eroiche e patetiche nella cornice dorata del teatrino.
Andrea ne è subito conquistato, ride alle battute, piange quando qualche marionetta 'muore', si emoziona per i combattimenti: è completamente assorbito da ciò che avviene sulla scena.
Bernardo, invece, è annoiato. "Ma non vedete che è tutto finto? Non sono persone vere! E' la millesima volta che vedo questa storia...Papà, andiamo via, andiamo al laghetto nel parco a catturare i girini, così domani li porto a scuola in un barattolo!" Eh, sì, una buona tempra di scienziato, questo Bernardo.
Poi c'è Carlo. A Carlo l'opera dei Pupi piace tanto, in verità è la cosa che gli piace di più. Eppure questa volta anche lui ha un po' l'impressione che qualcosa non vada, che ci sia un po' di finzione...E' emozionato, ma non come Andrea (tutto assorbito), capisce che non è tutto come lo vede, ma non è annoiato e dubbioso (come Bernardo). Trasforma quella sensazione in una domanda. Il papà se ne accorge, lo prende per mano e - sfruttando l'amicizia con la maschera del teatro - ottiene il permesso di farlo passare dietro le quinte. E...
...e al principio Carlo è pieno di sgomento, perché vede strutture e meccanismi, ingranaggi, corde. Oddio aveva ragione Bernardo, è tutto finto, è peggio che finto, è meccanico, è una macchina...Il papà però lo invita a guardare verso l'alto: e, con un tuffo al cuore, Carlo per la prima volta nella sua vita vede il Burattinaio, la sua larga barba, i suoi occhi scintillanti, il suo dolcissimo sorriso, le sue mani straordinariamente abili, e soprattutto intuisce la sua mente piena di tutte le storie del mondo, fonte ed origine di ogni creazione, e capisce che è Lui da cui deriva Orlando, ma anche il Guerin Meschino, o il Cid campeador, e perfino Pulcinella. Lui è alle spalle di tutte le Opere. Il Burattinaio si accorge della presenza di Carlo, lo guarda...ed è tutto. Iniziazione.
Il papà riaccompagna Carlo al suo posto. Carlo si siede, docilmente. Continua a guardare l'azione sulla scena: che meraviglia! piange e ride, spera e si emoziona. Ancora di più, perché adesso sa. Sa che ogni movimento del paladino di cartapesta ha la sua origine nella creatività, nell'abilità, in ultimo: nell'amore del Burattinaio. E per questo ogni azione sulla scena gli è cara, è preziosa ai suoi occhi.
Il giorno dopo, a scuola, Carlo parla del teatro dei Pupi con un suo amichetto. "Ieri ho visto: Orlando a Roncisvalle", dice Carlo. "Non mi piace: io preferisco 'Passione, morte e trionfo del cavaliere della Mancia'", replica l'amico. "Anche quella è bella" ammette Carlo "però, ecco, 'Orlando a Roncisvalle' mi emoziona di più. Mi pare quasi che Lui l'abbia scritta per me.." "Lui??" "Sì, Lui."
Padre Giovanni, mio caro amico, mi perdoni questo esempio sciocco e bambinesco. Però io non credo che il conseguimento di Carlo sia frutto di metafisica: è frutto di un'esperienza di meraviglia e di incanto, di un incrocio di sguardi limpidi.
Grazie a tutti,
Barsanufio