e continuo a non essere (per la misericordia di Dio)un non metafisico
Il confronto è interessante, la compagnia è piacevole,l'atmosfera è serena,ma....
Mi pongo proprio la questione della necessità del confronto e della discussione su questo tema proprio in quanto questione se non proprio come una possibile tentazione per noi cristiani e cristiani ortodossi .
Vladyka Silvano nel suo ultimo post ha concluso con una precisa affermazione che mi piace molto e mi intriga molto proprio nella sua ovvietà
Citazione:
la dottrina sta come la ho esposta
.
Il verbo esporre,bellissimo verbo, assolutamente non tributario dell'ermeneutica anzi esattamente ad essa alternativo( da un pò di tempo mi frulla nella testa che il cristianesimo sia in sè e per sè sia nella mia opzione fondamentale per esso nella mia vita, in quanto è sequela,in quanto è dichiarazione assolutamente gratuita di essere stati testimoni oculari della resurrezione del Cristo,è -dal punto di vista della sua coniugabilità,del suo annuncio,della sua diffusione missionaria e catechetica, retorica allo stato totale )
Il cristianesimo è appunto un continuo esporre,un affabulare,un narrare,una continua biografia e una continua autobiografia e tale è e resta -a mio avviso-anche nei testi che sembrano di maggior complessità e difficile spessore .
La mia fede,la nostra fede,la mia speranza,la nostra speranza mostra se stessa,espone se stessa,annuncia se stessa -nella continuità della Chiesa che di questa narrazione è garante ( lo dico scioccamente ne è garante proprio sul piano della grammatica e della sintassi)-come un preciso spartiacque,un discrimine,una rottura e Vladyka Silvano(che dice di essere un metafisico) nei due post che ha qui collocato questa rottura ha mostrato e questa rottura non ha coniugato nell'ordine dei protocolli previ,nell'ordine delle simmetrie,nell'ordine delle sinossi comparative ma ha semplicemente predicato.La rottura,la novità,l'intero evento del Cristo fino alla sua gloriosa e tremenda seconda venuta,la sua santa parusia , si predica,si annuncia in modo assolutamente im-mediato(la mediazione è quella ecclesiale ) autoreferenziale,appunto narrativo,ludico,una gioia,una meraviglia (ed anche una tragedia) . La proposta è sempre quella: da fuori a dentro ek-kaleo ,ecclisia, la logica della tenda .
Rottura dicevo( infatti nutro qualche perplessità sui discorsi intorno alle tre religioni abramitiche e ai tre monoteismi ...io figlio di Abramo? forse Preferisco dire figlio di una povera famiglia di gentili pagani siracusani che prima paolo e poi marciano evangelizzarono in Sicilia) si assoluta rottura .Non è poi forse vero che il regno di Dio è di coloro che lo prendono facendo effrazione di e a se stessi? In fondo è di coloro che si prendono per il codino lor proprio e non cercano altri codini,altri ancoraggi tranquilli più o meno primordiali,più o meno ab imis unitari.Rottura di qualsiasi montagna sacra dunque...E' morto ed è risorto fuori le mura della città..rottura di ogni armonioso pluralismo guenoniamente serio?La legge è stata crocifissa sulla Croce. Il libro allora è stato crocifisso,qualunque libro è stato crocifisso sulla croce.Non siamo la religione del libro.Non siamo una religione .
Esporre,Vladyka caro, è proprio questo Prendersi per il proprio codino e/o nel nostro caso per la propria barba ....
Padre Giovanni Festa
continuo a essere (per la misericordia di Dio)un non metafisico
ops il titolo era sbagliato
e continuo a essere (per la misericordia di Dio)un non metafisico