(ANSA) - ROMA, 1 LUG - 'Se in tempi certi nascera' il partito Democratico, quello non potra' essere il mio, il nostro partito'. Lo ha detto il ministro Fabio Mussi. 'Si prenda atto - ha sottolineato Mussi aprendo l'assemblea nazionale della sinistra Ds - che non c'e' lo spazio storico di un partito unico, di una fusione tra Ds e Margherita. Si dichiari un'esplicita correzione di una rotta politica'. Mussi chiede al segretario Ds Fassino di 'uscire dal guado e di avere il coraggio di spiegare qual e' il futuro'.
Bene, d'accordo, non si vuole fare il partito democratico? Ok, ma è assurdo proseguire con un centrosinistra strutturato su una dozzina di partiti.
Un po' di raziocinio, via.
Io, ad esempio, ci sono dei processi che davvero non capisco perché non partano e non arrivino a compimento. Anche la storia che divisi sia meglio che uniti è stata ampiamente smentita dal successo della lista dell'Ulivo. Esclusi i personalismi non vedo proprio le ragioni di non avere partiti più grandi ed ideologicamente omogenei, con ampia dialettica interna.
Ad esempio, facendo riferimento al Senato:
1) La sinistra antagonista: Rifondazione comunista, Verdi e Pdci. Insieme costituirebbero una forza da 4.000.000 di voti e 10/11% di percentuale.
2) Area cattolica riformista: Margherita, Italia dei Valori, Udeur. Area di più di 5.500.000 di voti e 15% circa di percentuale
3) Area socialista: DS, Rosa nel Pugno, I Socialisti, PSDI. Circa 7.000.000 di elettori di area e 21% circa di percentuale.
Sarebbero tre bei grandi partiti, nitidi, chiari, con identità forti e capacità di attrazione anche oltre il proprio attuale bacino elettorale.
Che ci sarebbe di male?




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