Lo scienziato siciliano Alfredo Niceforo eleborò uno scrupoloso studio dei caratteri fisici e biologici delle popolazioni a sud delle Alpi, riecheggiando Metternich egli affermava : "L’Italia è una , ma politicamente soltanto..." . I suoi studi craniometrici lo associano alla figura di un "Kosinna nostrano" . I suoi postulati si basano sulle teorie già espresse dal Meigs per l’America , dal Kollmann e dal Quatrefages secondo cui "Le Razze ed i Popoli possono perdere e mutare i loro caratteri , ma conservano sempre quelli del cranio "("Compres-rendus de l’Académie des Sciences"1887).
Migliori ? Peggiori ? Siamo certamente diversi .
Niceforo divide le popolazioni "italiane" in due razze distinte : gli arii al Nord , i mediterranei al Sud. : "I crani arii si trovano nel Nord-Italia , dominano nella valle del Po , e s’infiltrano più o meno numerosi nell’Italia centrale fino alla valle del Tevere ; i crani mediterranei predominano invece al sud e nelle isole : il che indica una distribuzione ben netta delle due stirpi nei due estremi d’Italia , con una certa mescolanza nel centro"(1) ed ancora "oggi l’Italia è pur sempre divisa, in linea generale, in queste stesse due zone abitate dalle due razze diverse , gli ari predominanti al nord e fino alla Toscana( celti e slavi), e i mediterranei predominanti al sud. E gli attuali ari dell’Italia settentrionale , vale a dire i piemontesi , i lombardi, i veneti , i romagnoli , che appartengono a quella stirpe che venne a invadere l’Europa primitiva , sono perciò - antropologicamente - fratelli dei tedeschi , degli slavi, dei francesi celti ."(2) Involontariamente , date le cognizioni scientifiche dell’epoca , Niceforo fu un assertore del concetto di "imprinting" ante-litteram .Tali teorie , al riguardo delle due stirpi , divennero abbastanza comuni nell’ambiente accademico dell’epoca , prima di venire soppiantate dai nazionalismi guerrafondai . A.Mosso , nell’opera " Le cagioni dell’effeminatezza dei popoli latini"( Nuova Antologia " , 16 Nov. 1897) dice : "La popolazione dell’Italia settentrionale è poco diversa dalle razze anglo-sassoni".
Per ciò che riguarda i mediterranei , Niceforo suddivide questa categoria in due tipi differenti meditarranei bruni e mediterranei biondi ( che sarebbero assimilabili ai mediterranei inglesi ) e riconduce il tipo mediterraneo "più vicino alla spagnuolo, al greco, che non al piemontese ; e viceversa il piemontese è - per razza - più fratello di uno slavo o di un tedesco di quel che non sia un siciliano ".(3)
Il Butter fa eco nei suoi "Alps and Sanctuaries" : "Gli italiani del nord sono più somiglianti agli Europei del nord, tanto nel corpo quanto nella mente, di qualunque altro popolo io conosca".
Il Niceforo parla della nostra famiglia aria come risultante dell’unione di due civiltà : quella dei proto-celti e quella , più tardiva dei proto-slavi , che vennero attraverso le Alpi-orientali , ad occupare la regione veneta e quella bolognese " collocandosi accanto ai fratelli invasori della valle del Po"(4)
L’opera prosegue per 620 pagine circa , con catalogazioni , tabele numeriche e grafiche : dati scientifici atti a zittire le critiche dei "patriottardi" ai quali egli volle rispondere contro i "Seguaci di una scuola che , alle aprioristiche e metafisiche affermazioni e denegazioni , antepone lo studio vivo e palpitante dei fatti reali , offriamo , come risposta alle critiche e come nuova affermazione delle nostre credenze, questa lunga serie di fatti . I fatti , se non ci sbagliamo , valgono assai più delle parole e delle idee astratte : queste sono carta moneta senza valore , mentre quelli sono moneta in oro . "(5)
Attualmente , al di fuori degli italici confini , la differenziazione tra le due razze è riconosciuta : "Mediterranei dinaricizzatiTipi residui dell’ibridizzazione risultante dal miscuglio tra Mediterranoidi, Dinarici, Alpini o Armenidi ) ; non un tipo compatto, ha diverse varianti regionali ; elemento predominante [sopra il 60%] in Sicilia e nell’Italia meridionale , importante elemento in Turchia [35%], Siria occidentale, Libano ed Italia centrale, comune in Francia [15%] ed Italia settentrionale"(in The Races of Humanity ,in Richard McCulloch " The Nordish Quest ",pubblicato da Towncourt Enterprises, Inc., P.O. Box 9151, Coral Springs, FL 33075). Risulta ovvio che la percentuale del 15% dichiarata quale "comune"( aggettivo che il McCulloch fa corrispondere con una percentuale "minoritaria" tra il 15% ed il 25%)è il risultato degli ultimi 20 anni di politica utilitaristica a spese della nostra Terra. Sul valore e sulla superiorità di alcune qualità dei celto-germani della Gallia Transalpina( o Cisalpina) prima e della Langbard poi , si sono espressi molti studiosi e teorici come De Gobineau e Chamberlain : il primo fu assertore di una netta superiorità dei Longobardi rispetto ad altri popoli germanici più o meno "ortodossi" ( "Come non è raro trovare nella Foresta Nera o nei dintorni di Berlino , tipi perfettamente celtici o slavi, così è facile osservare che nella natura dolce e poco attiva dell’Austriaco o del Bavarese non ha nulla a che fare con quello spirito di fuoco che animava il Franco od il Longobardo,il secondo era predisposto a notare più una grande eredità che un effettivo valore della nostro ramo slavo-celto-germanico : "Può darsi che i Galli totalmente romanizzati abbiano voluto differenziarsi dai loro vicini Franchi o Burgundi , così come più tardi i Galli stanziati da secoli nel Nord-Italia , che Floro rappresenta come "super-uomini" [corpora plus quam humana erant] , facendoli ancora rassomigliare fisicamente ai Germani , ma non solo fisicamente , giacchè avevano in comune la voglia di migliorare , la giogia e la propensione per la lotta e la guerra - come più tardi i Goti - che li spingerà a guerreggiare sino in Asia , il loro amore per il canto...Tutto questo rappresenta un segno tangibile della fratellanza razziale celto-germanica , mentre sarebbe più arduo trovare simili contatti con i ceppi greco-italici".
Un ragionamento può sembrare superficiale ma veritiero : se studiosi siciliani , tedeschi, inglesi e francesi rivendicano le nostre differenze ...perché non dovremmo accertarle ?
1 In A.Niceforo "Italiani del Nord-Italiani del Sud" , "Le due Razze" p.18-19, Torino 1901
2 ibid.,p.22.
3 Ibid., p.22.
4 Obod., p.20 .
5 Ibid., "Al lettore", VII -VIII.




Tipi residui dell’ibridizzazione risultante dal miscuglio tra Mediterranoidi, Dinarici, Alpini o Armenidi ) ; non un tipo compatto, ha diverse varianti regionali ; elemento predominante [sopra il 60%] in Sicilia e nell’Italia meridionale , importante elemento in Turchia [35%], Siria occidentale, Libano ed Italia centrale, comune in Francia [15%] ed Italia settentrionale"(in The Races of Humanity ,in Richard McCulloch " The Nordish Quest ",pubblicato da Towncourt Enterprises, Inc., P.O. Box 9151, Coral Springs, FL 33075). Risulta ovvio che la percentuale del 15% dichiarata quale "comune"( aggettivo che il McCulloch fa corrispondere con una percentuale "minoritaria" tra il 15% ed il 25%)è il risultato degli ultimi 20 anni di politica utilitaristica a spese della nostra Terra. Sul valore e sulla superiorità di alcune qualità dei celto-germani della Gallia Transalpina( o Cisalpina) prima e della Langbard poi , si sono espressi molti studiosi e teorici come De Gobineau e Chamberlain : il primo fu assertore di una netta superiorità dei Longobardi rispetto ad altri popoli germanici più o meno "ortodossi" ( "Come non è raro trovare nella Foresta Nera o nei dintorni di Berlino , tipi perfettamente celtici o slavi, così è facile osservare che nella natura dolce e poco attiva dell’Austriaco o del Bavarese non ha nulla a che fare con quello spirito di fuoco che animava il Franco od il Longobardo,il secondo era predisposto a notare più una grande eredità che un effettivo valore della nostro ramo slavo-celto-germanico : "Può darsi che i Galli totalmente romanizzati abbiano voluto differenziarsi dai loro vicini Franchi o Burgundi , così come più tardi i Galli stanziati da secoli nel Nord-Italia , che Floro rappresenta come "super-uomini" [corpora plus quam humana erant] , facendoli ancora rassomigliare fisicamente ai Germani , ma non solo fisicamente , giacchè avevano in comune la voglia di migliorare , la giogia e la propensione per la lotta e la guerra - come più tardi i Goti - che li spingerà a guerreggiare sino in Asia , il loro amore per il canto...Tutto questo rappresenta un segno tangibile della fratellanza razziale celto-germanica , mentre sarebbe più arduo trovare simili contatti con i ceppi greco-italici".
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