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Quindi riprendo il mio post precedente perchè ho fatto molte modifiche!:)
Citazione:
Il problema del cristianesimo (che ha più e diverse letture metafisiche al suo interno) è l'interpretazione bene/male in quanto vulgata (o facciata per il gregge) che poi è la medesima sulla quale si fonda ogni setta e ogni potere oligarchico.
Il problema non è nella vulgata, ma in chi questa vulgata "crede" di conoscerla... o se questa vulgata viene mal insegnata. Ma alla fine ha anche la sua utilità... che non è quella di lobotomizzare la gente. La Santità a cui il Cristianesimo richiama, è la chiamata di tutti i cristiani. Santità vuol dire realizzare la propria natura e i propri talenti, riempire il bicchiere che ti ha dato Dio fino all'orlo sia esso piccolo o grande.
Così nel "gregge" troverai esempi di rara grandezza...
che di quella vulgata hanno realizzato il vero ruolo, di fune per fare la scalata...
Non esageriamo dunque con il disprezzare le forme essoteriche di ascesi, che poi non si fanno nemmeno quelle e si rimane caproni...
Citazione:
Non mi sembra invece corretta la lettura che tu fai (ma anche molti "pagani" sull'Assoluto al di sopra del bene e del male) ché gli si dà un'accezione impropria. Anche nel cristianesimo si dice che Satana appartiene a Dio e fa quello che vuole Dio ma nessuno dice che Satana è Dio o Dio è Satana...
Questo perchè nel cristianesimo si accetta la logica costruzione filosofica che ti ho prima esposto... altrimenti non avrebbe senso . Dio =Bene è Assoluto, Satana= creatura traditrice NON è assoluta, ed è inferiore ontologicamente a Dio, e non è causa del male essa stessa, solo il suo massimo esponente.
Satana è buono in quanto creatura, e perverso per tutto il resto... il primo tra gli schiavi... riprendendo al metafora di prima.
In questo combattere "al di là del bene e del male", semplicemente non ha senso se non in parte nel senso da te esposto precedentemente, cioè andare al di là di uno schematismo robotico e lasciarti guidare e pervadere dalla Grazia. Tuttavia credo che di questa "combattere", un po' ambiguo, si sia ampiamente abusato...
Non soltanto "seguire la legge", ma inciderla a lettere di fuoco nel cuore...
... ma ignorare o contrariare la legge (anche quella scritta sulle tavole) non è un buon inizio o segno di "virilità spirituale".
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Citazione:
Originariamente Scritto da Patrizia
Quindi riprendo il mio post precedente perchè ho fatto molte modifiche!:)
... ma ignorare o contrariare la legge (anche quella scritta sulle tavole) non è un buon inizio o segno di "virilità spirituale".
Qui non siamo affatto d'accordo. La stessa Chiesa contraria la legge (pensa al "Non uccidere") e non la biasimo di questo per questo ma per la logica moralistica e dualistica con cui lo ha sempre fatto.
La legge vera non ha bisogno di essere scritta se non per quelli che non sono in condizioni di comprenderla. Così come le pene servono a tenere a freno da crimini coloro che altrimenti li commetterebbero perché non hanno legge interiore o non hanno conoscenza della legge interiore.
La virilità spirituale è invece proprio il rigore su se stessi senza bisogno d'interventi di arbitri, poliziotti, preti o altri notai.
L'etimo spiega appieno quello che intendo dire. La viriltà spirituale e tradizionale si basa sull'Etica, dunque sull'Ethos, ovvero sul comportamento che non potrebbe essere diverso da come è nel suo essere "severo ma giusto",
La Morale nasce da Mos, costume, ed indica dunque un'inclinazione alla quale educare chi non ha etica o non ha ancora etica.
(Chiariamo che il post parla della possibilità di lottare al di là del Bene e del Male e non del fatto di abolire la morale per la società. La quale morale fa probabilmenete bene alla società nella misura in cui corrisponda a qualcosa di reale ma poco o nulla ha a che vedere con una lotta etica e con una crescita spirituale)
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Però conta anche ciò per cui combatti e non soltanto come.
Altrimenti è correre invano. Alla cieca.
Anche io posso trovare virtù cristiane in molteplici nemici, ma non per questo posso automaticamente dire che è giusto ciò per cui combattono. O che questo o quel campo sono equivalenti.
Credo che messa così si avrebbe davvero un gioco dell'oca folle e irragionevole, dove vince solo chi è assistito dal fato, a prescindere dalla giustizia della sua lotta...
I Romani seguivano i propri principi tramandati dagli avi, e qualcuno li ha pure scritti se è per questo. E i cristiani continuano a tramandandare oralmente e per iscritto una Tradizione proprio contromanichea (passatemi il brutto neologismo), per cui tutte le creature sono buone... per cui il Male non è assoluto, e nessuno nasce malvagio "per natura".
Non "buoni o cattivi", ma "giustizia e ingiustizia"...
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Citazione:
Originariamente Scritto da metapolis
Qui non siamo affatto d'accordo. La stessa Chiesa contraria la legge (pensa al "Non uccidere") e non la biasimo di questo per questo ma per la logica moralistica e dualistica con cui lo ha sempre fatto.
La legge vera non ha bisogno di essere scritta se non per quelli che non sono in condizioni di comprenderla. Così come le pene servono a tenere a freno da crimini coloro che altrimenti li commetterebbero perché non hanno legge interiore o non hanno conoscenza della legge interiore.
La virilità spirituale è invece proprio il rigore su se stessi senza bisogno d'interventi di arbitri, poliziotti, preti o altri notai.
L'etimo spiega appieno quello che intendo dire. La viriltà spirituale e tradizionale si basa sull'Etica, dunque sull'Ethos, ovvero sul comportamento che non potrebbe essere diverso da come è nel suo essere "severo ma giusto",
La Morale nasce da Mos, costume, ed indica dunque un'inclinazione alla quale educare chi non ha etica o non ha ancora etica.
(Chiariamo che il post parla della possibilità di lottare al di là del Bene e del Male e non del fatto di abolire la morale per la società. La quale morale fa probabilmenete bene alla società nella misura in cui corrisponda a qualcosa di reale ma poco o nulla ha a che vedere con una lotta etica e con una crescita spirituale)
L'infallibilità della Chiesa è nella dottrina, non nell'impeccabilità degli uomini...
Il "Non uccidere", non ha mai (se non ora forse) avuto un'accezione pacifista... essere pacifici non vuol dire essere pacifisti, Cristo ha detto di offrire la propria guancia, ma anche di difendere gli oppressi... non certo coi fiori nei fucili ;).
Certo che la legge è scritta nel cuore dell'uomo... ma tuttavia credo che avere "una mappa" aiuti il viaggio... una cosa è vedere e toccare il mare da vicino, e avere un'esperienza intensa e capire tutto del mare attraverso quella... ma al contempo avere una mappa dei mari, aiuta non solo chi il mare non l'ha mai visto ma anche chi "vuole" approfondire... nessuno nasce imparato no?;)
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Citazione:
Originariamente Scritto da Patrizia
lottare per il Bene al di là di ciò che può o non può accadere... donare se stessi fino alla morte, in un dono radicale e totale, disaffezionato ad ogni altro bene inferiore... :) questo è cristiano.
Quoto.
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Per le religioni orientali dire che il bene è attributo dell'essere, mentre il male del non essere (equindi non ha dignità ontologiaca) è un assurdo, in quanto l'assoluto è unico e conprende in sè l'essere e il non essere (per es Brahama e Tao), quindi sia il bene che il male.
Io ritengo che comabttere al di là del bene e del male abbia significato nel momento in cui una persona possa arrivare alla piena conoscenza di sè, fino ad arrivare al proprio nucleo trascendente. In quasto modo essa può raggiungere la completa libertà ed adesione all'essere e quindi l'autonomia (cioè può creare da sè la propria legge) superando ogni tipo di morale "utilitaristica" (che sia la ricerca del piacere, o di un qualunque premio in questo mondo o in un altro) o imperativa, per arrivare a compiere azioni necessarie.
Volevo notare come per il paganesimo fosse rilevante l'idea del destino (fato, fortuna, ecc..), nei miti spesso le azioni non vengono giudicate moralmente perchè comunque dettate dal fato
Inoltre nella mitologia si trovano conflitti tra un pricipio luminoso ed ordinatore ed una oscuro e caotico, ma quasta contrapposizione sostanzialmente non ha implicazioni morali, non è tra bene e male, ma tra due principi la cui opposizione è eterna e senza soluzione, basta vedere la mitologia scandinava in cui la lotta tra gli Asi e le forze del caos, non comporta un giudizio morale sugli uni o gli altri, ma è semplicemente lo svolgimento del loro destino.
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Citazione:
Per le religioni orientali dire che il bene è attributo dell'essere, mentre il male del non essere (equindi non ha dignità ontologiaca) è un assurdo, in quanto l'assoluto è unico e conprende in sè l'essere e il non essere (per es Brahama e Tao), quindi sia il bene che il male.
ma come può essere sensato... contraddice il principio di non contraddizione di aristotelica memoria...
Citazione:
Io ritengo che comabttere al di là del bene e del male abbia significato nel momento in cui una persona possa arrivare alla piena conoscenza di sè, fino ad arrivare al proprio nucleo trascendente. In quasto modo essa può raggiungere la completa libertà ed adesione all'essere e quindi l'autonomia (cioè può creare da sè la propria legge) superando ogni tipo di morale "utilitaristica" (che sia la ricerca del piacere, o di un qualunque premio in questo mondo o in un altro) o imperativa, per arrivare a compiere azioni necessarie.
solo se questa legge è armonia... la completa libertà di adesione all'essere è offerta a tutti gli uomini in ogni momento... ma aderire all'essere, davvero, è santità... e si presume che chi fa ciò, non si fa una legge come vuole, ma comprende che esiste un'unica legge che è grazia e verità... e tutto naturalmente volge ad essa, come un immenso arazzo... quindi volge all'Essere, al Bene, che è assoluto... che è Dio :).
Citazione:
Volevo notare come per il paganesimo fosse rilevante l'idea del destino (fato, fortuna, ecc..), nei miti spesso le azioni non vengono giudicate moralmente perchè comunque dettate dal fato
infatti... è mi ha sempre messo tristezza nel cuore... w il libero arbitrio, e la responsabilità delle azioni umane! libertà... non destino...
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Citazione:
Originariamente Scritto da Patrizia
ma come può essere sensato... contraddice il principio di non contraddizione di aristotelica memoria...
E "l'esistenza del non essere" non è una contraddizione? il non essere non è, quindi o non esiste, quindi tutto è essere, o se esiste non è non essere, quindi tutto è essere. D'altra parte il tutto riassume in sè tutte le contaddizioni e ne è antecedente
solo se questa legge è armonia... la completa libertà di adesione all'essere è offerta a tutti gli uomini in ogni momento... ma aderire all'essere, davvero, è santità... e si presume che chi fa ciò, non si fa una legge come vuole, ma comprende che esiste un'unica legge che è grazia e verità... e tutto naturalmente volge ad essa, come un immenso arazzo... quindi volge all'Essere, al Bene, che è assoluto... che è Dio :).
Quindi quando si arriva a conoscere veramente il proprio essere la libertà scomapre, visto che l'essere è bene, scegliere il male vuol dire non aver visto veramente l'essere, per cui chi arriva a conoscere il proprio nucleo trascendente ha un'unica scelta :)
infatti... è mi ha sempre messo tristezza nel cuore... w il libero arbitrio, e la responsabilità delle azioni umane! libertà... non destino...
Per conoscere il proprio destino una persona deve conoscere il suo essere, in quel momento scoprirà qual'è il suo posto nella realtà e quali sono le azioni che deve compiere, senza questa consapevolezza si agisce inconsapevolmente, trascinati dalla corrente :)
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Citazione:
E "l'esistenza del non essere" non è una contraddizione? il non essere non è, quindi o non esiste, quindi tutto è essere, o se esiste non è non essere, quindi tutto è essere. D'altra parte il tutto riassume in sè tutte le contaddizioni e ne è antecedente
Infatti quello che ho sostenuto fino ad ora è che il Male Assoluto non esiste, perchè il Non Essere non è... il male è mancanza di bene ma che non giunge mai allo zero, perhcè cesserebbe di essere... ma può andare molto molto lontano, può tradire se stesso quasi completamente...
Ma invece quello che tu dici, ossia che l'assoluto comprende in sè l'essere e il non essere, è una contraddizione in termini.
Citazione:
Quindi quando si arriva a conoscere veramente il proprio essere la libertà scomapre, visto che l'essere è bene, scegliere il male vuol dire non aver visto veramente l'essere, per cui chi arriva a conoscere il proprio nucleo trascendente ha un'unica scelta
Più o meno... Anche chi vede veramente l'essere può decidere di rifiutarlo e tradire la propria natura... la libertà c'è sempre... ;)
Citazione:
Per conoscere il proprio destino una persona deve conoscere il suo essere, in quel momento scoprirà qual'è il suo posto nella realtà e quali sono le azioni che deve compiere, senza questa consapevolezza si agisce inconsapevolmente, trascinati dalla corrente
Si ma se tutto è essere ogni azione in armonia con esso è veramente Giusta, e non può essere che qualcuno tenda per natura al non essere solo perchè "è scritto nel destino"...
Niente destini prescritti, scelte libere qui e ora, autenticamente umane e autenticamente libere... senza questo tutto è inesorabile schiavitù alla roulette cosmica... è annichilimento della Speranza, della Giustizia e quindi anche dell'essere ;).
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Citazione:
Originariamente Scritto da Patrizia
Però conta anche ciò per cui combatti e non soltanto come.
Altrimenti è correre invano. Alla cieca.
Conta soprattutto COME combatti perché il come non è soggetto a forzature teoriche che nobilitano e giustificano verbalmente. Il COME attesta inequivocabilmente e senza appello la tua etica e il tuo essere.
Certo conta anche per COSA combatti, ma devi combattere per quello che sei.
Molto meglio un buon sovversivo di un falso tradizionale.
Inoltre non concordo sul fatto che la creatura sia "buona" per forza. Questo è scontato in un'ottica teologica obbligata, ma non è assolutamente vero che la malvagità non sia, in tanti casi, congenita.
E nemmeno ë vero che i malvagi lottino sempre per il Male. Abbiamo molti casi in cui si sono schierati per il Bene. Addirittura nel campo papalino.
Sono convintissimo che se si resta prigionieri di queste ingessature si prendono scorciatoie, ci si auto/nobilita ma si continua, allora sì, a procedere alla cieca in un circolo vizioso alimentando la mediocrità e l'ipocrisia.