Taxi, la "marcia su Roma". Il Garante:
è incostituzionale
L´hanno chiamata la "marcia su Roma". Non è un caso: c´è rabbia corporativa e ci sono chiare affinità politiche nella protesta dei tassisti che arrivano nella capitale da tutta Italia. L´adunata del circo Massimo giunge all´indomani del rifiuto di trattare con il governo se non viene prima ritirato il decreto che apre il mercato delle licenze. In mezzo ai leader della protesta ci sono i colonnelli di Alleanza nazionale, padroni di casa, accolti al grido di
"Duce, duce" dalla piazza. Sul palco Gianni Alemanno e Francesco Storace incitano la folla. I cori hanno un'aria di famiglia: «Boia chi molla, è il grido di battaglia».
Migliaia le auto sono confluite nella mattinata verso il grande spiazzo verde fra i Fori, l´Aventino e il Lungotevere. Tensione quando il corteo dei tassisti dal Circo Massimo si dirige verso il centro, aggirando i cordoni della polizia, schierata in tenuta anti sommossa, che non interviene. Alla fine i tassisti, attraversata piazza Venezia, arrivano fino a piazza Colonna, sotto a palazzo Chigi.
«Se avete altre proposte fatele, purché ci sia qualche taxi in più», cerca ancora di mediare il ministro per lo sviluppo economico Pierluigi Bersani. Ma le proposte non esistono. I tassisti, semplicemente, non ci stanno. Non ne vogliono sapere del cosiddetto "pacchetto competitività" che riforma il settore e liberalizza le licenze. Non ne vogliono sapere delle rassicurazioni del governo e di quanto è scritto nel decreto che in realtà non prevede nessuna liberalizzazione selvaggia ma affida semplicemente ai Comuni la decisione se aumentare o meno le licenze.
Già nella serata di martedì Bersani, in un lungo incontro al ministero, aveva offerto «l'apertura, anche immediata, di un confronto con le organizzazioni dei tassisti ed i sindaci per ricercare soluzioni, anche correttive del decreto, che siano in grado di raggiungere l'obiettivo del potenziamento del servizio pubblico» a patto, però, che «cessino le agitazioni in corso e riprenda il servizio». La replica dei tassisti è stata durissima: nessuno stop alla protesta fino al ritiro del decreto.
Sempre martedì, il ministro dell'Interno Giuliano Amato ha lanciato ai manifestanti un doppio monito. Il primo riguarda l'ordine pubblico: «Mi auguro che anche le manifestazioni, che stanno crescendo, rimangano sempre compatibili con i diritti dei cittadini - afferma - perchè altrimenti si creerebbero dei delicati problemi». Il secondo i margini di una trattativa, ed è altrettanto netto: «Se la richiesta è quella di ritirare il decreto, non credo che su questo sia possibile un accordo».
Pubblicato il 05.07.06