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  1. #1
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    "Il tuo orecchio non mi percepisce, ma in cuore ti rimbombo; in forma varia esercito crudele potere" Goethe, Faust, parte prima.
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    Lightbulb La Pratica Della Introversione



    Propongo di seguito un testo Zen che, da tempo, fa ormai parte integrante del mio bagaglio di maturazione personale (e che in questo periodo sto mandando a memoria al fine di una più profonda e proficua com-prensione), nella speranza possa essere, per chi ancora non ne sia a conoscenza, d’aiuto e sostegno.

    LA PRATICA DELLA INTROVERSIONE

    Con il suo vigore accresciuto, la sua mente dovrà essere messa in samadhi;
    Difatti se il pensiero viene distratto, nelle spire velenose delle passioni giacciamo.
    Nessuna distrazione tangere può l’uomo che è solo nel corpo e nella mente.
    Pertanto al mondo rinuncia, abbandona tutto quel pensare digressivo!
    Assetata di guadagno, e del mondo amante, la gente non riesce a rinunciare ad esso.
    Ma il Saggio può tale amore vincere, riflettendo come segue:
    Mediante la calma assoluta unita al vero discernimento,
    Le sue passioni vengono debellate. La calma assoluta per prima cosa va ricercata.
    Essa che nasce dalla disgregazione delle soddisfazioni terrene,
    Breve è la durata della tua vita, come puoi pensare che gli altri, allo stesso modo della vita fugaci, degni sono del tuo amore?
    Migliaia di nascite passeranno senza un lamento di lui che tu tanto hai nel cuore.
    Quando non puoi vedere il tuo adorato, la scontentezza disturba il tuo samadhi;
    Quando lo hai visto, il tuo desiderio, non sazio come sempre, come prima ritorna.
    Allora tu come pegno dai via la verità del Reale; la tua condizione di essere perduto più non ti turba;
    Consumato dal dolore ti struggi dal desiderio per ríncontrare lui che tanto hai nel cuore.
    Siffatte preoccupazioni consumano una breve vita - ancora e sempre senza alcuno scopo;
    Ti allontani dal Dharma che è eterno, per amore di un amico che eterno non è.
    Condividere la vita degli stolti porterà agli stati di dolore; non la condividere, ed essi ti odieranno; che bene puoi avere dallo stare a contatto con gli stolti?
    Buoni amici un tempo, d’improvviso non piaci più a loro, tu provi a compiacerli, ma invano gli umani non sono facili da contentare!
    Consigli sui loro doveri suscitano rabbia; le tue buone azioni essi impediscono;
    Quando tu ignori quello che loro dicono si arrabbiano, ed è causa di uno stato di dolore.
    Dei migliori di lui è invidioso, con chi gli è uguale c’è contesa,
    Nei confronti degli infériori è altezzoso, va pazzo per la lode ed è furente quando lo biasimano;
    Ci può mai essere una qualche bontà in questi stolti uomini comuni? Auto-esaltazione, sminuire gli altri, o spingerli al peccato.
    Di sicuro qualche male siffatto, capita quando uno stolto un altro ne incontra.
    Due mali si incontrano quando due stolti assieme si uniscono.
    Da solo vivrò, in pace e con mente senza macchia.
    Lontano dovrai fuggire dagli stolti.
    Una volta incontratili, mediante gentilezza andranno vinti, non nella speranza di intimità, bensì al fine di preservare una mente pura, santa.
    Abbastanza per opera del Dharma prenderò da lui, proprio come una ape miele prende da un fiore.
    Nascosto e sconosciuto, come la luna nuova, voglio vivere la mia vita.
    Gli stolti amici non ti sono, così il Buddha ci ha insegnato;
    Essi amare non possono se non il proprio interesse che in essi giace.
    Gli alberi non mostrano disprezzo, e non chiedono una corte laboriosa.
    Con gioia ad essi ora mi vorrei unire come a miei compagni.
    Con gioia vorrei dimorare in un santuario deserto, sotto a un albero, o in una grotta,
    Con nobile disinteresse per tutto, e mai guardando indietro a ciò che ho abbandonato
    Una ciotola d’argilla come mio unico bene, un abito che gola non fa ai predoni
    Dimorando libero da paura, e privo di riguardi per il mio corpo.
    Solo l’uomo nasce, e completamente solo si incontra con la morte;
    Questa angoscia privata nessuno la divide; e gli amici possono solo impedire il vero benessere.
    Coloro i quali viaggiano attraverso il Divenire dovranno considerare ciascuna incarnazione
    Come niente di più che una stazione di passaggio del loro viaggio attraverso il Samsara.
    Pertanto sempre io tenderò alla gioiosa e tranquilla solitudine,
    Che beatitudine dà, e ogni distrazione estingue.
    E da tutte le altre preoccupazioni liberata, la mente fissa sulla idea di concentrare lo spirito mio,
    Di unificare e disciplinare lo spirito mio mi sforzerò.

  2. #2
    sacher.tonino
    Ospite

    Predefinito

    citazione: Pertanto sempre io tenderò alla gioiosa e tranquilla solitudine,
    Che beatitudine dà, e ogni distrazione estingue.

    Pertanto sempre io tenderò alla mischia umana, fatta di sangue, ferite e sudore, la quale esperienza dà, che poi diviene scienza di uomo.

    E vi fù silenzio
    nella casa di Dio
    Disse l'uomo a Dio:
    "Invero mi hai fatto malvagio;
    stuprai mille femmine
    e godetti del
    loro sapore acre
    di coscie sudate,
    e del vinto, la
    casa feci bottino
    e macellai e squartai con la
    scure, quelli che dicevano
    basta."
    Rispose Dio:
    "Giusto, ma io ti posi
    la facoltà di scegliere."
    L'uomo:
    "Freddo è questo mondo,
    e ogni volta
    che pregai
    nessun Tuo angelo mi rispose,
    e quando piantai grano
    raccolsi rovi e fuoco."
    Rispose Dio:
    "Giusto.Allora uomo sarai nel mondo."
    E vi fù silenzio
    nella casa di Dio.


  3. #3
    Forumista senior
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    Predefinito

    Soffro, ah! Come soffro...

    (voce partenopea fuori campo:"Dottò, ma che c'azzecca???)

 

 

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