Il governo tailandese per combattere il traffico di droga ha instaurato la pena di morte,riporto qui sotto il racconto di alcune persone arrestate per il solo uso di stupefacenti.
Queste decisioni vengono prese non da gente ignorante o da qualche tribù primitiva ma da politici istruiti e in contatto con tutta la realà mondiale,coloro che dovrebbero essere considerati come la realtà evoluta e ben pensante del terzo mondo.
Ateh e Ajuuh, due uomini akha di 34 e 42 anni, fumavano oppio da molto tempo. Il 7 dicembre scorso la polizia li condusse in un campo militare con la scusa di sottoporli a un programma di disintossicazione. Si ritrovarono in un buco sotterraneo con altri tre Akha. Sopra le loro teste, i soldati rovesciavano acqua, pezzi di carbone e ceneri. La notte li fecero uscire per interrogarli. Una volta bendati li portarono in stanze diverse. Ateh racconta: “Per costringermi a parlare mi fecero l’elettroshock. Mi diedero calci sul viso e sul corpo. Sanguinavo. Poi capirono che non avrei resistito e mi gettarono di nuovo nel buco”.
Quando la seconda notte un uomo riuscì a scappare, i guardiani si vendicarono sugli altri prigionieri. “Mi bendarono e picchiarono ancora”, dice Ateh, ripensando al compagno Ajuuh morto per le ferite: “L’ho visto spegnersi, mentre mi stava seduto accanto. L’ho sentito chiamare i genitori e parlare con i figli e con la moglie. Si illudeva che potessero ascoltarlo. Anch’io credevo di non sopravvivere”. Ateh, invece, ce l’ha fatta. La mattina successiva si ritrovò in ospedale con un polmone lacerato. Ovviamente nessuno aiutò i due uomini, accusati ingiustamente di narcotraffico, a disintossicarsi.
L’operatore umanitario ha visitato le carceri: “Le persone arrestate per droga in Thailandia restano in prigione per almeno tre anni prima di essere processate. Anche se sono innocenti”.
Tutti i detenuti hanno le catene ai piedi. Spesso si ammalano di infezioni. A volte, sapendo di restare rinchiusi fino a vent’anni, impazziscono. “Come uno svizzero che ho conosciuto”, racconta l’uomo: “Si era presentato all’aeroporto di Bangkok con delle anfetamine nascoste addosso e nella borsa. Ormai è in carcere da sette anni e non è ancora stato processato. Ha perso quasi 60 chili e la ragione”.
nicht zur terzomondista Verschmutzung




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