
Originariamente Scritto da
teo
Ecco cosa ho scritto agli iscritti di Radical, per spiegare le mie ragioni e gli errori (riparati a suon di mistificazioni) della loro dirigenza:
Volevo scrivere due parole per ripercorrere gli ultimi eventi.
Tutto inizia una mattina, quando ispezionando il forum che modero (Libertarismo), trovo un appello, perché accetti la candidatura con il vostro partito. Se modero proprio quel forum, un motivo ci sarà. Io ho certe idee, e come ha detto Liberalix, non credo proprio di averle mai nascoste.
Comunque, dopo diversi appelli sviscerati, che non linko perché alla luce degli ultimi fatti mi sembrerebbe una scortesia rinfacciare a chi pochi giorni dopo si produce in affermazioni piuttosto pesanti (a cui rispondo più avanti), avevo deciso di accettare, come indipendente. Del resto, come lo stesso Liberamente ha affermato pochi minuti fa, non avevo la benché minima possibilità di essere eletto, e mi sono deciso solo per fare un favore a chi me lo stava chiedendo in modo così convinto.
Nei giorni successivi, fino a ieri, non è successo granché. Ho rimesso più volte nelle mani della vostra dirigenza la mia candidatura, ma questa mi ha sempre incoraggiato con forza ad andare avanti, iniziando a fare campagna elettorale per me. La vostra dirigenza mi ha offerto di candidarmi anche in lista alla costituente, ma ho rifiutato, proprio perché sono ben cosciente delle diversità di vedute che ho con voi. Insomma, se io oggi non sono organico a Radical è perché non ho mai desiderato farne parte, tutto il contrario del ritratto di guastatore inviato da qualcuno che ai vostri dirigenti fa comodo dipingere. E' sempre comodo dare la colpa a complotti e sabotatori, spiega tutto in modo elegante, peccato che però sia solo una calunnia deludente.
Avevo anticipato poi, non oltre una settimana fa, che avrei fondato una lista denominata NO ITALIA, con utenti del forum Padania. Non mi è stato chiesto nulla del programma, né mi sono stati chiesti chiarimenti di sorta. Ancora pochi giorni fa ero io stesso a scrivere:
E in privato mi veniva detto: "Ma cosa dici! Tu hai MOLTO in comune con noi." Insomma, la verità era sotto gli occhi di tutti, è per questo che le affermazioni ridicole sul complotto e sul sabotaggio sono solo indegnità di chi non sa assumersi le responsabilità dei propri errori.
Io, a fare da capro espiatorio, non ci sto.
E comunque, nonostante abbia patito fior di calunnie (per non parlare del florilegio di offese ricevute perché le mie idee non piacevano a diversi di voi, alla faccia della tolleranza che vi gloriate di professare), non ho aperto discussioni diffamatorie sul vostro conto e io non ho usato epiteti di ogni genere nei vostri confronti.
Cosa ho fatto? Ho fatto la cosa che era più adeguata per contenere la vostra figura da pasticcioni dilettanti: ho taciuto, ed ho inviato una richiesta (privata) all'amministrazione per recedere dalla candidatura che mi avete pregato (e sottolineo pregato) di accettare. Ho taciuto, ed ho provato a togliervi dai guai. Se adesso ho scritto, ho scritto perché volevo ristabilire un minimo di verità.
Io sfido chiunque a dimostrare che questo rescoconto è fasullo. Nei fatti, si sta delirando di un mio sabotaggio, manovrato da non si sa quale cospirazione ai danni di Radical, per nascondere una verità molto più semplice e indigesta: la dirigenza ha candidato una persona che stimava dal punto di vista tecnico e di cui non sapeva nulla dal punto di vista politico. Venuta a galla una sollevazione di iscritti imbizzariti dalle mie idee politiche, ecco che mi si scarica e mi si addebita a comodissimo capro espiatorio.
Prendetevela con il vostro pressapochismo e con queste regole assurde, peraltro cambiate dal giorno alla notte, se oggi vi ritrovate con un candidato sgradito e vi ritrovate costretti. Io sono sempre stato molto chiaro nel manifestare il mio pensiero ed ho anche cercato di tirarvi fuori dai vostri guai.
Saluti
teo