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Discussione: Lombardo-Veneto...

  1. #1
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    Predefinito Lombardo-Veneto...

    Da La Repubblica, rubrica “Affari&Politica”
    di domenica 9 luglio 2006

    MILANO - Prosegue sui giornali e in altre sedi un intenso dibattito sul perché il Lombardo-Veneto (area in cui si vota “si” per il referendum e in cui il centro-destra ha la maggioranza dei voti) sia così diverso dal resto dell’Italia. O, almeno, di tante altre regioni italiane. E perchè in questa area-chiave del paese il centro-sinistra non riesce a sfondare. Per rispondere alla domanda e per andare alla ricerca di questa diversità si va a esaminare la storia di quell’area e si ricava la convinzione che un po’ il Lombardo-Veneto è sempre stato diverso. In tutto questo c’è molto di vero. Ma ci sono anche ragioni più vicine a noi per spiegare questa diversità. Negli anni Cinquanta, Sessanta e ancora nei Settanta il grande polo produttivo italiano era il famoso triangolo industriale (Milano-Torino-Genova), zeppo di fabbriche, di operai e di imprenditori grandi e piccoli.</SPAN minmax_bound="true">
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    Poi, come si sa, il triangolo industriale è andato declinando e si è in parte svuotato. Al punto che oggi la stessa espressione di “triangolo industriale” è roba da storici. Chi ha meno di trent’anni probabilmente non capisce nemmeno che cosa voglia dire, anche se poi dentro quel triangolo sono rimaste attività produttive.
    Queste ultime, invece, sono emerse (Veneto) o sono rimaste (Lombardia, con l’esclusione di Milano). Il risultato finale è che oggi il Lombardo-Veneto è una delle aree italiane dove ancora “si produce”, si fabbricano cose che poi saranno vendute. In un certo senso il Lombardo-Veneto è oggi la vera grande fabbrica italiana. Serve il resto dell’Italia, molti mercati esteri e, soprattutto, la Germania.
    La sua “specificità” rispetto a altre regioni italiane è esattamente questa: qui si produce, ci sono le fabbriche, gli operai, i capannoni. Non ci sono, salvo pochissime eccezioni, grandi complessi, ma una quantità enorme di padroncini, che da sempre vedono lo Stato come nemico (il fisco, le norme, i regolamenti, ecc.).
    Ma, a parte tutto ciò, bisogna anche tener presente che il Lombardo-Veneto, proprio perché è diverso dalle altre regioni, ha una serie di aspettative particolari nei confronti della politica. Per essere ancora più chiari: dalla politica vuole cose che il centro-sinistra finora ha un po’ trascurato. Da qui la mancata sintonia fra una delle aree più “avanzate” (o rimaste più indietro?) e il centro-sinistra che si presenta come innovatore.
    Il Lombardo-Veneto, in sostanza, proprio perché è una delle ultime aree “produttive” del paese, nella quale i servizi e il pubblico impiego contano poco, vuole dalla politica quattro cose:
    1- Interventi sul lavoro. Chiede, ad esempio, che non si tocchi troppo la legge Biagi. Un po’ di mano libera con le maestranze qui è considerata vitale. E quindi non aiutano certo i proclami che arrivano da certe componenti del centro-sinistra e del sindacato per spazzare via la legge Biagi. Farebbe piacere avere dei piccoli imprenditori lombardo-veneti kennediani (o anche solo “riformatori”), ma non è così. Sono fatti della stessa scorza dura dei fondatori del capitalismo italiano.
    2- A tutti loro, ovviamente, va benissimo il taglio del cuneo fiscale, purchè questo venga fatto davvero e in fretta. Così come sarà gradito ogni intervento che tagli il costo del lavoro e la burocrazia che è collegata in Italia al “fare impresa” (oggi ci vogliono più di 50 autorizzazioni per aprire un’azienda).
    3- Questa, si diceva, è un’area produttiva. Qui si assemblano merci, e quindi ci sono prodotti (scarpe, sedie, macchinari) che si devono spostare. Il Lombardo-Veneto movimenta ancora prodotti, non bit. E quindi può essere divertente e utile avere un po’ di banda larga, ma per il momento è ancora più fondamentale avere buone strade belle larghe e dal fondo non sconnesso. Cosa che oggi non hanno.
    4- Infine, c’è la questione dell’energia elettrica (e qui, per le note ragioni, se ne consuma tanta). Nel Lombardo-Veneto non capiscono perché in Austria (a 100 chilometri dalle loro fabbriche) l’energia debba costare anche il 30 per cento in meno. E quindi protestano, mandano accidenti alla politica.
    In sostanza, il Lombardo-Veneto ha profonde ragioni storiche per sentirsi diverso dal resto del paese. Ma ha anche ragioni “presenti”, di oggi. Adesso tutti guardano in avanti verso la società multimediale, ma in quest’area la maggior parte della società vive facendo cose, riempiendo camion e camion di prodotti che poi vanno in mezza Europa. Solo che di questo il centro-sinistra e anche i sindacati sembrano non rendersi tanto conto e quindi continuano a esibirsi in discorsi (tipo quelli sulla necessità di abolire la Legge Biagi) che altrove possono anche andare bene, ma che qui sono visti come pure eresie. E si fa poco per risolvere i problemi veri (strade e energia). Quando Bossi e i suoi parlano di “questione settentrionale” spesso sbagliano o dicono cose un po’ a vanvera. Ma una questione Lombardo-Veneto (una delle ultime aree “produttive” classiche di questo paese) esiste e è fatta delle poche e semplici cose che ho appena cercato di spiegare

  2. #2
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    Comunque secondo me,tu hellmanta hai le idee parecchio confuse...

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da Dragonball
    Comunque secondo me,tu hellmanta hai le idee parecchio confuse...

    Accetto la critica.
    Ma...perchè?

  4. #4
    Simply...cat!
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    Citazione Originariamente Scritto da hellmanta
    Accetto la critica.
    Ma...perchè?
    Scusa ma non ho capito: vuoi il Lombardo-Veneto libero,poi dici di essere fascista (ovvero iper nazionalista): il giorno prima tifi Itaglia ai mondiali,il giorno dopo vuoi la secessione.
    Spiegati meglio figliuolo...

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da Dragonball
    Scusa ma non ho capito: vuoi il Lombardo-Veneto libero,poi dici di essere fascista (ovvero iper nazionalista): il giorno prima tifi Itaglia ai mondiali,il giorno dopo vuoi la secessione.
    Spiegati meglio figliuolo...

    Avevo già spiegato in un'altra discussione il "mio" fascismo...
    Del fascismo mi piace l'ordine, la disciplina, l'indottrinamento delle masse.

    L'Italia ai mondiali la tifo solo per "campanilismo"...non sono certo uno che muore di calcio.
    Non voglio la secessione: pur provenendo da famiglie austriache trapiantate qui mi sento italiano. Semplicemente voglio essere libero di spendere i miei soldi nella mia terra. Con la Sicilia (ad esempio) personalmente non ho niente a che spartire...Quindi non vedo perchè i siciliani (sempre ad esempio) debbano spendere i soldi delle mie tasse.

  6. #6
    fumo_di_londra
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    Citazione Originariamente Scritto da hellmanta
    Avevo già spiegato in un'altra discussione il "mio" fascismo...
    Del fascismo mi piace l'ordine, la disciplina, l'indottrinamento delle masse.

    L'Italia ai mondiali la tifo solo per "campanilismo"...non sono certo uno che muore di calcio.
    Non voglio la secessione: pur provenendo da famiglie austriache trapiantate qui mi sento italiano. Semplicemente voglio essere libero di spendere i miei soldi nella mia terra. Con la Sicilia (ad esempio) personalmente non ho niente a che spartire...Quindi non vedo perchè i siciliani (sempre ad esempio) debbano spendere i soldi delle mie tasse.
    per il modello imperiale e asburgico che vi era prevalente.

  7. #7
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    Io vorrei tornare ai tempi del duce per mandare i fanulloni e gli incapaci a lavorare nei campi.
    Nella categoria rientrano in primis molti dirigenti e imprenditori: per loro lavorare vuol dire rimanere in azienda a cazzeggiare 12 ore al giorno, molti non sanno neppure cosa significhi lavorare, soprattutto la II generazione di imprenditori, figlia di arricchiti senza cultura.
    Questo è -purtroppo- il trend del mio Veneto.

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da hellmanta
    In un certo senso il Lombardo-Veneto è oggi la vera grande fabbrica italiana. Serve il resto dell’Italia, molti mercati esteri e, soprattutto, la Germania.
    La sua “specificità” rispetto a altre regioni italiane è esattamente questa: qui si produce, ci sono le fabbriche, gli operai, i capannoni. Non ci sono, salvo pochissime eccezioni, grandi complessi, ma una quantità enorme di padroncini, che da sempre vedono lo Stato come nemico (il fisco, le norme, i regolamenti, ecc.).
    Vero! Ma lo stato è sempre stato visto come nemico e spesso come estraneo SOPRATTUTTO nel sud d'Italia (siamo un po' miopi? Ah! già a lei a sud del Po' non importa nulla!)
    Comunque il fatto che al nord, vicino al confine con Germania, Austria, Francia, Svizzera, ci siano più fabbriche che producano per "molti mercati esteri e, soprattutto, la Germania" ci sarà un motivo.... FORSE sarà motiva da ragioni geografiche-storiche?
    Questo che significa? che chi è più lontano dal confine deve passarsela per forza male?
    In un mondo in cui la globalizzazione ha annullato le distanze non sarebbe il caso di investire in altre regioni del paese dove il costo della vita è più basso?

    questa si diceva, è un’area produttiva. Qui si assemblano merci, e quindi ci sono prodotti (scarpe, sedie, macchinari) che si devono spostare. Il Lombardo-Veneto movimenta ancora prodotti, non bit. E quindi può essere divertente e utile avere un po’ di banda larga, ma per il momento è ancora più fondamentale avere buone strade belle larghe e dal fondo non sconnesso. Cosa che oggi non hanno.
    Confrontiamo quelle strade o meglio autostrade con quelle del resto del paese e poi si capisce perchè "conviene", nonstante NON CI SIANO (????) "buone strade belle larghe e dal fondo non sconnesso", continuare a produrre SOLO AL NORD!!!
    4- Infine, c’è la questione dell’energia elettrica (e qui, per le note ragioni, se ne consuma tanta). Nel Lombardo-Veneto non capiscono perché in Austria (a 100 chilometri dalle loro fabbriche) l’energia debba costare anche il 30 per cento in meno. E quindi protestano, mandano accidenti alla politica.
    FORSE....FORSE...perchè ...qualche decennio fa alcuni elettori (in gran parte anche al nord!!!) hanno votato contro la costruzione di centrali nucleari o non hanno investito in fonti alternative al petrolio che oggi è arrivato a prezzi impossibili!!!
    [QUOTE]...di questo il centro-sinistra e anche i sindacati sembrano non rendersi tanto conto e quindi continuano a esibirsi in discorsi (tipo quelli sulla necessità di abolire la Legge Biagi) che altrove possono anche andare bene, ma che qui sono visti come pure eresie. [QUOTE]
    Non si tratta di eresia ma del fatto che "ove c'è lavoro" anche in eccesso non c'è bisogno di tutele del lavoratore. Se si trova male o viene trattato male o pagato male se c'è ampia disponibilità di lavoro cambia e va dove è trattato meglio. Nel resto del paese invece, ove c'è carenza di posti di lavoro, è più sentita la necessità delle tutele. Una cosa OVVIA!!!

    E si fa poco per risolvere i problemi veri (strade e energia). Quando Bossi e i suoi parlano di “questione settentrionale” spesso sbagliano o dicono cose un po’ a vanvera. Ma una questione Lombardo-Veneto (una delle ultime aree “produttive” classiche di questo paese) esiste e è fatta delle poche e semplici cose che ho appena cercato di spiegare
    Questo perchè FORSE il paese non è SOLO il lombardo-veneto o SOLO i problei di una o due sole regioni ma di un paese molto più grande ove è necessario pensare a tutti.

    Neanche si può pensare di risolvere i problemi su base regionale. Le nostre regioni sono così piccole che è impensabile che possano reggere il confronto con i mercati mondiali sempre più aperti e su basi mondiali se non si cammina tutti insieme.
    E' noto a tutti che ad esempio per la germania ovest la germania est è stata solo una spesa ma non si può pensare di andare avanti con squilibri e diversità. Il paese, l'Italia, l'Europa può andare avanti crescere e migliorarsi solo se tutti faremo uno sforzo in più per eliminare le disparità economiche, culturali, sociali tra noi. Allora sì che cresceremo e diverremo più forti e potenti.
    Nella divisione si crea solo povertà, disparità, odio e lotte e non c'è futuro in una società moderna per queste separazioni.

    Saluti

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da 1-1-1948
    Io vorrei tornare ai tempi del duce per mandare i fanulloni e gli incapaci a lavorare nei campi.
    Nella categoria rientrano in primis molti dirigenti e imprenditori: per loro lavorare vuol dire rimanere in azienda a cazzeggiare 12 ore al giorno, molti non sanno neppure cosa significhi lavorare, soprattutto la II generazione di imprenditori, figlia di arricchiti senza cultura.
    Questo è -purtroppo- il trend del mio Veneto.
    All'epoca del Duce però queste disparità furono difese ed accentuate. Non mi sembra un buon esempio.

    Il brutto è che oggi ognuno tende a vedere il passato alle volte un po' mitizzato da alcuni racconti dei padri da alcune illusioni che non hanno niente a che vedere con al realtà storica.

    Purtroppo all'epoca del Duce molti privilegi furono mantenuti. La verità è che invece c'era una forte coscienza sociale per cui le masse più povere anche se conducevano una vita dura godevano di buone tutele.

    Una coscienza sociale che molti che oggi si richiamano ai principi fascisti non hanno.

    Saluti

 

 

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