
Originariamente Scritto da
kingzorc
Partiamo dalle riduzioni di imposta affettuate dal Governo di Cdx:
Fra il 2001 e il 2005 sono stati impiegati per la riduzione dell'Irpef 14 miliardi:
-2 miliardi per la riduzione del 2002
-6 miliardi primo modulo di riforma fiscale
-6 miliardi secondo modulo.
Chi hanno favorito queste riduzioni?
L'aumento delle detrazioni 2002,e il primo modulo hanno favorito i ceti bassi,il secondo modulo i ceti medio-alti,diciamo che è stata una riduzione "a pioggia".
Mettendo da una parte i ceti bassi,e dall'altra i medio-alti,diciamo che c'è stato un "fify-fifty"..
Il risultato?Difficile fare di tutta l'erba un fascio,a secondo della situazione familiare e del lavoro si passa da una riduzione di 10 euro ai 50 euro mensili,per generalizzare diciamo che è stato regalato il famoso caffè giornaliero.
Sempre meglio di niente ovvio,ma questa riduzione NON ha avuto un impatto sulla produttività del paese,non ha rilanciato i consumi come si sperava,quindi
era,è evidente,che la strada da seguire sia un altra.
Analizziamo adesso la "promessa" della riduzione del Cuneo Fiscale del 5%.
Le risorse necessarie per tale risuzione si aggirano intorno ai 10 miliardi.
Partendo dal presupposto che la riduzione sarà da spartirsi "fifty-fifty" tra lavoratori dipendenti-riduzione costo del lavoro,si ha una situazione "simile" a quella Berlusconiana.
Gli effetti?Per i lavoratori dipendenti ci sarà un aumento in busta paga dai 10 ai 30 euro mensili,quindi il solito(forse anche meno) caffè al mese,il costo del lavoro invece verrà ridotto dai 20 ai 50 "centesimi" l'ora,ossia rimarrà parecchio al di sotto di Francia e Germania e PARECCEHIO al di sopra dei paesi dell'Est europeo e soprattutto di quelli asiatici.
Domanda.Cosa risolviamo con la iduzione del Cuneo?
A me pare l' "ennesima" promessa populista che non risolve i problemi ma cerca di acconentare un pò tutti,alla fine scontentandoli perchè NON risolve proprio niente.
La strada giusta e meno costosa(magari lo è di più per energie psico-fisiche

)è quella intrapresa con il (buon) decreto Bersani,bisogna liberalizzare e favorire NUOVE iniziative,non "foraggiare" le varie Eni,Mediaset,Telecom che agiscono indisturbate in monopoli o finti oligopoli,danneggiando il consumatore.
"Creare" nuove imprese e nuovi posti di lavoro,leggevo l'altro giorno su LA NAZIONE che in Italia per aprire un impresa ci vogliono 63 gironi(

),negli altri paesi Europei si variava dai 20 ai 45..ma perchè siamo SEMPRE così indietro?"Costa" tanto snellire certi iter burocratici?..
Le risorse vanno impiegate per costruire del "nuovo",non per ripete "vecchi" errori..
