Pregiudizio Anti-Cattolico
Questo strano livore anti-cattolico
di Francesco Natale - 14 ottobre 2005
Se qualcuno si aspetta di trovare qui chissà quali rivelazioni, magari accompagnate dall'esibizione di antiche pergamene fortunosamente reperite in qualche armadio sigillato di qualche strana biblioteca, dei documenti, insomma, da esibire come inconfutabile prova della «machinatio massonica», lasci pure perdere queste paginette e passi ad altro. Qui non c'è sostanza per le storie alla Indiana Jones o alla Martin Mystere: niente «uomini in nero», niente Compagni di Baal, niente «priorati» di varia natura, niente giochi di agenti più o meno segreti al soldo del Grande Oriente o della Massoneria Ebraica Francese.
Quelle che seguono sono soltanto brevi riflessioni su fatti noti alla generalità delle persone, fatti su cui magari non troviamo mai il tempo di attardarci, tanto li consideriamo ovvi, scontati e acquisiti, mentre ovvi e scontati non sono: anzi, a ben vedere presentano aspetti di inquietante significatività. Che la pubblica opinione coltivi un fondo di animosa intolleranza verso il cattolicesimo è un fatto che traspare da numerosi segnali: basti pensare al tono generale dei media di maggior diffusione e di più elevato impatto, non trascurando inoltre quella spia significativa che sono le lettere ai giornali: dappertutto zampilla il pregiudizio anti-cattolico, l'unico ancor oggi possibile, come ben hanno esemplificato sia Introvigne che Baget Bozzo. Non lasciamoci fuorviare dalla ininterrotta celebrazione agiografica di un personaggio dallo smisurato impatto carismatico come il Sommo Pontefice o dal successo di certe rivisitazioni medianiche di altri personaggi carismatici come Padre Pio o Madre Teresa di Calcutta: la macchina mediatica è attenta a sfruttare tutto quanto può vellicare la superficialità emozionale delle moltitudini.
Ma aspettate di vedere cosa accade quando un cattolico, fosse pure un grande personaggio carismatico, si schioda dal ruolo di «volontario del pubblico soccorso», nel quale è ancora tollerato e non di rado blandito. Pensiamo a cosa regolarmente accade quando «lo sporco indiano cattolico» prova a uscire dalla «riserva» in cui, per il bene di tutti s'intende, è stato confinato. Anche l'odierna attualità ce ne fornisce esempi innumerevoli e particolarmente significativi: pensiamo al tema delicatissimo e appassionante della vita umana al suo esordio, della ricerca su una linea di frontiera in cui labile e sottile è il confine che separa il Dottor Pasteur dal Dottor Mengele e consideriamo come viene accolto il punto di vista cattolico al riguardo da una società che pretende di essere, e sotto molto aspetti effettivamente è, tollerante. Tollerante al punto da erogare pubblici contributi per la celebrazione del Gay Pride, tollerante tanto da ascoltare con compunzione pittoreschi personaggi come l'on. Alessandra Floriani nata Mussolini o l'on. Antonio di Pietro. Una società così attenta alle opinioni di tutti da essere riuscita a rendere insopportabile la prima metà di quasi tutti i telegiornali.
Ebbene, questa stessa società così attenta a non perdere una sillaba del pensiero dell'on. Pecoraro Scanio, con quale sbrigativo fastidio, per non dire di peggio, archivia il pensiero ufficiale della Chiesa, quando essa si azzarda a uscire dallo stabbio in cui la si tollera confinata. E' un riflesso condizionato di tutto il corpo sociale, a cominciare dai cosiddetti benpensanti: «non licet esse vos». Il Cattolico non ha diritto di manifestare la sua identità; la sua Fede può essere tollerata come una flebile, risibile superstizione interiore, ma guai se pretende di mescolarsi con i fatti concreti della vita; cosa crede di essere questa pretesa cristiana? Pensa forse di essere più significativa della piattaforma dei metalmeccanici o del documento precongressuale del Correntone? A rimettere in riga gli impenitenti ci pensano blasonatissimi opinionisti, vanto e gloria della nostra Repubblica letteraria, immancabilmente coadiuvati da ascari volenterosi: cattolici sedicenti democratici, ex-professori dell'Università Cattolica, profetici leaders delle «comunità di base», sempre mobilitati e mobilitabili contro il rischio di un nuovo Sillabo e i possibili rigurgiti di integralismo.
Ritenere questo innegabile riflesso condizionato anti-cattolico il residuo tardivo e in via di estinzione della questione romana così come fu vissuta durante il cosiddetto «Risorgimento» ci sembra fortemente riduttivo: più di un secolo e mezzo ci separa dalle vicende della Repubblica Romana e 135 anni sono passati dalla Breccia di Porta Pia, così come da altrettanto tempo si è conclusa la rapina dei beni ecclesiastici perpetrata da un genìa di astuti e famelici gattopardi, così come il Papato ha rinunciato dal 1929 ad ogni rivendicazione sul «Patrimonium Beati Petri». Qualsiasi residuo, qualsiasi scoria legata a contingenze così remote, si sarebbe da tempo abbondantemente estinta se non vi fossero altri e ben più radicati motivi ad alimentare questa avversione al nomen cattolico che, fra l'altro, è un fenomeno non circoscritto alla sola Italia, ma si estende vivo e vitale in tutto il cosiddetto mondo occidentale: odio e intolleranza verso il cattolicesimo da parte delle classi dominanti, delle classi detentrici del potere economico, culturale, politico.
Un sentimento anticattolico, si badi bene, non genericamente anti-cristiano o comunque anti-religioso, che sarà invece prerogativa dai vari movimenti socialisti dalla fine del XIX alla fine del XX secolo. Questo atteggiamento anti-cattolico dei ceti dominanti affonda le sue radici nel XVIII secolo e ne costituisce l'habitus che legittima la loro pretesa di superiorità antropologica nei confronti della gente comune. Quello che avviene nel XVIII secolo, al di là delle singole vicende riguardanti le varie «obbedienze» e i vari «riti» massonici, ci interessa come deriva, come trend culturale complessivo che fornisce una nuova anima alle classi dominanti europee, fra le quali si è esaurita nel corso del XVII secolo la presenza significativa della esperienza cristiana, svuotata e isterilita dalle vicende atroci delle guerre di religione e della Guerra dei Trent'anni, dagli eccessi del giansenismo e dalla casuistica gesuita. L'annuncio cristiano, ormai privo di fascino anche per non pochi uomini di Chiesa (nella Francia di Luigi XV forse un terzo dei vescovi sono «libertini» o addirittura atei), viene rimpiazzato da antiche mitologie e da ricostruzioni fantasiose di passate vicende rivisitate da una scienza storica e filologica che è appena agli esordi.
Templari, Catari, neoplatonici, gnostici, culti isiaci, Paracelo e Apuleio, Ignazio e Apollonio di Tiana, il Grande Tempio di Salomone, il femminino sacro, tutto questo materiale viene disinvoltamente shakerato per dare origine ad una nuova scienza filosofica e teosofica, intrisa di rituali occulti che attirano e seducono tutti i soggetti succubi di velleità elitarie. E lo «gnosticismo», di cui la massoneria è una versione aggiornata e modernizzata, è quanto di più funzionale si possa concepire per dare una legittimazione filosofica, etica e pratica alle elite dei nuovi «pneumatici», i soli, i pochissimi in grado di attingere alla fonte della scienza segreta, in grado di sollevare il velo che cela ai profani le verità nascoste e di essere così le guide (le uniche guide) sagge e sapienti delle masse ignare del senso profondo del destino e della storia.
Che una tale mistificazione abbia retto così a lungo e continui tuttora a reggere, nonostante il progresso delle scienze storiche abbia privato di ogni significato e consistenza i suoi miti fondanti, non deve poi meravigliare più di tanto: scientificamente non vale nulla, ma per legittimare il potere della «razza padrona» vale moltissimo.
Ecco Cosa Significa Essere Cattolico Oggi
MUSLIMS BEHEAD 3 CATHOLIC TEENS: INDONESIA
By J. Grant Swank, Jr.
MichNews.com
Dec 28, 2005
"’I tell people: Do not retaliate; only God can do that,’ said Rev. Stephen Dayoh, taking a break from pitching a large tent outside his church for Christmas services. ‘If we do, it means we are the same as them.’"
Muslim machetes cut off the heads of three Catholic teenage girls. A fourth girl fled, according to AP.
"’All I could do was pray to Jesus for his help,’ said 16-year-old Noviana Malewa, who fled with a gaping head wound. ‘I was streaming with blood.’ A thick scar runs from the back of her neck to just under her right eye.
"Noviana's family, which fled the hamlet overlooking Poso, had recently returned, confident that tensions were subsiding. Still recovering from the attack, the girl now lives under police guard in the Christian town of Tentena.
"In her only interview since the killings, Noviana described how the girls in their school uniforms were taking a shortcut to school through jungle and plantations when they ran into at least five masked, black-clad men.
"As she fled bleeding, the assailants collected her friends' heads, put them into black plastic bags and then dumped in Christian parts of Poso, one on a porch, the other two on the street.
"’They were killed as if they were chickens,’ said Hernius Morangki, showing a reporter the spot where his daughter was decapitated. ‘I keep asking myself, what were my daughter's sins?’
"Catholics and other Christians, who represent just 5 percent of the country's overall population of 220 million, have refrained from loudly demanding justice.
"Muslim militants are blamed for the October killings, the most gruesome yet in a campaign of terror against Christians on the island of Sulawesi.
More than 1000 Christians there have been slain by Muslims.
"’They want to see Poso become alive with the spirit of jihad,’ said Fahirin Ibnu Achmad, an Afghan-trained militant.
"Also close by is heavily Muslim southern Thailand, where a two-year insurgency has left more than 1,100 dead.
"The United States is closely watching Indonesia, where Jemaah Islamiyah militants are accused of carrying out a string of suicide bombings on Western targets since 2002, including attacks on the island of Bali that killed more than 220 people, most of them foreign tourists."
Yes, the US had better take note. No wonder the surveillance current in America. May US President George W. Bush not cower to the liberal press and other secularists who join in with Muslims in favor of Islam world rule.
Sleeper cells are rampant. Four thousand Muslim web sites are in cyberspace spewing hate. Mosques are often managed by clerics teaching murder and rape. The Koran’s killing passages are taken most seriously by Muslim murderers global.
Yet the liberal media will not use the "M" word when recounting Islamic killers’ atrocities. They are instead called "insurgents" or "terrorists." It’s time for politicians, lawmakers, judges, media and clergy to name Muslim murderers as Muslim murderers. It is time to use the "M" word daily in order to warn the planet of the Allah worshipers take over agenda.
The Muslim machete-carrying slayers leaped out from behind a wall of tall grass. Before the Christian girls could run for their lives, their heads were separated from their necks. The Christian pastor advocates not retaliating in like kind but to follow the spirit of Jesus. Jesus told His own that they would be persecuted for righteousness’ sake. He told them to pray for their enemies, do good for their enemies and pray to God that the enemies would experience a conversion of love and grace.
Christians in freedom-based countries sometimes have no idea of the persecution taking place against their own brothers and sisters elsewhere, particularly those living among Muslim haters. Muslims are taught to kill non-Muslims. Cowardly Muslims who do not do so are to be slain as well. Christians worldwide must enter into prayerful intercessions for the persecuted elsewhere.
"’I tell people: Do not retaliate; only God can do that,’ said Rev. Stephen Dayoh, taking a break from pitching a large tent outside his church for Christmas services. ‘If we do, it means we are the same as them.’"
Copyright © 2005 by J. Grant Swank, Jr.