Spioni idealisti
Bruno Ugolini
E' singolare lo scandalo sollevato perché un autorevole giornalista avrebbe confessato di fare il doppio lavoro. La prima mansione era inerente al posto fisso, scrivendo pezzi o facendo i titoli in redazione. La seconda, quella flessibile, era per conto del Servizio per le informazioni e la sicurezza Militare (Sismi) ovverosia spionaggio e controspionaggio. Chi non fa, del resto, il doppio lavoro in Italia? Come si sa stipendi e buste paga sono quelli che sono e allora ciascuno si arrangia come può.
Qualcuno comunque (Giuliano Ferrara) ha tagliato la testa al toro. Ha spiegato che questo elegante doppio lavoro del giornalista non era dettato da basse ragioni venali. No: c'erano di mezzo ideali grandi e appassionanti. Come la difesa della nostra civiltà contro l'infiltrazione terrorista. Una ragione che rende giustificabile ogni azione, anche la più delittuosa. Il fine giustifica i mezzi, come si diceva nel Ventennio.
Nel corso della nostra vita c'è capitato, del resto, di vedere esimi colleghi all'opera in casi molto diversi. Ricordiamo 35 giorni a Torino, negli anni 80, mentre folle di operai osavano sostenere che bisognava evitare i licenziamenti, picchettando i cancelli della Fiat giorno e notte. Alcuni di questi nostri cari colleghi scrivevano di codeste rozze manifestazioni, direttamente nell'occhio del ciclone, ovverosia amorosamente assistiti non negli scomodi uffici sindacali, bensì nelle comode stanze della palazzina Fiat di Corso Marconi. Certo non trattavasi di doppio lavoro, ma, in tal caso, di una forma di perfetta simbiosi suggerita dalla scelta di difendere la sacrosanta libertà d'impresa contro l'oppressione operaia.
Altri tempi. Oggi il conflitto è con l'Islam. E il giornalista si trasforma. La professione può aprirsi così verso nuovi incessanti orizzonti. Magari qualcuno potrebbe entrare in confidenza con gli amici di Provenzano per combattere meglio la mafia. Oppure telefonare più spesso al nuovo Moggi, nel caso esistesse, onde capire se l'industria del calcio è ritornata alla purezza. Nuove missioni, nuovi ideali, nuovi stipendi.
Certo, semmai c'è da lamentarsi del fatto che esistano pesanti discriminazioni. È assai difficile che i metalmeccanici come del resto i Co.Co.Co. vengano riforniti dal Sismi di simpatici mazzetti di euro, onde ottenere delicate informazioni. Forse bisogna essere raccomandati.
Brunougolini@mclink.it




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