Il Generale Gian Alfonso d'Avossa, già comandante dell'Ariete in Friuli e direttore del Centro Alti Studi della Difesa di Roma, se n'è uscito con una delle sue... Ha infatti proposto di "trasferire la salma del primo presidente della repubblica, Enrico De Nicola, nel Pantheon, per rinforzare lo spirito unitario del paese". D'Avossa ritiene infatti che "la stagione monarchica sia a sufficienza rappresentata in questo tempio". Il generale dimentica però due cose:
1) De Nicola fu un fedelissimo monarchico. Fu nominato Capo di Stato provvisorio perché De Gasperi sperava di mettere a tacere i monarchici con questa nomina. La neonata repubblica, con questo gesto, dopo essere nata su un piedistallo di cartoncino, partoriva a sua volta un presidente... monarchico (?!), come a voler riconoscere che i brogli c'erano stati e che occorreva trovare al più presto un nome che non provocasse una sommossa da parte di chi, dopo il 2 Giugno 1946, era rimasto di stucco leggendo i risultati. Se proprio i repubblicani vogliono mettere un presidente al Pantheon, ci si consenta di consigliare un altro nome: De Nicola non sarebbe certamente soddisfatto di questo accostamento con Casa Savoia, che venerava e servì fedelmente.
2) Perché fu scelto proprio il Pantheon come dimora del riposo eterno dei Re d'Italia? Perché se ne voleva fare il "Tempio del Risorgimento", dove ogni italiano potesse recarsi per rendere omaggio alla memoria di coloro che avevano guidato l'epopea dell'unificazione nazionale. Dunque, quale filo logico lega il tempio del Risorgimento a De Nicola? Nessuno.
Una repubblica nata sulla menzogna e lacerata da una ferita insanabile si pone in netto contrasto con quei valori che guidarono il Risorgimento ed ispirarono i Sovrani d'Italia.
Visto il vento che tira, aspettiamo la proposta di portare al Pantheon la salma di Lenin...![]()




Rispondi Citando
