Torno a casa, fa caldo da svenire, apro il frigo e dentro, oltre al topo piangente per la fame, trovo un etto di mortadella al mirto comprata ieri al volo.
Decongelo al micro un pezzo di pane che mal risorge trasformandosi un pezzo di porfido. Decido di mangiare quel che ho, pur sapendo che si piazzerà senza pietà sui miei glutei, vanificando così tutti gli sforzi della primavera.
Ora, io chiedo a voi, aprire una bottiglia di Vermentino e metter su un disco di Chet Baker, può aiutare a rendere il pasto meno triste?




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