Per puro caso bo trovato in una libreria on-line che si fa propaganda sul banner di Politicaonline due recensioni al mio libro "Attualità del Simbolo - Per una lettura ortodossa del Simbolo Niceno-Costantinopolitano"Le riporto, non tanto perchè mi importi gran che del fatto che sono sostanzialmente elogiative, ma perchè ho scritto - con fatica - quel libro per la causa di Dio. Se invogliano qualcuno a leggerlo sarà utile.
31-lug-2001
UN SAGGIO DI ALTA TEOLOGIA CHE SI LEGGE COME UN RO
Non sono un teologo ma devo dire che forse solo dopo aver divorato letteralmente (forse semza nemmeno capirlo del tutto) questo lobro ho finalmente capito in cosa consistono le divergenti visioni del Cristianesimo da pèarte delle varie confessioni, anzi devo dire che ho capito solo ora cosa sia "davvero" il Cristianesimo. Partendo dal "Credo" questo testo che spesso recitiamo ( o recitavamo da bambini se abbiamo abbandonato la pratica religiosa)e che è un pò il riassunto della fede e del dogma cristiano l'autore, che - da ortodosso - è molto attaccato alla conservazione della "pura" tradizione della fede, ne ripercorre le successive alterazioni nel corso dei secoli rendendo avvincente anche una vicenda, apparentemenete da specialisti, come quella legata alla famosa aggiunta del "Filioque": spuntano così personaggi che i libri di Storia ignorano (volutamente) come quel papa Giovanni VIII trasformato dalla chiesa romana nella "papessa Giovanna" perchè troppo "puro" troppo"intransigente" troppo "ortodosso e per di piùnnemico quanto mai delle ingerenze politiche nella Chiesa ed ucciso con veleno e complemento di martellate dai sicari di Carlo il Grosso. e mentr procedeci si accorge che l'autore non teme di confrontare il pensiero cristiano con proplematiche attualissime di filosofia e di scienza, facendo vedere come il messaggio cristiano "vero" è ben altra cosa dalle predichine moralistiche da curati di campagna, o da preti assistenti sociali ma dimentichi del sacro (oggi tanto di moda tra i media): E sostiene che questo cristianesimo vero oggi solo uno zoccolo "duro" ma non "fanatico" della Chiesa Ortodossa lo ha saputo e voluto conservare. Si può non essere daccordo, ma il libro è così tanto documentato che per smentirlo occorrerebbe smentire con argomentazioni e prove altrettanto documentate ogni paragrafo del pur non voluminoso testo."
25-lug-2001
No alla diplomazia in religione
Il libro di Silvano Livi, teologo e filosofo ortodosso italiano si contraddistingue, in mezzo ad opere similari, per una caratteristica rara: non ama la diplomazia religiosa.Era la stessa caratteristica che compariva nell'altro suo libro: "La Chiesa di nostri Padri" PietroChegai Editore in Firenze, ma ove, la voluta semplicità del linguaggio di un libro divulgativo, la metteva in ombra. Presenta, da ortodosso, una puntigliosa e pur avvincente analisi del Credo, che tutti i cristiani recitano nei loro culti,quel testo sintetico che fu messo a punto nel Concilio di Costantinopoli del 381 dopo essere stato iniziato a Nicea.Commentando - dopo un'amplia introduzione storica - passo per passo il testo, l'autore cerca di svelarne i significati, palesi e reconditi e - quando se ne presenta l'occasione, si misura volentieri col pensiero contemporaneo, filosofico e teologico, del quale dimostra una approfondita conoscenza. Non cerca di far conciliare le differenze tra i cristiani nell'interpretare quel testo: anzi ne evidenzia la frattura, talora grave. E' sua opinione che solo affrontando impietosamente i noccioli dogmatici della loro separazione i cristiani potranno dialogare in modo costruttivo. Il cercare di far quadrare il cerchio a tutti costi, non solo ciò è impossibile, ma non giova. Qualcuno giudicherà l'autore integralista, e lo è, se si intende con ciò chi non se la sente di annacquare l'"integrum" nello sdolcinato ed ambiguo linguaggio delle diplomazie, seppur chiesastiche . Ma non lo è affatto se con questo si vuole intendere un uomo gretto e chiuso al dialogo. Questo, il nostro autore, assolutamente non lo è e non lo merita: il suo stile è, viceversa, lo stile dell'amore, che talora deve saper essere duro per essere vero.




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