Cosa ne pensereste se in un improbabile futuro tutte le Chiese cristiane si riunificassero?


Cosa ne pensereste se in un improbabile futuro tutte le Chiese cristiane si riunificassero?


non potrebbe che essere una cosa buona.
una domanda successiva però può essere: è proprio necessario?


se s'intendesse la "riunificazione" come un mero mettere insieme, come una mera sommatoria di Chiese, con la creazione di un mega "chiesone", beh .... il giudizio non può che essere negativo, poiché non sarebbe la Chiesa fondata da Cristo, ma un'altra realtà, diversa.Originariamente Scritto da Peppo85
Se si intendesse "riunificazione" nel senso di ritorno delle chiese non cattoliche alla comunione con questa, secondo la visione della c.d. teologia del ritorno, beh ... allora il giudizio sarà diverso e pienamente condivisibile.![]()


Approvo senz'altro la risposta dell'amico Antimassonico ed Antiradicale, definizioni che faccio mie, aggiungendovi Anticomunista.
Sinceramente però vedo molto difficile che Chiese sedicenti Cristiane che eleggono "papesse" e "vescovi" gay possano un giorno riunirsi con Roma.


a me basterebbero le Chiese ortodosse...Originariamente Scritto da Peppo85
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UT UNUM SINT!


Originariamente Scritto da catholikos
Amico mio è proprioche smentisce la stessa tua speranza in quanto speranza e la rivela solo come pura egemoniaa me basterebbero
No Salvatore al momento (e la misurazione del momento non appartiene a noi) la ferita della separazione deve restare cosi come essa è sanguinante e non cicatrizzabile e deve restare per evitare inciuci da manuale cencelli della cristianità e deve essere riconosciuta lodando Iddio come suo dono.
Si Salvatore Dio ci dona nella sua misericordia la nostra separazione
Santa Domenica amico mio
Padre Giovanni Festa presbitero cristiano ortodosso(informazione necessaria per il forumista prolife a cui do il benvenuto e al quale subito comunico che siamo oltremodo distanti ma molto molto distanti)


Caro Padre, le distanze non mi spaventano affatto, se é vero che si devono gettere ponti e non creare muri. La ringrazio per il benvenuto e le dico fin da subito che sono da sempre molto affascinato dalla Chiesa Ortodossa e, da Cattolico mi piacerebbe approfondirne la conoscenza.


Caro Padre giovanni, perchè se lei lo sa (ne dubito), non dice qual'è il vero, subdolo motivo, per cui la chiesa ortodossa (Alessio II) non vuole un dialogo di riconciliazione con la sede di Roma?
Il fatto è che i "beni" che nei tempi remoti appartenevano alla Chiesa Cattolica, con l'avvento del comunismo e la consegunte cacciata dei Cattolici sono andati a voi in cambio di molte chiamomole, denunce (spiate) ai capi del bolscevismo dei cristiani cattolici.
E' pure grazie alla vostra fattiva collaborazione con il soviet che milioni di cristiani cattolici sono stati internati nei gulag o massacrati.
Chiaro che se oggi ci fosse un riavvicinamento, si dovrebbe mettere sul piatto della bilancia la questione morale dell'attegiamento ortodosso, sia la questione economica (congrua e sostanziosa) dei beni appartenuti alla Chiesa Cattolica.
Ormai gli archivi segreti sono stati aperti (e non del tutto) e la vostra figura non esce davvero cristallina
ps - questo non è avvenuto solo nella ex - URSS, ma in tutti i paesi satelliti ad essa, e al patriarcato ortodosso.


Originariamente Scritto da niocat55
Non ho alcuna difficoltà ,proprio nessuna a confermare(riconoscere è un verbo sbagliato,confermare mi sembra assolutamente più concreto) quel che sostanzialmente Niocat scrive .Mi aspetto altrettanta conferma per quel che ad esempio riguarda il ruolo dei cattolici uniti in Ucraina durante la seconda guerra mondiale (sembra che sianmo stati loro ad aprire le porte al'invasione nazista in URSS )e ancora (e scrivo con delicatezza perchè so che è terreno alquanto scivoloso) il ruolo nei balcani degli ustascia di Ante Pavelic (e non solo di lui) verso e contro i cristiani ortodossi.
Ma non è questa la questione in gioco e qui non si sta discutendo di avvicinamento di tipo politico-istituzionale . A questi livelli,credimi,il comportamento della Chiesa di Russia non solo non mi interessa,non solo non mi vincola,ma di più non mi appartiene .All'interno del mio mondo e della mia tenda,nel mio modesto stato, per me è ovvio ed è palmare il valore e il diritto alla libertà di coscienza e di culto. Dirò di più la teoria politico-teologica espressa da alcuni anni dal Patriarcato di Mosca ,la teoria del territorio canonico , è assolutamente da rifiutare perchè prevede e tematizza una sorta di Yalta ecclesiastica a scapito della libertà di coscienza
Ma qui c'è altro.la questione è l'unità dei cristiani ( al di là del reciproco peccato) .Ora la situazione è molto complessa ed è molto complessa proprio all'interno della cristianità ortodossa .
Per semplificare (con tutti i rischi della semplificazione) possiamo dire che è presente una maggioranza di patriarchi e vescovi della sinfonia intera delle chiese ortodosse ( esistono le chiese ortodosse dentro la sinfonia unitaria dell'ortodossia) che certamente ( ma a mio avviso per motivi prioritariamente storico-politici) è tesa ad una qualche forma di unione ,ma esiste anche un corpo forte -con la quasi totalità dei cristiani ortodossi non nati tali ma tali diventati o ritornati(è il nostro linguaggio) che ritiene -davanti al Signore- che l'unione non è necessaria nei termini in cui rischiamo di costruirla sia nei termini teologici spirituali i cui rischiamo d costruirla ,sia nei termini culturali e politici( abbastanza reazionari e conservatori) per i quali nascerebbe
La situazione -all'interno della mia tenda-quindi è in stasi ,è ferma: perchè quella maggioranza sa bene che rischia di rivivere lo schema alla San Marco d'Efeso.Cioè si fa l'unione,ma siccome qualcuno non firma,l'uniione non si realizza in sè e per sè,non viene cioè recepita dal santo popolo di Dio
Non mi illudo : L'unione si farà a prezzi a mio avviso spirituali altissimi per noi ma con il dono che il Signore a noi ortodossi (e qui sto discutendo e presentando quella che con linguaggio sbagliato-ma non ne esiste altro- è definita ortodossia canonica,alla quale apartengo) farà di una nostra interna divisione.
Ci avviamo credo( e l'eventuale evento non mi scandalizzerebbe) -proprio sulla base e a causa degli equivoci del movimento ecumenico- ad una possibile scissione all'interno delle chiese ortodosse.
Molto semplicemente alcune chiese o la maggioranza dei loro vesovi e patriarchi diventeranno chiese unite(l'uniatismo come figura abbastanza sciocca del'unità dei cristiani) ma questo non sarà l'unità dei cristiani che è altra e ben più seria situazione
Continuando così ,all'interno delle nostre (ortoosse e cattoliche) ipocrisie reciproche e della libido reciproca all'egemonia con la teoria -a questa punto luciferina-del terrtorio canonico e con la impostazione pastorale che alcune chiese ortodosse vivono in occidente (cioè quello di curare solo il proprio popolo emigrato e non annunciare la propria proposta anche agli europei ocidentali -la mia congregazione non si è mai sentita vincolata a tale imopostazione disubbidendo ad essa totalmente e niente è accaduto perchè niente puà accadere) accadrà uno scisma serio all'interno delle chiese canoniche ortodosse. Tutto qui
Al momento sia nei rapporti con la chiesa cattolica sia con le chiese protestanti esiste al nostro interno l'unica forma possibile per evitare la disarticolazione e cioè ,come si dice in Sicilia, "u babbiu". Io appartengo a quel gruppo di cristiani ortodossi che vuole far finire "u babbiu"
Quindi non date(e lo dico con il cuore) molta importanza a quel che accadrà a Belgrado con la riapertura della conferenza teologica cattolico-ortodossa o a quel che accadrà anovembre quando Bartolomeo e Benedetto si incontreranno ad Istanbul( stavolta si scrivo Istanbul non scrivo Costantinopoli) .Siamo sempre nel "babbiu"
La questione dell'unità dei cristiani dovrebbe essere impostata diversamente .Ma quale è mai l'esatta impostazione?


A ulteriore conferma di quanto detto da p.Giovanni vorrei aggiungere:
perchè trasportate nell'ortodossia la vostra visione verticistica di identificare la Chiesa con Patriarchi e Prelati? Essi sono servi come gli altri. Tra i vescovi poi sono solo primi tra pari, possono essere tranquillamente mandati a casa se non fanno il loro dovere.
Dolorosamente la tendenza a "papizzare" c'è dolorosamente anche da noi. Il fascino del papato. che governa la chiesa "con la mentalità del mondo" cioè con l'organizzazione, i mezzi etc. esercita un perverso fascino sui patriarchi che si sognano di essere "papini".
A volte mi chiedo, non sarebbe quasi meglio, visto che non si tratta di cosa strutturale, abolire l'istituzione patriarcale e ritornare all'antica costituzione ecclesiale: chiesa locale - vescovo - metropolita (ministerium Petri di confermare i fratelli) - Concilio - Pleroma del popolo di Dio?