Occitane mi pare che scazzi parecchio!!!Originariamente Scritto da pomponio leto


Occitane mi pare che scazzi parecchio!!!Originariamente Scritto da pomponio leto


Originariamente Scritto da Gianmario
vi pare normale, che i seguaci dell'ex ministro storace, che per pura demagogia, ha riabilitato la cura dello stragone antonio di bella, malgrado i fatti abbiano dimostrato la sua inefficacia, abbiano tanto a cuore la salute dei cittadini?
Come ho già scritto prima, in questo caso, sarebbe fare una campagna contro l'abuso dei farmaci, e scrivere a caratteri cubitali e sopra i banchi riservati ai medicinali, che questi servono solo per guarire e non pre prevenire, e che il loro abuso è dannoso, se i consumatori sono così stupidi, da utilizarli lo stesso, anche quando non servono, peggio per loro, dato che come per il fumo delle sigarette saranno stati avvisati, vorrà dire che ai primi sintomi, dovuti alle controindicazioni dei farmaci, smetteranno di usarli, altrimenti vale lo stesso ragionamento, che i demagoghi come strace, fanno per difendere il dei malati di tumore, di scegliere di curarsi con la cura di bella, invece di ricorrere a terapie la cui efficacia, è stata dimostrata scientificamente


Non so se sei un COLLEGA oppure sei solo DISINFORMATO.Originariamente Scritto da il buttero
Nel primo caso ti invito a fare un ripassino dell'esame di Legislazione.
Nel secondo cito TESTUALMENTE da:
Legislazione Farmaceutica - di P. Minghetti, M. Marchetti - C.E. Ambrosiana.
Pagina 379: .......Una prescrizione che risulti redatta in maniera generica, priva cioè del dosaggio, qualora ne esista più di uno, della indicazione della forma farmaceutica (compresse, fiale, supposte etc.) dell'età del paziente etc., lascia di fatto l'individuazione di questi elementi all'indagine del Farmacista con il paziente o acquirente.
La mancata indicazione del dosaggio comporterebbe ad es. che il Farmacista dispensi quello minore, se la specialità medicinale è commercializzata in dosaggi diversi e non direttamente identificati per l'uso in pediatria o nell'adulto, ponendo quindi in forse il successo della terapia...............
Come vedi non sono io a SCAZZARE ma due DOCENTI UNIVERSITARI di Legislazione Farmaceutica!
Esistono norme legali e di deontologia professionale che sono state redatte in relazione a quanto sopra.
Se poi esistono Farmacisti che non OTTEMPERANO .... non so che dirti!


Luce rossa per Prodi
Inadeguata la politica estera, arretrano le liberalizzazioni
Abbiamo letto con l'attenzione che merita il resoconto del colloquio del presidente del Consiglio Romano Prodi al "Corriere della Sera". Il presidente Prodi è anche apprezzabile quando annuncia di volere tenere il punto sulle riforme, cominciando dalle liberalizzazioni.
L'editoriale del professor Monti ha avuto il suo effetto e il presidente del Consiglio si dice pronto ad alzare la posta in gioco, non certo le mani. Ci dispiace che l'impressione avuta sulla vicenda dei tassisti, non solo da noi, ma anche da numerosi e importanti esponenti della maggioranza e del governo, sia stata l'esatto contrario. Il professor Prodi ci rimanda a leggere il testo del documento, noi stessi lo rinviamo all'attuazione del medesimo ed attendiamo di capire come si chiuderà ora la vicenda con avvocati e farmacisti.
Ci è parso di capire, nel corso dell'intervista, che le questioni relative al decreto Bersani assumessero una rilevanza principale per il presidente del Consiglio, e quindi non dubitiamo che egli davvero voglia dare una scossa salutare al Paese attraverso strumenti adeguati. La realizzazione dei buoni propositi di Prodi è però complessa e controversa, e non ci pare muoversi nella direzione indicata dal presidente del Consiglio. Se prendiamo volentieri atto che il presidente del Consiglio sul caso Pollari non ha la visione distruttiva ed irresponsabile di parte cospicua della sua maggioranza, siamo sbalorditi - e non è una novità - per l'impostazione dei problemi internazionali, che oggi sono gravissimi e richiederebbero un'assunzione di responsabilità coraggiosa che non c'è. Tralasciamo la questione irachena che il professore ritiene alla base del suo successo elettorale * un successo le cui dimensioni sono davanti agli occhi di tutti e che non vale nemmeno più di stare a discutere. Vorremmo sperare che davvero gli Stati Uniti avessero preso atto della decisione italiana nella regione, così come Prodi riferisce: sinceramente abbiamo più di un dubbio a proposito. Ma il problema evidente è l'idea del presidente del Consiglio di un ruolo facilitatore dell'Italia in Medioriente. Dopo aver ascoltato la tesi del ministro degli Esteri sull'equivicinanza, abbiamo compreso che è dunque proprio il governo, nella sua struttura portante, inadeguato alla valutazione della situazione internazionale. Ma come può l'Italia pensare davvero di poter svolgere un ruolo di intermediazione tale da facilitare i rapporti fra Stati che ormai sono in guerra fra loro, e non certo perché sono soggetti incoscienti che abbiano bisogno di assistenza. Noi potremmo capire - al limite - un ruolo "facilitatore" dell'Italia nei confronti dell'Iran, volto a spiegare a quel regime che non vi è ragione di distruggere Israele, come non vi è ragione di provocare la reazione della comunità internazionale perseguendo la via nucleare. Ma se Prodi intende spiegare al governo israeliano che può convivere tranquillamente con chi lo minaccia e lo aggredisce, sbaglia profondamente.
Convinca Hamas, convinca l'Iran, se può, a riconoscere e rispettare soprattutto il diritto di esistenza di Israele. Il presidente Prodi fa purtroppo il paio con D'Alema, incapace com'è di solidarizzare con lo State ebraico, preferendo collocare Israele sullo stesso piano di Iran, Hamas e perfino Hezbollah. Questo per noi è inaccettabile sotto ogni punto di vista.
Concludiamo con la parte più strettamente politica che non poco deve preoccupare il presidente del Consiglio, visto che persino a Palazzo Chigi si parla della necessità di allargare la maggioranza. Su questo tasto ci pare di capire che il presidente Prodi non ci senta. Arriva persino a dire che "la maggioranza esigua è più sexy". Davvero abbiamo difficoltà a capire cosa voglia dire, o l'umorismo che sottende questa battuta. Si capisce invece che egli, piuttosto che modificare l'attuale coalizione, preferisca tornare al voto, con buona pace delle riforme che pure vorrebbe compiere e che forse soltanto uno spostamento politico rilevante della maggioranza potrebbe fare. Su questa base può essere che si voti presto o che, prima ancora, si cerchi, al di fuori di Prodi, una soluzione di quei problemi che egli affronta con battute di spirito.
Roma, 21 luglio 2006
tratto dal sito del Partito Repubblicano
http://www.pri.it
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questo è verissimo. Ho una specie di collezione di ricette con posologie inventete in modo astruso, farmaci non commercilizzati da anni, compilazione di ricette in modo totalmente errato, dosaggi di farmaci che non esistono.Originariamente Scritto da marea


si vede che non hai esperienza dietro un banco di farmacia. ripeto, e vale per tutte le cose, si dovrebbe parlare solamente di ambiti che si conoscono.Originariamente Scritto da il buttero


Non si capisce ancora il problema. Nei supermercati come in farmacia ci sarà SEMPRE un farmacista che distribuirà le medicine per l'AUTOMEDICAZIONE.Originariamente Scritto da Occitane
Allora cosa cambia tra un supermercato e la farmacia? Solo il luogo!
Smettiamo di difendere una categoria con argomenti che non hanno alcuna base reale. Questa difesa ad oltranza è solo tutela di privilegi acquisiti!
Saluti


senza CF il farmaco non è esigibile.Originariamente Scritto da il buttero


una volta per tutte,... la categoria non contesta neppure lei la riforma ( di cui allego lettera di ieri del presidente di Federfarma ). Si contesta anzitutto la palese ( se non accolta ) volontà di regalare fatturato fresco alla grande distribuzione, con uno sconto per il singolo cittadino di circa ( stimati da diversi studi ) 20 - 40 euro l' anno !!!! Difatti, la controproposta di Federfarma è addirittura di estendere la vendita del OTC e SOP anche negli autogrill, porti, aeroporti !!! Togliere dalla lista alcuni principi attivi in palese contrasto con la sicurezza della salute del cittadino ( sono non più che una manciata di farmaci ).Originariamente Scritto da il Pasquino
Illustre Onorevole
Pier Luigi BERSANI
Ministro per lo sviluppo economico
SEDE
Illustre Signor Ministro,
mi rivolgo a Lei con questa lettera aperta, inviata anche alla stampa, perché le farmacie italiane, all’indomani di uno sciopero che ha fatto registrare un’adesione pressoché totale, vogliono chiarire una volta per tutte la propria posizione e, se possibile, risolvere la vertenza in atto con il Governo sul decreto-legge che porta il Suo nome, individuando soluzioni positive per tutte le parti interessate e, soprattutto, per i cittadini.
Contrariamente a quanto qualcuno sostiene, i farmacisti non sono refrattari al dialogo. Al contrario, a differenza di tutte le altre categorie, fin dall’inizio i farmacisti hanno dichiarato di condividere gli obiettivi di fondo del provvedimento varato dal Governo e di voler aprire un confronto sulle misure concrete da attuare per raggiungere tali obiettivi.
Lei ha affermato pubblicamente che il Governo non è disposto a trattare su due obiettivi: la vendita dei medicinali di automedicazione in esercizi diversi dalle farmacie e la revisione del meccanismo del commercio all’ingrosso dei medicinali.
Se su questo secondo punto Federfarma non ritiene di dover entrare, sulla prima questione, che riguarda direttamente le farmacie, invece, vuole sottolineare che l’obiettivo di estendere la vendita dei medicinali senza obbligo di prescrizione ad altri esercizi è stato pienamente recepito dalla categoria che non intende opporsi a questa possibilità.
Anzi, paradossalmente, Federfarma ha avanzato una proposta che tende a rispondere alle esigenze dei cittadini in misura ancora più ampia di quanto non faccia il decreto-legge n. 223/2006. Federfarma, infatti, propone che i medicinali di automedicazione siano venduti in tutti gli esercizi commerciali anche senza la presenza obbligatoria del farmacista, in linea con quanto chiedono sia la Commissione Europea che l’Antitrust (nella segnalazione al Governo e al Parlamento del settembre scorso) e in analogia con quanto avviene negli altri Paesi europei che hanno deciso di consentire la vendita di farmaci fuori farmacia.
L’unica possibile precauzione che Federfarma propone è quella di affidare al Ministero della salute, con il supporto tecnico dell’Agenzia del Farmaco, massima autorità tecnica in materia, una verifica preventiva dei medicinali da porre in libera vendita. Il Ministero potrebbe, in alcuni casi, ad esempio, per evitare rischi di abuso e sprechi, prevedere confezioni ridotte, con un numero limitato di pasticche, come proposto più volte dallo stesso Antitrust.
Voglio sottolineare ancora una volta che solo l’eliminazione dell’obbligo della presenza del farmacista consentirà la disponibilità dei medicinali di automedicazione, oltre che nei grandi ipermercati, anche nei luoghi dove effettivamente se ne sente la mancanza, quali autogrill, piccole stazioni, aeroporti e porti.
La proposta di Federfarma è ispirata a logiche di liberalizzazione in linea con le istanze che emergono con forza nel nostro Paese anche su spinta delle istituzioni europee, tanto da coincidere quasi perfettamente con la proposta di legge (Atto Camera n. 989) presentata da alcuni deputati della Rosa nel pugno (Poretti, Capezzone e altri).
Confido che su tale base sia possibile avviare un confronto immediato con Lei e con il Ministro della salute e arrivare in tempi rapidissimi a una soluzione efficace e utile per i cittadini e pienamente soddisfacente per il Governo e le farmacie.
In attesa di un Suo cortese cenno di riscontro, la ringrazio per l’attenzione e La saluto cordialmente.
Giorgio SIRI
Presidente Federfarma


ebbè, è come se io laurato in scienze politiche vado a fare l'avvocato..... che c'entra, qualcosa di diritto l'ho studiato........Originariamente Scritto da marea
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