
Originariamente Scritto da
nuvolarossa
La difesa proporzionata
Per la sinistra Israele sbaglia ogni volta che compie una scelta
Dire che non condividiamo niente, né l'analisi né le soluzioni, prospettate dall'intervento alla Camera di martedì scorso del ministro degli Esteri sulla situazione in Medioriente, non è una particolare novità. Era quasi scontato, avendo sentito e letto il pensiero dell'onorevole D'Alema in queste settimane.
E' una novità non scontata, invece, che non solo alcuni esponenti della Margherita, fra cui lo stesso sottosegretario della Farnesina, Vernetti, siano in palese e dichiarato contrasto con le posizioni espresse da D'Alema, ma lo sia financo il segretario del suo partito, l'onorevole Fassino, per lo meno da quello che abbiamo ascoltato nel suo discorso accorato alla veglia indetta dalla Sinagoga di Roma in solidarietà con Israele. Perché una volta che si riconosce il diritto di difesa del popolo ebraico è molto difficile stabilire in quale proporzione esso debba realizzarsi, visto che non siamo noi l'aggredito. Non si può dire ad Israele: difenditi, ma difenditi come vogliamo noi, poiché sono loro che devono stabilire l'efficacia di questa difesa. D'Alema sostiene - e con lui ci pare di capire anche l'Unione Europea attraverso Solana - che la difesa è sproporzionata. Ci dispiace, ma né D'Alema né Solana considerano adeguatamente la situazione del Libano, dove, nel Sud del Paese, Israele si era ritirato, adempiendo alle risoluzioni dell'Onu, ma le milizie sciite di Hezbollah, che sempre secondo l'Onu avrebbero dovuto essere smantellate, si sono rafforzate grazie anche alle protezioni politiche che godono nel governo libanese. Per cui Hezbollah da più di un decennio bersaglia Israele con i suoi missili, fino all'uccisione recente ed al sequestro dei soldati. La reazione di Geru- salemme ha dunque sì "un significato simbolico", come scrive Galli Della Loggia, che "deforma tutte le proporzioni", ma nasce da un problema concreto, quale la minaccia iraniana di cancellare Israele dalle mappe pronunciata mesi fa da Ahmadinejad. Essendo Hezbollah alle dirette dipendenze dell'Iran, ecco che Israele si trova ai suoi confini un nemico armato e agguerrito che non può più tollerare. Possibile che questo venga ignorato a bella posta dal governo italiano? E visto che una parte cospicua del governo italiano in questi giorni ha dato dimostrazione di essere consapevole del dramma che riguarda Israele, come può essa sostenere le parole in Aula del ministro degli Esteri? Siamo arrivati al prologo della crisi di governo.
Roma, 19 luglio 2006
tratto dal sito del Partito Repubblicano
http://www.pri.it
