Questa è una risposta dell’On. Antonio Serena ad un articolo delirante di Aldo Cazzullo apparso sul Corriere Magazine a pagina 14, intitolato: E NO! L'AMARCORD DEL VECCHIO MSI PROPRIO NO.
Caro Cazzullo,
beato Lei che in poche righe riesce a scrivere cent’anni di storia.
Che non abbia simpatia per chi non milita a sinistra lo si capisce (Fini un fallito, Almirante un venduto alla D.C., Mussolini non ne parliamo…), ma davvero Lei pensa che tutto il male stia da una parte? E le responsabilità dei partigiani comunisti a Marzabotto e dovunque, sparando inutilmente alle spalle dei tedeschi in fuga, provocarono la loro prevedibile reazione? E via Rasella a Roma e la medaglia rispedita indietro a Pertini dagli abitanti di Pedescala? E le stragi di Schio, Thiene, Carbonera, Codevigo, Oderzo, del “Bus de la Lum”, ecc.ecc. – rievocate persino da Pansa e Vespa dopo 60 anni di vergognosi silenzi - e i bombardamenti USA sui civili inermi e l’atomica su Hiroshima e Nagasaki? L’olio di ricino, gli squadristi, certo, ma ha mai sentito parlare del “biennio rosso”, della fine di Giovanni Berta, dell’eccidio di Sarzana?
Da 60 e più anni si celebra in Italia la figura di Giacomo Matteotti senza dire che fu ucciso perché stava per denunciare le tresche petrolifere dei Savoia; si ricorda il sacrificio dei sette fratelli Cervi, uccisi dai fascisti, dimenticando i sette fratelli Govoni uccisi dai partigiani; si celebra il filosofo Giovanni Gentile con un francobollo e contemporaneamente si inaugurano lapidi in onore del suo assassino.
Niente di nuovo, comunque, in un Paese dove si “processa” un parlamentare che chiede che venga liberato un vecchio di 94 anni colpevole di aver eseguito un ordine di guerra e si eleggono a cariche istituzionali personaggi condannati a trent’anni di galera per concorso in omicidio.
Abbiamo al governo due partiti “comunisti” eredi di una dottrina responsabile della morte di più di cento milioni di persone, ma Lei ricorda solo l’olio di ricino degli squadristi. Siamo invasi da mascalzoni e ladri legati alla politica che raschiano persino i conti correnti di pensionati e poveracci e Lei si preoccupa dell’integrità politica di Almirante che passava i voti ai democristiani per contrastare i comunisti?
Perché non parla anche di galantuomini come Araldo di Crollalanza, che viveva in affitto e non possedeva una casa propria dopo aver ricoperto per anni il ruolo di Ministro dei Lavori Pubblici o di quel “grande statista” (il giudizio è dell’ex Presidente della Repubblica Francesco Cossiga) che rispondeva al nome di Benito Mussolini, appeso a testa in giù a Piazzale Loreto, dalle cui tasche capovolte non cadde un solo centesimo?
“Tinta del sangue dei vinti – recitava Chénier – ogni spada è innocente”. Ma è lecita tanta faziosità dopo 60, 100 anni da quei fatti?
Cordiali saluti
Antonio Serena


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