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Discussione: Tu vuo fa' lo Zapatero

  1. #1
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    Tu vuo fa' lo Zapatero

    La deriva spagnola


    di Gaetano Quagliariello


    Il Giornale 10-06-2006


    Quando Zapatero contro le previsioni della vigilia vinse le elezioni in Spagna, fu subito chiaro che sui temi «etici» - quelli che riguardano il rapporto tra identità e tradizione e, dunque, tra concezione della vita e progresso scientifico - il suo governo avrebbe assunto una linea illuminista. Avrebbe privilegiato, cioè, la convinzione che non esistano valori fondanti indisponibili in quanto riferibili a un'idea di dignità della persona umana condivisa da laici e cattolici, perché accessibile sia attraverso la fede che la ragione. Questa negazione lo ha spinto ad assecondare la pretesa che ogni desiderio si trasformi in diritto, senza preoccuparsi troppo delle conseguenze che comporta sulla tenuta della società. L'equilibrio di quest'ultima, secondo lo zapaterismo, deve essere ricercato non nella sintesi tra tradizione e modernità, ma in un eterno divenire, da regolare nel tempo attraverso la previsione di diritti sempre nuovi.
    Zapatero ha intrapreso questa linea a viso aperto. Nella cattolica Spagna ha concesso il matrimonio tra omosessuali; il cosiddetto divorzio veloce che consente di lasciarsi in tre mesi senza un periodo di separazione e, nel campo della bioetica, si è spinto fino a consentire l'inseminazione artificiale per coppie omosessuali e a prevedere una nuova legge sulla riproduzione assistita che permette la clonazione terapeutica.
    In Italia, nonostante nell'attuale maggioranza vi siano forze che individuano nello zapaterismo un modello da emulare, avrei scommesso che non sarebbe accaduto nulla di simile. In tal senso, già prima delle elezioni, era di buon auspicio che il candidato premier della sinistra fosse un cattolico, per quanto adulto. I risultati elettorali hanno poi rafforzato la speranza. La «vittoria risicata», infatti, ha concesso a dei cattolici meno adulti di Prodi (e forse per questo più sinceri), una sorta di potere di veto. Bobba, Binetti e pochi altri posseggono, con il loro voto parlamentare, l'arma per impedire che nuovi diritti «progressivi» vengano a infliggere nuove perdite a quel nucleo di valori previi che Benedetto XVI, dal punto di vista suo e della Chiesa, ritiene indisponibili.
    Mi sono sbagliato. Questo primo scorcio di legislatura ha chiarito che, se il metodo e i tempi saranno diversi, la deriva italiana non sarà invece differente da quella spagnola. Fa fede quanto è accaduto il 30 maggio scorso al Consiglio dell'Unione Europea. Lì il Ministro Mussi, adducendo motivi di coscienza, ha ritirato la firma dell'Italia alla dichiarazione etica in virtù della quale ogni Paese dell'Unione sarebbe stato libero di decidere se finanziare o meno ricerche che avrebbero comportato la distruzione d'embrioni. Gli europei, evidentemente, hanno uno strano modo di considerare la coscienza. Buttiglione, a suo tempo, fu messo alla gogna per aver detto che avrebbe rispettato le decisioni dell'Unione anche nel caso queste avessero contrastato con la sua coscienza di cattolico. A Mussi, invece, è concesso senza tema di smentite di far valere la propria coscienza individuale a fronte di un risultato referendario che ha visto il 75% degli italiani non appoggiare la richiesta di abrogazione della legge che regola la fecondazione assistita.
    Infatti, la dichiarazione del vice-premier Rutelli per la quale la decisione di Mussi non avrebbe impegnato il governo si sta rivelando niente più che un gioco delle parti. La firma dell'Italia è stata ritirata e il potere di blocco della dichiarazione etica è così venuto meno. Per questo il 15 giugno a Bruxelles l'Europa potrà votare per il finanziamento obbligatorio alle ricerche sulle cellule staminali embrionali. E di riflesso in Italia, in tal modo, il risultato del referendum celebratosi giusto un anno fa sarà di fatto smentito e vanificato.
    A questo punto risulta più chiaro in cosa consista lo «zapaterismo all'italiana». Sui temi etici, a differenza della Spagna, non si assumono posizioni chiare e aperte. Quella che la sinistra considera «resistenza clericale» la si aggira procedendo per piccoli passi e grandi furbizie. Ovvero, trasferendo i problemi sul tavolo europeo. Il dissenso interno alla coalizione lo si annega poi nel «dialoghismo» di «tavoli» presunti etici, affidati alle cure di qualche Amato dottor Sottile. E così, passo dopo passo, casamatta dopo casamatta, anche l'Italia si adeguerà alla vulgata relativista in voga in quasi tutta Europa.
    Che a questo metodo cedano Bobba, Binetti e la minoranza cattolica dell'Unione può non far piacere ma si deve comprendere. In fondo, scissi tra la loro coscienza e la tenuta della loro coalizione, questi cattolici sono alla ricerca di un compromesso impossibile. Ma che a cascarvi sia l'opposizione sarebbe, invece, diabolico. Partecipare a «tavoli», intergruppi, accordi trasversali significa alimentare, magari involontariamente, il gramscian-zapaterismo dell'Unione. Il luogo del dialogo (e, se del caso, del compromesso) deve essere solo il Parlamento. L'opposizione ha il dovere di fare il possibile per portare queste tematiche, sempre più dirimenti, nelle aule parlamentari. È il modo più efficace per concedere loro il rilievo che meritano. E per evitare che l'Italia smarrisca la sua identità, senza che neppure se ne accorga.

  2. #2
    Veritas liberabit vos
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    Talking Come la signora Longari....

    Citazione Originariamente Scritto da antonio
    vabbeh..Il Giornale.
    la fonte non e' delle piu' autorevoli.
    anzi, non lo e' per niente.
    carta igienica usata proveniente da Villa San Martino.

    Antonio mio, mi fai come la celebre signora Longari di buongiorniana memeoria: lascia perdere la fonte.....il prof. Guagliarello è senatore della repubblica, intellettuale stimato a livello internazionale....Leggi ciò che è scritto..o forse tocca troppo nel vivo

    Cmq io leggo spesso Repubblica, che non amo per ciò che dice e per come lo dice, ma non mi sognerei mai di definirla carta igienica.

    Ecco il deficit che riscontro nel popolo della sx: la mancanza di rispetto per l'avversario, che diventa nemico da abbattere. Ma non farci caso: è un vecchio retaggio rivoluzionario e giacobino duro a morire.

    ma prima mo poi anche i progresssisti nostrani riusciranno a sprovincializzarsi.
    lo dimostra già un otimo giornale di di sx come Il Riformista.

    Avanti miei prodi!"!!!!



  3. #3
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    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Vandeano05
    La deriva spagnola


    di Gaetano Quagliariello


    Il Giornale 10-06-2006


    Quando Zapatero contro le previsioni della vigilia vinse le elezioni in Spagna, fu subito chiaro che sui temi «etici» - quelli che riguardano il rapporto tra identità e tradizione e, dunque, tra concezione della vita e progresso scientifico - il suo governo avrebbe assunto una linea illuminista. Avrebbe privilegiato, cioè, la convinzione che non esistano valori fondanti indisponibili in quanto riferibili a un'idea di dignità della persona umana condivisa da laici e cattolici, perché accessibile sia attraverso la fede che la ragione. Questa negazione lo ha spinto ad assecondare la pretesa che ogni desiderio si trasformi in diritto, senza preoccuparsi troppo delle conseguenze che comporta sulla tenuta della società. L'equilibrio di quest'ultima, secondo lo zapaterismo, deve essere ricercato non nella sintesi tra tradizione e modernità, ma in un eterno divenire, da regolare nel tempo attraverso la previsione di diritti sempre nuovi.
    Zapatero ha intrapreso questa linea a viso aperto. Nella cattolica Spagna ha concesso il matrimonio tra omosessuali; il cosiddetto divorzio veloce che consente di lasciarsi in tre mesi senza un periodo di separazione e, nel campo della bioetica, si è spinto fino a consentire l'inseminazione artificiale per coppie omosessuali e a prevedere una nuova legge sulla riproduzione assistita che permette la clonazione terapeutica.
    In Italia, nonostante nell'attuale maggioranza vi siano forze che individuano nello zapaterismo un modello da emulare, avrei scommesso che non sarebbe accaduto nulla di simile. In tal senso, già prima delle elezioni, era di buon auspicio che il candidato premier della sinistra fosse un cattolico, per quanto adulto. I risultati elettorali hanno poi rafforzato la speranza. La «vittoria risicata», infatti, ha concesso a dei cattolici meno adulti di Prodi (e forse per questo più sinceri), una sorta di potere di veto. Bobba, Binetti e pochi altri posseggono, con il loro voto parlamentare, l'arma per impedire che nuovi diritti «progressivi» vengano a infliggere nuove perdite a quel nucleo di valori previi che Benedetto XVI, dal punto di vista suo e della Chiesa, ritiene indisponibili.
    Mi sono sbagliato. Questo primo scorcio di legislatura ha chiarito che, se il metodo e i tempi saranno diversi, la deriva italiana non sarà invece differente da quella spagnola. Fa fede quanto è accaduto il 30 maggio scorso al Consiglio dell'Unione Europea. Lì il Ministro Mussi, adducendo motivi di coscienza, ha ritirato la firma dell'Italia alla dichiarazione etica in virtù della quale ogni Paese dell'Unione sarebbe stato libero di decidere se finanziare o meno ricerche che avrebbero comportato la distruzione d'embrioni. Gli europei, evidentemente, hanno uno strano modo di considerare la coscienza. Buttiglione, a suo tempo, fu messo alla gogna per aver detto che avrebbe rispettato le decisioni dell'Unione anche nel caso queste avessero contrastato con la sua coscienza di cattolico. A Mussi, invece, è concesso senza tema di smentite di far valere la propria coscienza individuale a fronte di un risultato referendario che ha visto il 75% degli italiani non appoggiare la richiesta di abrogazione della legge che regola la fecondazione assistita.
    Infatti, la dichiarazione del vice-premier Rutelli per la quale la decisione di Mussi non avrebbe impegnato il governo si sta rivelando niente più che un gioco delle parti. La firma dell'Italia è stata ritirata e il potere di blocco della dichiarazione etica è così venuto meno. Per questo il 15 giugno a Bruxelles l'Europa potrà votare per il finanziamento obbligatorio alle ricerche sulle cellule staminali embrionali. E di riflesso in Italia, in tal modo, il risultato del referendum celebratosi giusto un anno fa sarà di fatto smentito e vanificato.
    A questo punto risulta più chiaro in cosa consista lo «zapaterismo all'italiana». Sui temi etici, a differenza della Spagna, non si assumono posizioni chiare e aperte. Quella che la sinistra considera «resistenza clericale» la si aggira procedendo per piccoli passi e grandi furbizie. Ovvero, trasferendo i problemi sul tavolo europeo. Il dissenso interno alla coalizione lo si annega poi nel «dialoghismo» di «tavoli» presunti etici, affidati alle cure di qualche Amato dottor Sottile. E così, passo dopo passo, casamatta dopo casamatta, anche l'Italia si adeguerà alla vulgata relativista in voga in quasi tutta Europa.
    Che a questo metodo cedano Bobba, Binetti e la minoranza cattolica dell'Unione può non far piacere ma si deve comprendere. In fondo, scissi tra la loro coscienza e la tenuta della loro coalizione, questi cattolici sono alla ricerca di un compromesso impossibile. Ma che a cascarvi sia l'opposizione sarebbe, invece, diabolico. Partecipare a «tavoli», intergruppi, accordi trasversali significa alimentare, magari involontariamente, il gramscian-zapaterismo dell'Unione. Il luogo del dialogo (e, se del caso, del compromesso) deve essere solo il Parlamento. L'opposizione ha il dovere di fare il possibile per portare queste tematiche, sempre più dirimenti, nelle aule parlamentari. È il modo più efficace per concedere loro il rilievo che meritano. E per evitare che l'Italia smarrisca la sua identità, senza che neppure se ne accorga.
    ottimo Mussi, ma purtroppo l'autore dell'articolo si sbaglia; con il ritiro della firma, cosa che Mussi aveva il diritto, purtroppo non cambierà granchè la legislazione medievale italiana sulla staminali rimarrà immutata grazie ai vari Binetti ecc. ; per lo meno non costituiremo un blocco per l'UE in questo campo.
    non è bello ciò che è bellico, ma è bello ciò che è pace

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da Vandeano05
    Antonio mio, mi fai come la celebre signora Longari di buongiorniana memeoria: lascia perdere la fonte.....il prof. Guagliarello è senatore della repubblica, intellettuale stimato a livello internazionale....Leggi ciò che è scritto..o forse tocca troppo nel vivo

    Cmq io leggo spesso Repubblica, che non amo per ciò che dice e per come lo dice, ma non mi sognerei mai di definirla carta igienica.

    Ecco il deficit che riscontro nel popolo della sx: la mancanza di rispetto per l'avversario, che diventa nemico da abbattere. Ma non farci caso: è un vecchio retaggio rivoluzionario e giacobino duro a morire.

    ma prima mo poi anche i progresssisti nostrani riusciranno a sprovincializzarsi.
    lo dimostra già un otimo giornale di di sx come Il Riformista.

    Avanti miei prodi!"!!!!


    la mancanza di rispetto per l'avversario è diventata oramai cosa comune sia a destra che a sinistra; e non si tratta di retaggi storici o altro è semplicemente un mezzo per consolidare i propri consensi e nascondere le proprie lacune. Più o meno siamo alla pari come livello (purtroppo).
    Oserei dire che vedo quasi più odio in giornali come Libero, o nei discorsi di Calderoli e Berlusconi che nel c.d. "popolo della sinistra", ma si tratta probabilmente di una visione parziale. Senz'altro si può dire che l'odio verso Prodi raggiunto da una parte di elettori CDL a raggiunto i picchi toccati da Berlusconi cinque anni fa, basta girare su POL per rendersene conto. L'importante è rendersi conto che quest' "odio"(presente in entrambe le parti) in realtà è strumentale a una strategia elettorale a lungo periodo, screditare l'avversario è sempre stata una tattica che ha reso in termini di voti.
    non è bello ciò che è bellico, ma è bello ciò che è pace

  5. #5
    Bianca Zucchero
    Ospite

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    Citazione Originariamente Scritto da antonio
    vabbeh..Il Giornale.
    la fonte non e' delle piu' autorevoli.
    anzi, non lo e' per niente.
    carta igienica usata proveniente da Villa San Martino.
    Fecero a suo tempo una documentata campagna giornalistica (come dovrebbe fare la stampa sempre anche nei riguardi di chi sta su fronte oppostoi. Questa è la democrazia) sui sindacati che si guardarono bene dal querelare....
    E siccome gli uomini sono vigliacchi (ed alcuni sindacalisti lo sono tre volte di più) Belpietro (uomo) non l'hanno querelato mentre alla Gabanelli hanno impedito di farla la sua inchiesta con presumibilmente un "passaparola" alle spalle, perché il suo sogno (visto che, usando cortesi eufemismi, le riteneva organizzazioni non molto trasparenti...) non lo potrà realizzare. Chissà perché...

    L'errore purtroppo è stato mio. Non bisogna mai parlare di qualcosa che sta a cuore, perchè si creano le condizioni per non farla più.
    Le cose milgiori le abbiamo fatte senza dichiarale prima.
    A buon intenditor..
    Milena

    Questa la sua risposta nel Forum di Report...

 

 

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