COMUNICATO STAMPA
NO AD UN’ALTRA BASE USA A VICENZA
Vicenza 20 luglio 2006
In merito alla questione dell’Aeroporto Civile di Vicenza, il Movimento Sociale Fiamma Tricolore ritiene insensato e controproducente per gli interessi della cittadinanza, il progetto di un’ulteriore realizzazione ed insediamento di una “base americana” proprio nella nostra città.
Nonostante il piano di riduzione delle aree e dei poligoni americani in Europa da 236 a 88 per i prossimi anni, non si capisce a cosa possa servire rendere l’Aeroporto Civile Dal Molin una base operativa di dimensioni rilevanti da aggiungersi alle già 113 basi dislocate sul territorio nazionale.
Si pensi che lo Stato italiano paga ogni anno il 37% dei costi delle basi (Aviano, La Maddalena, Sigonella e altre) e delle truppe americane di stanza nel nostro paese. Questo risulta dai documenti ufficiali di bilancio delle forze armate Usa, del Dipartimento della difesa e del Congresso (il Parlamento) degli Stati Uniti.
Nel 1999 grazie a Massimo D'Alema, che rinnovò il mandato alla N.A,T.O. senza prima sentire la cittadinanza, (per ringraziare gli USA della “eurizzazione” dei Balcani) il tributo versato da Roma a Washington è stato pari a 530 milioni di dollari (circa 480 milioni di euro), mentre nel 2002 i contribuenti italiani hanno partecipato alle spese militari americane per un ammontare di 326 milioni di dollari.
Fatto sta che oggi il Ministero della Difesa, in barba ai cittadini vicentini, risulta l’unico organo competente dotato di poteri decisionali e state pur certi che, con l’esecutivo Prodi, ligio alla totale sudditanza all’imperialismo statunitense, unitamente ad una cauta e sentita accortezza a non minare gli interessi della N.A.T.O., non cambierà, in nostro favore, il corso di una decisione oramai accordata.
A questo proposito, il MS-FT ribadisce la sua più totale contrarietà e ferma opposizione ad un tale scempio territoriale auspicando, in sintonia con il proprio programma politico, l’uscita dell’Italia dalla N.A.T.O.
Con la fine della “guerra fredda” ed innanzi ai ripetuti ed ingiustificati attacchi alle sovranità nazionali dei vari “Stati canaglia”, così come venivano o vengono definiti dagli USA l’ex-Yugoslavia, l’Afganistan, l’Iraq ed il resto della lista, il rischio che Vicenza possa diventare un obiettivo militare, rimane altissimo.
Senza poi trascurare il fatto che, così come già accade con la presenza della caserma Ederle, a Vicenza la forte presenza dei militari americani ha, in questi anni, procurato non pochi problemi alla cittadinanza, come già segnalato lo scorso 11 ottobre con una lettera aperta del nostro Coordinatore Regionale, Piero Puschiavo, in cui si faceva notare che “nelle varie e frequenti risse provocate dagli americani, le forze dell’ordine, carabinieri e polizia, non hanno nessuna facoltà di intervenire, poiché solamente la Military Police interna alla base ha il potere sui militari”, la situazione non può che peggiorare. Oltre a dover ipotizzare l’incremento di più di 2.000 militari, non possiamo non considerare il fortissimo impatto ambientale, unitamente a quello urbanistico, a causa dei progetti Purea e PP10 che, attraverso la realizzazione, andranno a cementificare gran parte del territorio; in particolare l’ampliamento del Dal Molin, oltre ad interessare circa 76.000 mq di area, investirà e sconvolgerà uno dei polmoni verdi della città, spazzando via gli impianti sportivi limitrofi.
Esortiamo dunque le varie forze politiche, in particolar modo quelle di Centro Destra che, a nostro avviso, sono state fino ad ora poco incisive, ad unirsi a questo nostro monito; in quanto gli interessi nazionali devono necessariamente ed indiscutibilmente essere anteposti a qualsiasi disegno che non porti ad un miglioramento della qualità della vita della cittadinanza.
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omplesso,,,,,,direi,,,,che:approvo;;;;;;



