Molti nemici, molto onore
È una vicenda arcinota, almeno per noi: nel tempo intercorso fra le due Guerre mondiali, per misteriose contingenze che vanno al di là del visibile, le moltitudini del vecchio continente furono percorse da un’energia sovraumana che le destò dal borghese e plurisecolare letargo in cui erano state sospinte dal nemico dell’umanità per eccellenza.Così, Europa rivisse una nuova giovinezza, divenne come quel mitico prigioniero toccato dalla Grazia, il quale spezzò le proprie catene e si fece di nuovo padrone del suo destino. Ciò che accadde in seguito è tristemente conosciuto: ci si premurò in ogni modo a che la Patria nostra, oramai trascinata nell’abisso dell’umiliazione, non fosse più capace di risorgere per il successivo milione di anni. Questa, in sintesi, la cronaca d’Europa dell’ultimo secolo.
In linguistica, nell’osservazione di un termine appartenente al lessico italiano, quando sussistano certe concordanze morfologiche ed etimologiche che comprovino la derivazione di questo dall’originario ceppo latino, si dice che tale derivazione è suffragata dal “criterio dell’evidenza”.I fatti di casa nostra degli ultimi decennî, per la stessa legge dell’evidenza, sembrano non lasciare margine al dubbio sull’identità di chi li ha orditi: quello stesso boja che ha decapitato Europa, ideale “Maria Stuarda” del XX secolo.
In questi ultimi tempi, in questo stesso continente, è accaduto un evento mai registrato prima da alcuna cronaca: la componente razziale umana ha subito un sconvolgimento tale che in condizioni ambientali nella norma avrebbe necessitato di milioni di anni; è accaduto che l’uomo europeo, già soggetto a un’influenza degenerativa plurisecolare, venisse sostituito del tutto da una specie umanoide, in apparenza simile, ma con caratteristiche interiori completamente stravolte.
Questa ipotesi ci consente di illuminare una molteplicità di fenomeni politici altrimenti inspiegabile.
Mesi addietro, nel corso di un confronto avuto con alcuni “illuminati” esponenti della Destra messinese, ci fu mossa l’accusa di essere un pericolo per l’unità nazionale italiana e ancor più grave minaccia per la cristianità.
Chi ha seguito in questi anni, dalle pagine di Avanguardia, la lotta politica intrapresa dalla Comunità sa che a fondamento di essa esiste la ricerca inesausta della Verità, prima ancora della semplice affermazione politico-ontologica di sè; ricerca ch’è costata assai cara in termini di traversie penali e finanziarie. Basterebbe citare ciò come prova inconfutabile dell’essere, Noi, antitetici a un Sistema che, al contrario, va foraggiando gruppi e gruppuscoli della sì detta “Destra estrema”: contro Noi solamente gli strali della sorte, poiché ...”Veritas odium parit”, ma odio di entità miserabili!
La Comunità Politica di Avanguardia, nei cui riguardi s’è voluta mantenere quella congiura del silenzio, accuratamente perseguita dai mezzi della propaganda di regime, dalle pagine del suo Mensile ha abbattuto, nel corso degli anni, tutte le menzogne, i luoghi comuni per mezzo dei quali l’infima casta pseudo-politica di Roma e di Bruxelles manovra le greggi in nome della dittatura del capitale!
Certo, la lotta è impari, altrimenti le colossali bugie che avvolgono come vapori infernali l’universo occidentale si sarebbero dissolte nell’immaginario collettivo: dal mito olocaustico allo sbarco umano sulla luna, dal diritto di sopravvivenza del si detto israele alla mefistofelica macchinazione trascorsa alla cronaca a mezzo di una semplice data: XI settembre!
In una trascorsa copertina di Avanguardia campeggiava l’interrogativo: “cui prodest?” ebbene, a chi giova il mantenimento in vita delle varie “fiamme tricolori” o delle “alternative (?) sociali”? ... Perché mai questi gruppi, irrilevanti dal punto di vista numerico elettorale, sono sempre guidati e appoggiati da individui dal passato torbido, la cui capacità di sopravvivenza pare somigliare a quella del sinistro conte di san Germano? Ma, soprattutto, d’onde proviene il continuo profluvio finanziario che consente la sussistenza di questi “cavalli perdenti”, sicuri perdenti, che trovano sempre ingenui scommettitori pronti a puntare su loro? Per tutti questi interrogativi possediamo la risposta: e, in verità, non facciamo altro che fornire vaticinî per quelli che hanno orecchi per intendere.
Il quesito che lanciamo è: esistono ancora, seppur minimi, i margini per operare una rigenerazione spirituale in questo deprimente pantano chiamato “Italia”; questo stesso in cui, nei giorni dei ludi calcistici mondiali, hanno sventolato tricolori “senza memoria” dei pur recenti scandali?
Assai modestamente opiniamo che il dànno compiuto sia fattualmente irreparabile.
Per esempio: non pare sopravvivere, nella “communis opinio” italiota, una scintilla d’intelligenza che le faccia mettere in dubbio il democratismo; parimenti, nessuno dubita dell’ “imparzialità” dell’O.N.U., così come “socialismo”, in queste stesse menti plagiate, finisce comunque per adombrare all’egalitarismo, se non addirittura alle “pari opportunità”: tutto lo scibile viene osservato sotto la lente deformante della parità: razziale, culturale, sessuale, malgrado sia evidente come la luce del sole che coloro i quali hanno tutto il vantaggio dalla diffusione di siffatta ideologia siano il perfetto opposto dell’ecumenismo e della tolleranza, come insegna il fenomeno-Fallaci.
Il detrito umano europeo, come quello americano, è un essere oramai incapace d’una scintilla di dignità: costui viene sballottato come merce avariata da una Destra iperliberista che va propagandando i milioni di martiri del sovietismo e del maoismo, e da una Sinistra altrettanto liberista che finge d’opporsi al capitalismo in uno stomachevole giuoco delle parti, almeno finché, messa alle strette, non inizia a convergere impudicamente sulle stesse posizioni della Destra ostracizzando quello che fu il solo, autentico progetto vôlto a mettere fine allo strapotere giudaico mondiale: la Rivoluzione Nazionalsocialista europea! Se Avanguardia rappresenta un pericolo, ebbene essa è e sarà tale solo per chi, inviso a Dio, continua a tramare nell’interesse dell’anti-razza privilegiata dei Negroponte e dei Gates: altro che minaccia per la comunità nazionale (?) o per la cristianità.
La falsa alternativa “destrasinistra” è stata da Noi più che ampiamente smascherata: “ciò farà senza dubbio levare alte grida agli ignoranti, vittime di certe dialettiche, per i quali socialismo è sinonimo di marxismo.Noi ricordiamo che i primi socialisti di Francia (Fourier, Proudhon, Toussenel, poi Blanqui, Sorel etc.), erano decisi oppositori dei giudei...” si legge nella parte conclusiva del saggio di Antonio Medrano: “Islam ed Europa”.
L’ultima trappola per i grulli ha assunto le fattezze del compagno Ferrando: dall’ennesima scissione si preannuncia una buona pesca per giuda!
“Ora, il grosso sasso lanciato nel loro stagno fu quello dei dottrinari che posero l’equazione “NAZIONALISMO+SOCIALISMO =FASCISMO”, dei militanti in camicia bruna che affiggevano manifesti rossi, brandivano bandiere rosse - fregiate, è vero, dallo svastica della Tradizione - è proclamavano l’avvento del Nazionalsocialismo. Costoro sconfissero il marxismo non nelle battaglie di piazza, ma quando cominciarono a instaurare, nel Reich riconquistato, un vero socialismo, procurando così al Nuovo Ordine l’adesione degli ex militanti e capi marxisti, i quali dovettero riconoscere come gli obiettivi a lungo promessi e mai raggiunti dai loro partiti stessero per venir conseguiti sotto i loro occhi da un Regime il cui Capo, mettendo sotto chiave le riserve d’oro del Reich, aveva proclamato: “la nostra sola ricchezza è il lavoro del nostro Popolo”. Quel sasso era più di quanto il grande capitale potesse tollerare e si assistette allora alla sua coalizione con i marxisti. Così questi ultimi si smascherarono e si squalificarono in quanto socialisti”.
Inutile rammentare ancora in quale sinistro modo capitalismo e marxismo abbiano interagito, proprio in quanto manifestazioni di un medesimo e occulto in sè (alla farsa trascorsa agli annali sotto il sintagma “guerra fredda” crediamo come crediamo alla “buonafede” di gentaglia come Noam Chomsky!). Basterebbe osservare la malvagia simmetria esistente tra la distruzione dell’Impero “czarista”, che la minuziosa cronaca siberiana di Ferdinand Ossendowski ci ha tramandato, e il progetto di annichilimento totale del Popolo iracheno, tutt’oggi in corso d’opera.Saddam Hussein come Nicola II Romanov: chi osa opporsi al piano di dominio planetario ebraico viene prima o poi nientificato!
Ancora una puntualizzazione: non ci apprestiamo alla stesura di quest’ultima parte del nostro scritto per stigmatizzare solamente la massima responsabilità della Chiesa di Roma: aver divaricato per sempre la “Potestas” spirituale da quella del Secolo, ma pure per sottolineare quella che a noi appare essere alla stregua di un’insensata quanto immorale attitudine che la stessa Chiesa sembra voler perseguire: la canina, servile sudditanza mostrata nei confronti del giudaismo, definito senza vergogna: “frater major”.Fenomeno di servilismo intellettuale, reso ancora più insopportabile quando si pensi a quella strisciante - e a volte ancor più che tale - diffidenza mostrata nei confronti del Mondo musulmano.Due esempi basterebbero a dimostrare la malafede cattolica degli ultimi anni: la levata di scudi papale che si concretizzò contro la Repubblica Islamica d’Iran, all’affermarsi della Rivoluzione che liberò il Popolo persiano dalla sanguinaria dittatura della SAVAK (si presume che il Woijtyla avesse in simpatia Mohammad Reza Pahlevi, quanto provasse antipatia verso l’Imâm Khomeinî), e il recentissimo viaggio polacco del Ratzinger (che ci sembra faccia rima con Kissinger), fortemente caldeggiato dall’internazionale ebraica, oramai assurtasi a incontrastata “stella polare” di tutta la politica vaticana, grazie anche a referenti intellettuali come Hans Küng, vera “quinta colona” del potere di Sion nel mondo cattolico.
Convergenze tattiche finalizzate alla semplice e inconcludente sopravvivenza: una comunità, quella cattolica, che non rappresenta più alcun tipo di collegamento con il Trascendente: una moltitudine contraddittoria che ha pensato bene ad allearsi col potente di turno, eredità plurisecolare derivante dall’atteggiamento di chi è nato servo.
A bene osservare, neppure ragioni culturali lascerebbero pensare a una contiguità tra cristianesimo e giudaismo, s’è vero che Galilea e Giudea, sotto il Principato di Augusto, erano tutto fuorché realtà somiglianti, e dal punto di vista razziale e da quello squisitamente politico (confrontare Réné e Chamberlain sull’argomento).
Quello che osserviamo è un quadretto tutt’altro che edificante - e forse non potrebbe essere altrimenti, considerati i presupposti razziali - : una comunità confessionale in piena crisi, che non riesce a trovare nuova linfa né pure in quel serbatojo umanoide che le era stato fedele fino a poco tempo addietro: l’America latina.
A furia di voler cercare ottusamente alleanze (ma costoro avrebbero davvero scelta?) là dove non si dovrebbe, si finisce per restare invischiati in casi come quello generato dal “codice da Vinci”.
L’america giudeizzata a livello genetico-cellulare, malgrado le reiterate esternazioni di amicizia della Chiesa cattolica, non perde occasione per manifestare la sua reale natura: il risentimento giudaico inestinguibile, l’odio talmudico ugualmente nutrito e per il Cattolicesimo e per l’Islâm! Smettessero, una buona volta, porporati e minuscoli parroci formato “radio Maria” di leccare deretani giudei...
Ma america non manca mai di “ricompensare” i suoi servi, magari montando l’ennesimo “scandalo di pedofilia” sempre e solo puntualmente a carico di preti cattolici!
L’america, questa “fedele alleata”, il cui rispetto verso la Chiesa di Roma non ha mai smesso di manifestarsi, come in quel lontano febbrajo 1944, allorché inizio il più cruento dei bombardamenti terroristici alleati sull’abbazia di Montecassino, monumento del monachesimo occidentale e deposito di inestimabili tesori filologici.
Ma il tragico di tutta la vicenda consiste in ciò: l’Esercito tedesco, che aveva provveduto a mettere in salvo migliaja di codici medievali preziosissimi per la cristianità, prevedendo l’insania giudaica puntualmente manifestarsi con l’accanimento che le stesse cronache di regime riportano, è ancora oggi diffamato insieme al suo Capo supremo da un individuo che indegnamente si autodefinisce come appartenente alla Patria teutonica, e che, tra una genuflessione e la successiva nei confronti del padrone giudeo, ha la spudoratezza d’affermare che, con l’avvento di Hitler, l’umanità avrebbe dichiarato guerra a Dio!
Comunque sia, del mondo cattolico e delle sue beghe condominiali ce ne infischiamo altamente: a noi preme solamente rivolgere un pensiero di devota gratitudine alle migliaja di Camerati germanici che hanno sacrificato la giovinezza e la vita per difendere un falso-alleato, ingrato quanto vile, sperando, in tal modo, di controbilanciare il più che cinquantennale squilibrio che tanto disonore ha apportato alla Patria nostra, mentre ai pulcinella di “forza nuova” consigliamo di munirsi di abbondanti dosi di vaselina, poiché per essi ancora lunga sarà la stagione di sodoma!
di Mario MARLETTA