Mio Amore
Occhi d’un cor ch’eppur non geme, ma voce alza ‘a pugno fermo e duro in su la vita che scalpitante ‘nsè forza trova e lotta. Vivida e loquace goccia d’un mare che s’innalza a oceano per puntar a ciò che l’anima distrugge e crea, pari vita come ‘l Sommo vole e come ‘l fato crea per vece sua, d’un incanto privo d’ogni inganno, e attendo.
Volontà che spera e atterrisce a ‘l sommo scatto d’una vita avversa, trovar lo loco ‘n cui sostar ricerco e aspetto. Che d’ogni essere speranza infranta punti e miri a divenire ormai l’eletto lume, c’ogni grazia aspiri a ritrovar ciò che notte nella notte a spente stelle fu perduto. Ma timida s’innalza e trepida speranza, lume fioco c’a lagrimar s’accinge e mira ad una lagrima restìa, e che tepore ancor richiede a che ‘l gelo dell’abisso non l’annulli.




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