Esternare, sfogare il proprio sentimento è, spesso, qualcosa che ci pone sotto una luce dalla quale vorremmo non essere investiti. Ci fa apparire deboli, vulnerabili, indifesi, e ciò per quanto riguarda l'insieme tutto dei sentimenti percepibili dall'animo umano, i cui punti antitetici sono odio e amore.
Come per l'odio e per l'ira dovuta all'odio si 'esplode' in una sorta di atto espellente, di un incontenibile rigurgito di sfogo, per l'amore diventa incontenibile l'impulso ad esternare al mondo intero il proprio stato di beatificazione della propria psiche, del proprio animo, del proprio corpo, del proprio 'tutto'. Si tiene stretta tra le braccia qualcosa che si è tanto sperato di vedere, un giorno, ed ora è lì, innanzi ai propri occhi, ed essa ricambia lo sguardo con un sorriso ed un profumato gelsomino nella mano, bianco.
E penso sempre a quel gelsomino ed al suo candore simile alla Neve, perché ciò è la forza, il motore della mia vita. E' qualcosa che appare fragile e piccola, così fragile da far avere l'orrendo timore di farle del male con la mia indegnità. E voglio urlare ai venti tutti la mia gioia ed il mio timore di perdere qualcosa che Dio mi ha donato oltre i miei meriti, gridare quanto e quanto ripieno di vita io mi stia riscoprendo per questo dono inaspettato e grande. Amo, amo nuovamente, grido!




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