Da che mondo è mondo nel processo di cambiamento di uno Stato c'è sempre chi resiste (non è mai esistita l'unanimità) e chi resiste è sempre stato eliminato. E' un processo che si chiama rivoluzione, ed esiste da sempre (anche da prima di quella francese o sovietica, che si ricordano solo perchè più vicine a noi). Salvo pochissime eccezioni funziona così.Originariamente Scritto da RenzoAudisio
Io mi riferivo al mondo libertario, non allo stato. Supponendo di passare al libertarismo, è chiaro che lo stato venderà ad un privato la strada, e poi ne distribuirà i proventi ai cittadini grazie alle cui tasse la strada venne costruita. A quel punto i cittadini pagheranno di volta in volta l'uso della strada, e non più con le tasse.A parte il fatto che io non parlavo di "proprietà"... ma mi riferivo alle leggi... quindi mi riferivo a qualche cosa di superiore e di diverso dalla "proprietà"... mi riferivo alla "Sovranità".
Comunque "proprietario di una strada" (almeno la dove è pubblica), allo "stato attuale" delle cose, lo sono pure io... se faccio parte di quel Comune, di quella Provincia e soprattutto di questo Stato... proprio perchè ho contribuito anche io ed i miei avi a realizzarla.
Ora, se non concordo più, in modo radicale, con la gestione delle strade da parte dei miei "soci", perchè mai dovrei abbandonare la mia quota di proprietà, anzichè riscattarla?
Invece che essere costretti al "confino"... non sarebbe più congruo che io, o il mio gruppo radicalmente dissidente, prendesse la sua quota di strade e la gestisse come meglio crede?
Io parlo, per la libertà di ciascun individuo o "libero gruppo di individui", dunque dovrebbe essere chiaro che relativamente a tutti i problemi di "convenienza", dovendo essere gli individui a decidere responsabilmente per se stessi, sceglierebbero le soluzioni organizzative a loro più convenienti e meno costose o complicate, dunque sicuramente non si può pensare che ciascuno sarebbe così stupido da reclamare la proprietà di 10 metri di strada su cui applicare un codice di circolazione diverso.
Ma è ovvio che essendo ora il proprietario un privato, è lui che stabilisce le regole dell'uso del suo bene, non certo il "libero gruppo di cittadini". Quindi rimani vincolato alle imposizioni di un altro.
Ovviamente se da casa tua non passano altre strade tu sei fisicamente costretto a seguire le regole del proprietario della strada (a meno che non vendi l'auto e vai a piedi per la campagna - ed anche lì pagheresti il passaggio, ovvio).
Mica tanto. Se io non ho altre alternative per andare in un luogo che quella di attraversare quella strada, permetti che mi preoccupi della velocità con cui le auto passano per quella strada.Tutto dipende dall'accordo che c'è tra me e te sulla comune circolazione in quella strada.
Ai fini della libertà individuale, l'importante è che questo accordo venga stipulato liberamente, altrimenti è molto meglio circolare su due strade diverse, senza bazooka... e senza frustrazioni non ti pare?
Vuoi essere libero di rinchiuderti in casa?
- ti ho già risposto che non è assolutamente detto che ciascun individuo possa trovare lo Stato che vada bene per lui, ad esempio non esiste al mondo alcuno "Stato" che soddisfi l'ideale anarcocapitalista, piuttosto che anarco-comunista.. dunque certe minoranze di individui non potranno mai essere liberi di vivere secondo il proprio ideale.
- Anche trovando uno Stato che corrisponda al suo ideale non è detto che lo accettino come concittadino...
- Poi non vedo perchè un individuo o un gruppo di individui, che vuole vivere secondo un nuovo ideale (minoritario nell'insieme dello Stato ma "unanimitario" sulla sua quota di territorio), debba per forza essere costretto all'esilio dalla sua terra che (con pieni diritti di cittadinanza) ha contribuito a migliorare, invece che renderlo libero di riappropriarsi della quota che gli appartiene.
Uno dei miei sogni è mettere su una milizia privata armata ed andare all'assalto della proprietà di SimionatoNon necessariamente... ma, se così gli va, perchè negargli quella Libertà?
Negargliela solo per non far passare una linea di principio?
Io infatti mi interesso ai "principi teorici", ai "principi di Libertà", che però non vanno visti come un qualche cosa lontano dalla realtà, perchè se accettati rivoluzionerebbero il concetto di "Stato", e con esso rivoluzionerebbero in concreto i comportamenti e le logiche di comportamento al suo interno.
Ti dirò comunque, visto che tu ti intendi solo di cartoni animati (io conosco vagamente i Griffins perchè li guarda mio figlio di 8 anni) che in Italia vi sono stati almeno due importanti casi reali in cui degli individui abbiano reclamato la propria indipendenza dallo Stato italiano, mi riferisco all'anarchico Michele Mulieri all'inizio degli anni '50 ed a Moreno Simionato quasi cinquant'anni più tardi.
Non mi riferisco a due pazzi qualsiasi, dei quali i manicomi potevan essere pieni, ma casi che hanno fatto parlare di se ed hanno attirato l'attenzione di grandi uomini di cultura come Rocco Scotellaro, Carlo Levi, Vito Laterza... ai più recenti Alberto Mingardi, Carlo Stagnaro, Vito Laterza Jr., etc.
Ti consiglio la Lettura di "La vera storia di Michele Mulieri" edito da Galzerano e "Fragole e Dinamite" edito da Stampa Alternativa.
Il problema è che lo stato italiano difende i diritti anche dei cittadini stranieri e degli apolidi (come si dichiara lui), quindi non potrei comunque farlo fuori senza il pericolo di venire indagato e condannato. Ma a parte questo che altro succederebbe? Non credo che l'Onu mi sanzionerebbe per "occupazione di stato indipendente" (e poi Russia e Cina porrebbero il veto)
Comunque quella di Simionato è un caso infantile. Mica tutti hanno così tanti problemi con la burocrazia da dover riempire di tritolo la casa e minacciare di farla saltare, no?
Ah, ecco, mi sembrava strano che tu fossi tornato normaleSe non vuoi limitare la tua cultura ai Griffins... CARO LOBOTOMIZZATO TELEVISIVO!![]()





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